Lun, 9 Ott 2006
In età scolare le relazioni tra i bimbi sono amichevoli o neutre,mentre alcune interazioni possono risultare ostili o aggressive. Possiamo parlare di relazione bullo-vittima: quando un soggetto o un gruppo di soggetti molesta ripetutamente o reca danno fisico o psicologico ad un altro. Si parla di bullismo quando si riscontra la ripetizione dell’atto aggressivo o delle molestie sia verbali, fisiche o psicologiche, e la natura asimmetrica della relazione bullo - vittima: da una parte c’è il prepotente e dall’altra chi subisce le molestie senza riuscire a difendersi.
In un normale conflitto tra pari non si superano mai determinati limiti, vi sono controversie , si può litigare ma alla fine si giunge o meno ad un accordo, con uno scambio di opinioni. Non si persegue lo scopo di prevaricare l’altro a tutti i costi. Se non si giunge ad un chiarimento ci si allontana dal conflitto oppure si soprassiede, permettendo a ciascuno di mantenere il suo punto di vista , senza per questo essere sviliti o beffeggiati.
Il bullismo è caratterizzato da : 1) desiderio di ferire e dominare la vittima, 2) mancanza di compassione e di comprensione del disagio che si arreca alla vittima, 3) gli atti di violenza sono prolungati al fine di annientare la vittima distruggendo la sua autostima, 4) il bullo è la persona forte e aggressiva che sottomette la vittima più debole fisicamente, o più giovane, 5) la vittima è sensibile alle prese in giro, è debole, non si sa difendere, e non sa a chi chiedere aiuto, poiché gli altri temono rappresaglie dai bulli.
L’autostima della vittima si disgrega a poco a poco, può sfociare in depressione, asocialità, rifiuto della scuola, tentativo di suicidio o al contrario la vittima si può trasformare a sua volta in aggressore.
Si riscontra un bullismo diretto : percosse , spinte , derisione, insulti, razzismo,danneggiamento degli oggetti della vittima; vi è anche un bullismo indiretto: esclusione intenzionale dal gruppo, isolamento sociale, pettegolezzi infondati sulla vittima.
Quando sono presenti condotte di bullismo , i genitori e gli educatori devo arginare questo problema e evitare che sussistano, poiché i giovani bulli da adulti potrebbero compiere prepotenze sui loro figli e sul parthner. Oltre a rischiare di diventare adulti violenti, i giovani bulli sono a rischio di condotte antisociali e devianti.
Alcuni ricercatori sostengono che il bullismo è più diffuso nelle scuole elementari e medie inferiori, mentre con l’aumentare dell’età si assiste ad una diminuzione della frequenza con una maggiore radicalizzazione in un numero ristretto di casi come forma stabile di disagio individuale.
Qualche caratteristica del bambino prepotente: a) solitamente in famiglia assiste a litigi o ad episodi violenti, b) può anche avere genitori anafettivi che non si occupano di lui, c) di solito sceglie come vittime soggetti più gracili, di un’altra razza, disabili, o con qualche difetto fisico (orecchie a sventola, obesità, etc.).
I bambini che diventano vittime : a) non sempre comunicano agli adulti di subire angherie dai compagni, b) possono rifiutarsi di andare a scuola, c) manifestano comportamenti fobici o ansiosi, d) parlano poco di ciò che accade a scuola, e) hanno pochi amici, f) sono infelici, insoddisfatti, a volte faticano a dormire, h) si inventano continue scuse per lividi, graffi , abiti strappati, oggetti smarriti.
I genitori possono intervenire quando pensano che il figlio è vittima del bullismo : a) parlando agli insegnanti che devono essere messi al corrente della situazione e intervenire tempestivamente, b) ascoltando il figlio e cercando di capire le sue paure e cosa gli sta succedendo, c) cercando di aumentare la sua autostima iscrivendolo ad un corso di difesa personale, oppure insegnadogli a non rispondere agli insulti in modo da non dare soddisfazione a chi lo stuzzica, d) in ogni caso devono spiegare al bimbo che non ha colpa se è oggetto di bullismo da parte dei compagni., e) spiegare che cosa è il bullismo e far presente al bimbo che non è l’unica persona ad esserne vittima, f) rassicurare il bimbo e cercare di fare trovare a lui le possibili soluzioni al suo problema.
È importante rivolgersi ad uno psicologo se per vostro figlio questo è un problema continuativo piuttosto che occasionale. Aiuterete così il vostro bambino ad affrontare questo fenomeno e a sconfiggerlo.
Dott.ssa Caraccio Elena
12 Gennaio 2007 alle 13:11
capisco che non c entra niente con gli adolescenti, ma un adulto che fa il bullo con offese ed insulti pesanti può essere denunciato o querelato?scusa l intromissione e grazie per l attenzione
11 Giugno 2007 alle 14:20
salve purtroppo io sn vittima di 3 bulli,perche’ sanno che io sn una persona sensibile e calma e x qst se ne approfittano.io nn so se dirlo a qualcuno poiche loro mi hanno minacciato di molestarmi se lo avrei detto a qualcuno.
loro mi fanno paura e io nn voglio piu’ andare a scuola x colpa loro.
datemi dei consigli x favore io nn so proprio cs fare…