Cos’è la Resina Epossidica trasparente e come si usa

Si sente parlare spesso di resina epossidica trasparente, ma che cos’è e per cosa si usa? Facciamo un po’ di chiarezza e analizziamo le diverse tipologie di resina e il loro specifico utilizzo. 

Che cos’è la resina epossidica trasparente?

Quando si parla di resina epossidica trasparente si fa riferimento a un particolare polimero termoindurente con reazione a freddo. Non fatevi spaventare dalla terminologia appena utilizzata, perché il concetto è più semplice di quanto possa sembrare.

Le diverse tipologie di resine epossidiche sono costituite da due componenti: una resina di base e un indurente che dovranno essere miscelati tra loro. Questa specifica azione permette la solidificazione della resina di base che si trasformerà in uno strato lucido all’apparenza vetrificato. Questa è una definizione che può essere data senza entrare nello specifico, cioè senza confondersi le idee andando a capire come avviene il fenomeno della catalisi e quali sono i rapporti che dovranno essere seguiti per ottenere una perfetta fusione tra i due elementi prima citati.

La resina epossidica trasparente è oggi ampiamente utilizzata in diversi settori: dall’edilizia (per le pavimentazioni e decorazioni) all’industria elettronica, dall’industria navale al settore alimentare e farmaceutico. Quanto detto permette di capire la grande importanza di questo composto e le sue mille sfaccettature che ne fanno un prodotto dalle eccellenti caratteristiche.

La cosa sorprendete è che si parla di indurimento a freddo, senza la necessità di ricorrere a particolari attrezzature. Ecco perché può essere utilizzata (non è un azzardo a dirlo) senza limiti. Si parla sempre di un particolare processo di vetrificazione, ma è bene sottolineare che la resina epossidica trasparente, anche se ha un aspetto finale cristallino, comunque non riesce ad avere la stessa lucidità del vetro o dell’acqua. La sua è una bellezza leggermente ambrata sulla quale si può intervenire con specifici processi.

Per cosa si usa la resina epossidica trasparente?

Sono davvero tante le tipologie di resina epossidica trasparente, utilizzate per svariati scopi. Ecco le più comuni applicazioni:

  • Rivestimento di piscine: questo particolare composto bi-componente può essere utilizzato quando sono richieste eccezionali prestazioni di impermeabilità. Non solo per piscine, ma la resina epossidica trasparente è utile anche per rivestire vasche e manufatti per servizi igienici. La sua incredibile resistenza ai detergenti chimici e al cloro sono i suoi principali punti di forza.
  • Finitura di pavimentazioni industriali: in questo caso, la resina trasparente è utilizzata per aumentare la resistenza meccanica del pavimento destinato a sopportare un carico di non poco conto. Inoltre, garantisce una perfetta impermeabilità, fonoisolamento, resistenza alle alte e basse temperature e fa da scudo contro l’umidità.
  • Pavimenti e rivestimenti in casa: con la resina epossidica è possibile ottenere un pavimento perfettamente livellato, con la possibilità di intervenire con lo scopo di rinnovarlo senza sostituzione. Si possono ottenere delle immagini uniche e dei sorprendenti effetti per valorizzare qualsiasi ambiente domestico.
  • Saldare materiali di ogni genere: la resina trasparente epossidica può essere utilizzata per intervenire su legno, alluminio, ferro, cemento, vetro e così via, con lo scopo di ripristinarne la forma, sigillare eventuali lesioni, per livellare la superficie o come ottimo ancoraggio.
  • Impermeabilizzazione: la resina è un perfetto bi-componente per eseguire trattamenti impermeabilizzanti di capannoni industriali, terrazzi e sottotetti.
  • Vetrificare superfici: grazie alle sue straordinarie caratteristiche tecniche e facilità di utilizzo, la resina epossidica può essere utilizzata anche per vetrificare piani di ogni genere, come quello del tavolo, o per vetrificare tessuti, stampe e manifesti.
  • Realizzazioni artistiche: non è raro imbattersi in piccole opere d’arte che vedono svariati oggetti (ad esempio, pietre, pezzi metallici o preziosi, conchiglie) inglobati in uno spesso strato di resina dalle più svariate forme.

Insomma, le diverse tipologie di resina epossidica trasparente consentono davvero infinite applicazioni.

Differenza tra resina epossidica trasparente standard e veloce

Qual è la resina migliore? Quella che si asciuga e solidifica in minor tempo?

In questo caso, la velocità non è vista di buon occhio, anzi è considerata un fattore che potrebbe portare svariati problemi. Quando si parla di resina epossidica standard si fa diretto riferimento ad un bi-composto a catalizzazione lenta e costante nel tempo. Devono passare circa 24 ore per poter ammirare un ottimo indurimento della colata. Invece, la resina trasparente veloce inizia la sua fase di catalizzazione in tempi decisamente ridotti, facendo scendere a circa 4 ore il tempo di indurimento. È migliore?

Non è sempre consigliato utilizzare la seconda tipologia di resina, perché un più veloce processo di catalizzazione può portare alla creazione di bolle d’aria che non avranno il tempo per fuoriuscire dalla colata. Meglio attendere qualche ora in più, anche per evitare una forte reazione isotermica del prodotto.

 

 

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