Smaltimento della plastica, suo riutilizzo, per un futuro migliore

Siamo sempre più attenti ad eseguire correttamente la raccolta differenziata, non si pensa mai al dopo e crediamo che il nostro dividere la plastica, dalla carta e dall’organico o umido, basti per salvaguardare l’ambiente e renderci parte attiva di questo processo. Ma siamo realmente informati sullo smaltimento dei rifiuti che produciamo con i nostri acquisti?!

Lo smaltimento dei rifiuti è una pratica che siamo tenuti a eseguire nel rispetto delle norme ambientali, attraverso società, cooperative, aziende, che si occupano principalmente del trattamento dei rifiuti, nello specifico urbani o industriali, utilizzando moderne strumentazioni, manovrate da operatori qualificati, garantendo tutte le attività che gravitano sui rifiuti: la raccolta, il trasporto, lo stoccaggio e infine lo smaltimento o se possibile il riciclaggio.

Un 2019 all’insegna della lotta alla plastica. Perché la plastica è tra i principali componenti dei rifiuti solidi e sfortunatamente non è biodegradabile. Mari e oceani ne sono invasi in tutte le sue forme: dal sacchetto, alla bottiglia, al cotton fioc, uccidendo lentamente la flora e la fauna marina. E se qualcuno possa pensare che bruciarla possa essere una soluzione, forse non siamo a conoscenza che alcuni tipi di plastiche, realizzate di sostanze organiche (polimeri con un alto tasso di unità molecolari), possono essere molto tossiche.

La plastica è tra i materiali a più lenta degradabilità, parliamo di tempi che oscillano tra 100 e i 1000 anni a seconda della loro complessità, in gergo consistenza. Tra i prodotti classici che prevedono il picco più alto, in termini temporali, di smaltimento sono i sacchetti e le carte telefoniche, mentre contenitori in cloruro di polivinile o polietilene in un secolo.

L’economia circolare, è stato uno dei temi che l’Unione Europea ha spinto nel 2018, e rappresenta una sfida per questa società moderna, nell’utilizzo e riutilizzo delle risorse a nostra disposizione.
La plastica può essere recuperata grazie ad un’attività di riciclo, ci sono aziende specializzate come, per esempio, AI Compound produzione plastica per stampaggio con sede in provincia di Salerno, dove la plastica può prendere nuova vita ed essere riutilizzata.

Attraverso la rilavorazione termica o meccanica, è possibile ottenere nuovi prodotti; ma può essere anche destinata al recupero energetico, mediante un processo chiamato termovalorizzazione. Sembra strano, ma la plastica ha la stessa capacità calorifica del carbone, quindi sarebbe stupido non utilizzarla come energia.
L’energia recuperata da una bottiglia riciclata è in grado di tenere accesa una lampadina da 60 Watt per ben 60 minuti. 25 bottiglie di plastica possono farci risparmiare 30KWh ovvero: 300 lampadine da 100 W accese per 60 minuti. Che aspettate? Iniziate a pensare all’energia del futuro ed essere parte attiva di un mondo migliore. Bastano piccoli accorgimenti. Prendiamo le bottiglie di plastiche per esempio:

Leggere e controllare le etichette. Non tutte le etichette sono uguali e non tutte le plastiche sono riciclabili. Se trovate sigle come: PP e PS questi materiali infatti non sono riciclabili. Mentre prodotti, contenitori, realizzati con plastiche che riportano le sigle PE (sacchi per la spazzatura, giocattoli, nastro adesivo, ..), PVC (finestre, piastrelle, vaschette per le uova, …) e PET (per lo più bottiglie, ma anche altre fibre sintetiche) possono tranquillamente essere recuperate e ridestinate a nuovi usi.

Schiacciare correttamente le bottiglie. Sembra banale, ma non si dovrebbero accartocciare su se stesse per “occupare” meno spazio nel bidone, anzi… Bisognerebbe appiattirle sul lato lungo, cos da poter essere riconosciute dalle macchine che le prendono in analisi e le lavorano poi. Buona prassi sarebbe quella di riavvitare i tappi alle bottiglie appena schiacciate, per evitare che si riempiano nuovamente d’aria e perdano la forma appena realizzata. Le attrezzature moderne, sono oggi in grado di riconoscere meglio le bottiglie e riescono a separare successivamente la chiusura dal resto del contenitore, garantendo ancora un più alto controllo delle diverse tipologie di plastica. Infine, l’errore in cui si incappa maggiormente lo si trova nel momento in cui buttiamo nel bidone la bottiglia. Ricordiamoci che le bottiglie di plastica non vanno buttate via con gli altri imballaggi leggeri, ma raccolti a parte. Bottiglie, flaconi, contenitori, buste, barattoli, piatti e bicchieri monouso, vaschette, polistirolo e pellicole trasparenti possono “coabitare” nello stesso bidone, mentre il resto va raccolto a parte.

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