Quando si parla di ansia , si affaccia alla mente un detto latino: “est modus in rebus”, cioè “c’è modo e modo”. Ad esempio, vi sono casi in cui essere ansiosi è normale come la vigilia di un esame o di una competizione.Al contrario, vi sono situazioni patologiche dove è presente una forte preoccupazione con mesi di anticipo rispetto alla data dell’esame, e magari l’ansia assume forme che impediscono le attività quotidiane.In questo caso siamo di fronte ad un disturbo d’ansia, che a livello psichico implica uno stato cronico di tensione, incertezza ,attesa apprensiva e possibili crisi di angoscia acuta.

In alcuni casi il disturbo d’ansia è accompagnato dall’angoscia anticipatoria, uno stato psicologico di attesa, caratterizzato da paura, rimuginazioni, aspettativa di eventi spiacevoli o tragici per sé e per le persone care.

La persona che soffre di questo disturbo oltre a sintomi psichici soffre anche di disturbi somatici come: difficoltà a respirare, tachicardia, senso di costrizione, nausea, vomito, secchezza delle fauci, tremore, irrequietezza motoria, sudorazione eccessiva, disturbi del sonno e perdita del desiderio sessuale.

Attualmente. si distinguono due forme di disturbo d’ansia:

§ gli attacchi di panico : in cui si riscontra la comparsa improvvisa ed inaspettata di una sensazione di terrore e angoscia accompagnati da sintomi corporei come senso di soffocamento, palpitazioni, sensazione di svenimento, etc. L’attacco di panico inizia senza preavviso ,e di solito, giunge alla massima intensità in dieci minuti, regredendo nel giro di venti o trenta minuti Spesso la crisi lascia la persona in un profondo stato di spossatezza.§ il disturbo d’ansia generalizzato: che si caratterizza per uno stato d’ansia costante, accompagnato da preoccupazione e attesa apprensiva, di fronte a situazioni che non dovrebbero suscitare una risposta emotiva così accentuata. Questo tipo di ansia è privo dei momenti di crisi come negli attacchi di panico, ma è caratterizzato da un malessere psicologico e corporeo, perdurante anche per molto tempo (mesi o anni).Nella maggior parte dei casi, l’ansia sarebbe causata dalla vita moderna, con i suoi ritmi frenetici, che producono stress eccessivo.Lo stress è la risposta a una o più stimolazioni fisiche o psichiche ,ed è normalmente presente nell’arco della giornata: esso serve all’organismo per affrontare i problemi che si presentano, in modo da trovare il comportamento più idoneo per risolverli.

I problemi iniziano quando lo stress diventa sproporzionato rispetto alle forze dell’individuo, o quando è vissuto come tale. Il disagio diventa troppo intenso o ripetuto, fino ad arrivare a disturbi d’ansia, depressione o condotte fobiche. Inoltre, lo stress eccessivo può portare ad un abbassamento delle difese immunitarie, ad una maggior sensibilità dell’organismo alle infezioni, a disturbi cardiovascolari.

Ecco alcuni consigli per combattere ansia e stress:

§ conoscere il nostro “limite” personale ed evitare di oltrepassarlo;§ praticare yoga o training autogeno;

§ coltivare degli hobbies;§ programmare dei momenti di relax nell’arco della giornata come visite ad amici oppure uscite, etc.;

§ evitare caffè, tè, cioccolata, cacao, coca-cola e spezie eccitanti come zafferano, pepe, curry;§ secondo la cromoterapia, (cioè la terapia con i colori), si dovrebbero scegliere vestiti e oggetti di colore blu perché questo colore ha la proprietà di “rasserenare” la mente. Per chi diventa ansioso di fronte alle difficoltà il colore indicato sarebbe l’arancione, perché esso stimola il coraggio, la creatività, i pensieri positivi;

§ secondo l’aromaterapia , (cioè la cura con i profumi), le fragranze “antiansia” sarebbero: la lavanda (riequilibrante nervoso), la camomilla, l’arancio dolce (effetto rasserenante),e l’anice (stimola l’ottimismo);§ fare bagni caldi con sostanze antistress come tiglio e melissa;

§ in caso di necessità, è importante rivolgersi immediatamente ad uno psicologo o ad uno psichiatra ( non assumete ansiolitici senza il parere di uno specialista).Vi sono delle età particolarmente soggette alle manifestazioni ansiose: la pubertà, il passaggio dall’adolescenza alla giovinezza e poi all’età adulta, i repentini cambiamenti di stato sociale (il servizio militare, l’inizio o la fine degli studi, il matrimonio, il divorzio, l’inizio o la fine della vita lavorativa) o biologici come la gravidanza, la menopausa, tutti momenti che possono mettere a dura prova le capacità di adattamento dell’individuo.In questo articolo si prenderanno in considerazione due fasce d’età: l’infanzia e l’adolescenza.

È giusto dire che una certa dose di ansia nei bambini è normale ed è anche necessaria. Avere esperienze che suscitano ansia può essere utile, per fronteggiare con la crescita le situazioni di vita problematiche o impegnative.

Pertanto, l’ansia, ossia lo stato che deriva dalla constatazione di non poter soddisfare le proprie esigenze, affonda le sue radici nell’infanzia.

Nell’ambito scolastico, il bambino si trova ad affrontare situazioni nuove, che possono essere vissute come altamente stressanti. In quest’ottica l’ansia è vista come un tipo di auto-preoccupazione caratterizzata da dubbi e svalutazioni nei propri confronti.

Un soggetto che si trova a disagio nella realtà scolastica può manifestare queste condotte: distrazione, autosvalutazione, tendenza a rinchiudersi in se stesso durante lo stress valutativo (ansia da prestazione),iperattività, difficoltà a socializzare e a interagire con gli altri, tendenza ad arrendersi alle prime difficoltà, preoccupazione eccessiva. Certamente perché questi segnali destino preoccupazione devono avere un’ intensità elevata.

Per quanto riguarda gli adolescenti, si sta sviluppando una patologia chiamata “la Sindrome di Linus”, derivante da situazioni nuove vissute come altamente stressanti, e da vulnerabilità individuale del soggetto. Questa patologia si manifesta attraverso la paura dell’adolescente di essere giudicato. In seguito, il soggetto inizia ad evitare tutte le occasioni di contatto sociale ( paura di affrontare i compagni di scuola, gli amici, le interrogazioni scolastiche etc.), e può manifestare sintomi come forti crisi di ansia e mal di testa.

La Sindrome di Linus non è da sottovalutare in quanto può sfociare in una depressione oppure può condurre a forme di dipendenza e di abuso da alcool e droga.

Dott.ssa Caraccio Elena

Psicologa

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