mar, 20 dic 2011
Confermato l’aumento delle rendite catastali
Scritto da reggiocase in Informazioni , InternetNessun Commento
Il decreto “Salva Italia” ha mantenuto quanto era nelle previsioni. Rendite catastali riviste con un aumento del 60% dei coefficienti moltiplicatori.
Erano ferme da oltre 20 anni, salvo una piccola revisione nel 1996. Ora arriva la mazzata, che la crisi economica globale ha reso, peraltro, necessaria: +60% dei moltiplicatori con conseguenti aumenti d’imposizione.
Ormai tutti sanno che verrà reintrodotta l’ICI, sottoforma di IMU (imposta municipale unica) e che avrà coefficienti di imposizione del 4 per mille sulla prima casa (con un margine del 3 per mille a favore dei comuni) e del 7,6 per mille sulle seconde e terze case.
In Italia, esistono circa 33 milioni di abitazioni di cui 30 milioni intestate a privati. Ne verrebbe fuori un bel tesoretto per le casse dello stato. La CGIL stima che l’introito derivante dall’IMU sarà vicino ai 22 miliardi di euro mentre Confedilizia è ferma ad un rilevamento di 11 miliardi di euro.
Ma vediamo nel dettaglio come si calcola l’imposta.
L’indicatore sul quale viene calcolata l’imposta è la rendita catastale. Tale parametro è fissato in base alla categoria assegnata all’immobile (fissata nel 1988) che, teoricamente, indica la rendita ottenibile ogni anno attraverso il singolo locale. Moltiplicata per il numero di vani dell’immobile la rendita determina il valore catastale ovvero la base imponibile su cui applicare l’IMU.
Come dicevamo le rendite sono ferme da oltre 20 anni. Vanno dunque aggiornate, anche perchè il differenziale rispetto ai valori di mercato degli immobili ha raggiunto le 3,7 volte. In secondo luogo, i valori attuali, spesso, non considerano la storia dell’immobile. Le ristrutturazioni che hanno radicalmente modificato gli stabili e gli interni hanno trasformato alloggi “popolari” o “ultrapopolari” per il fisco ad alloggi di lusso o di prestigio per il mercato immobiliare.
C’è però un limite evidente alla reintroduzione applicata dal Governo Monti. L’aumento lineare del 60%, uguale su tutti gli immobili, non risolve il problema delle categorie catastali obsolete. Infatti gli immobili di prestigio che mantengono la categoria catastale “popolare” continueranno a pagare proporzionalmente meno di quanto dovrebbero creando indubbia iniqua nel gettito tra le varie classi della popolazione italiana.
Fonte: www.reggiocase.it