Lina Sotis  e Cristina Parodi  lo hanno capito da tempo: entrambe hanno scritto dei libri sul bon-ton che hanno avuto molto successo. L’argomento infatti non è affatto obsoleto, oggi le buone maniere sono diventate un’opportunità in più, una maniera per la persona di presentarsi agli altri, sul lavoro, nella società, in modo migliore, per farsi ascoltare ed accettare di più.  L’educazione stradale, il codice civile, gli insegnamenti dei genitori e dei nonni, le memorie scolastiche, tutte queste regole acquisite nel tempo concorrono a farci vivere il quotidiano in modo più civile ed educato a tavola, per strada, con il cellulare, nelle conversazione, con i figli, mentre sei con il cane. Il cellulare – l’Italia è il paese con il maggior numero di cellulari in Europa, questo deve indurre la persona a tenere un comportamento educato perché venga usato in modo poco invadente. Se il cellulare squilla sia in casa che fuori casa e siete in compagnia, rispondete ma interrompete la comunicazione al più presto o richiamate la persona. Se ricevete un sms leggetelo quando siete da soli. Nei luoghi chiusi come il cinema, la chiesa, la palestra, in ufficio, al ristorante, il cellulare va tenuto spento;  se aspettate una telefonata urgente, magari di lavoro, mentre siete al ristorante avvisate gli altri commensali e poi allontanatevi in un luogo appartato per parlare. Le suonerie sono sempre più rumorose ed imprevedibili: non lasciamoci tentare da  registrazioni private (come il pianto del proprio bambino) o dell’ultima hit di una cantante famoso: un suono tradizionale sarà sicuramente la soluzione migliore; tutte le suonerie vanno comunque tenute ad un volume basso oppure sostituite con la vibrazione. A tavola – quando sei ospite a pranzo ricordati che non devi sederti a tavola fino a che il padrone di casa non lo abbia fatto per primo. A tavola si sta seduti senza appoggiare i gomiti sul tavolo e con le mani bene in vista mentre i piedi stanno sotto la sedia. Non offrire cibo dal tuo piatto e non prenderlo da quello degli altri commensali. Le posate vanno usate per ordine quando sono molte, cominciando da quelle più esterne. Il pane non deve mai essere infilzato con la forchetta. Mela, pera e pesca vanno sbucciate con il coltello mentre la forchetta le tiene bloccate, uva e ciliegie non vanno tagliate; il caco va tagliato a metà e mangiato con il cucchiaio mentre il fico va tagliato in quattro e mangiato con la forchetta. Se siamo noi ad organizzare un pranzo sarebbe meglio non ripetere nei piatti gli stessi ingredienti (risotto alla salsiccia e salsiccia e polenta), servire il pesce prima della carne, servire le pietanze fredde con salse fredde e pietanze calde con salse calde. Il dolce va servito prima della frutta e il salato prima del dolce. Abbigliamento- l’abbigliamento deve essere attinente all’occasione alla quale si deve presenziare, sia in famiglia che sul lavoro o nella società. Un uomo non deve andare mai in città con i bermuda, indossare una camicia a mezze maniche sotto la giacca, avere la canottiera in vista sotto la camicia, indossare le calze con i sandali. Per lei sono da evitare gli strass e gioielli vistosi prima di sera, le griffe ostentate, le calze di nylon smagliate, stivali d’estate, gli abbinamenti troppo vistosi come le fantasie leopardate insieme ai colori forti. Espressioni quotidiane – “Salve” è un’espressione da non usare con conosciuti o sconosciuti. Alla domanda “Come sta?” non bisogna rispondere sinceramente, aggiungendo tutta la sfilza di analisi mediche in corso, ma con un tranquillo, anche se finto, “Bene, grazie”. Quando si partecipa ad una conversazione bisogna lasciare spazio all’altro di esprimere la propria opinione ma dal lato opposto bisogna sempre partecipare al dialogo senza fare lunghe pause o silenzi. Dove invece è di rigore il silenzio è durante una rappresentazione teatrale, un concerto o un film al cinema. Malumori, musi lunghi e lune storte non vanno mai esibite fuori dalle mura domestiche, in pubblico bisogna sempre essere sorridenti, allegri e sereni: se proprio non ci si riesce meglio starsene a casa. Inviti, regali – agli inviti va sempre data una risposta sia in positivo che in negativo, soprattutto se è richiesto, anche se si tratta di un semplice compleanno di un compagno di scuola. Non si fanno regali ai propri superiori, mentre alle maestre si fa solo un pensiero a fine anno. Non vanno mai regalati fazzoletti, spille od oggetti appuntiti, porta monete o portafogli senza aver aggiunto una moneta. Non si regalano mai fiori ad un uomo. Se sei stata invitata ad una cena non arrivare mai a mani vuote. A spasso con il cane – il cane va portato a passeggio senza srotolare tutto il guinzaglio per strada altrimenti  i passanti sono costretti a fare lo slalom per non finire a terra. I bisogni dei cani vanno sempre raccolti con gli appositi strumenti e gettati nel bidone della spazzatura o portati a casa. In città i cani vanno tenuti sempre al guinzaglio soprattutto se il cane è di grossa taglia e se ci sono bambini nelle vicinanze.  

I bambini – non sono esenti dalla buona educazione neanche i bambini e i ragazzi. Entrambi vanno spronati a salutare, a stare seduti composti a tavola, a non interrompere una conversazione, a rispondere alle domande che gli vengono rivolte, a ringraziare per i doni che gli vengono fatti. A loro volta i genitori non devono parlare dei loro pregi o difetti in pubblico, ne parlare di loro in terza persona se sono presenti.

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