Qual è la situazione del settore della plastica in Italia

Di plastica, è inutile negarlo, nel nostro Paese, ma non solo, è ormai costituita la stragrande maggioranza dei prodotti di utilizzo quotidiano, oltre che, praticamente, buona parte delle confezioni della grande distribuzione, soprattutto a livello alimentare. La plastica è fortemente utilizzata anche nel settore industriale e da parte di svariate aziende, ci sono per esempio, realtà come l’Officina Termoplastica Milanese di Aicurzio (MB) che da anni produce protezioni in plastica praticamente per tutti i settori produttivi dell’industria.

Ed è anche per questo, oltre che per la tutela e la preoccupazione di scongiurare una dannosissima dispersione di questo materiale nell’ambiente, purtroppo assolutamente possibile senza una corretta linea di condotta e consumo, oltre che di trasformazione e riciclo, che si può rischiare di mettere a dura prova tutto l’ecosistema, a partire dal comparto delle acque.

In Italia, fortunatamente, il rischio di una contaminazione ambientale senza controllo, si è, soprattutto ultimamente, molto ridotto, anche grazie al processo di rigenerazione e riciclo, il quale cresce di anno in anno, peraltro incrementando valori e benefici impensabili, fino a poco tempo fa, per tutto il Paese.

Infatti, anche grazie e statistiche e monitoraggi stilati da COREPLA, il Consorzio Nazionale per la Raccolta, Riciclaggio e il Recupero degli imballaggi di plastica, possiamo asserire che il riciclo di questo materiale, dal potenziale così unico, oltre che per la salute dell’ambiente e non solo, permette, come pochi, di essere riutilizzato e trasformato in nuovi prodotti, favorisce la creazione di opportunità anche dal punto di vista scientifico, industriale e dell’occupazione, valorizzando proprietà ed energia di una materia davvero eccezionale.

La storia è tutta italiana, e coinvolge almeno 2.600 aziende, 33 centri di selezione, 73 impianti di riciclo, 35 preparatori nonché utilizzatori di combustibile da rifiuto ma, soprattutto, migliaia di cittadini che differenziano e altrettante amministrazioni comunali che si impegnano per l’organizzazione di servizi di qualità. Peraltro, negli ultimi tempi, la raccolta differenziata, in genere, si è fortunatamente molto diffusa, proprio come concetto di etica e civiltà, oltre che di economia e risparmio, tanto che nel 2017 c’è stato un incremento del +11,7% rispetto al 2016, con il volume della trasformazione delle materie plastiche aumentato del +2,3%.

Il riciclo di questo materiale, nel nostro Paese, cresce dunque fortunatamente anno dopo anno, creando valore e benefici netti per un ambito in cui i numeri parlano da soli: sono state registrate, infatti, 586.786 tonnellate solo di rifiuti di imballaggi in plastica provenienti proprio dalla raccolta differenziata domestica 2017, alle quali si devono aggiungere i quantitativi dello stesso materiale recuperato dalle attività commerciali e industriali, pari a circa 400.000 tonnellate. Non solo, perché sono stati rigenerati anche quei prodotti in materiale plastico che non trovano ancora sbocchi industriali verso il riciclo meccanico, utilizzati però per produrre energia al posto di combustibili di altra natura, in una quantità di tutto rispetto pari a circa altre 324.000 tonnellate.

In tutto ciò, oltre al rispetto dell’ambiente e alla salvaguardia delle acque e delle aree verdi, l’aumento del recupero degli imballaggi riciclati, ha rappresentato, nello scorso 2017, un risparmio di oltre 30 milioni di metri cubi di discarica, e un importante contributo anche al bilancio energetico del Paese, con il recupero di oltre 8 mila GWh, e di petrolio, per un ammontare di 78 milioni di €.

Possiamo orgogliosamente dire, almeno per una volta, che l’Italia, con le sue 11.000 imprese di settore, pari al 22% del Vecchio Continente, rappresenta una vera avanguardia nel know how europeo, riciclando imballaggi e prodotti in plastica che in altre Nazioni non vengono nemmeno raccolti, con obiettivi sempre più sfidanti, supportati da continue innovazioni ed investimenti per allargare le frontiere nazionali nel comparto trasformazione della plastica.

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