Comunicare (dal lat. cum = con, e munire = legare, costruire, mettere in comune, far partecipe, condividere) è un’arte assai complessa che rapporta l’individuo al mondo esterno.
Trasmettere un messaggio e rendere il messaggio comprensibile non è semplice: comunicare non è informare, convincere o dimostrare. È invece lo strumento per riconoscere la dignità dell’altro ed entrare in relazione con esso. Una comunicazione efficace è proporzionale alle risorse che impieghiamo per raggiungere gli interlocutori nel loro mondo, per comprendere il modo di ragionare, le necessità, le reazioni emotive.
Nell’email marketing gli attori di una comunicazione sono il mittente e il destinatario di una email, di una dem o di una newsletter. Il canale è ovviamente internet. Il feedback che consente di aggiustare le strategie della comunicazioni è dato ad esempio dalle statistiche: elemento determinante nelle piattaforme di email marketing.
Le email che vengono inviate dagli amici, che ricordano le vecchie lettere della posta tradizionale, perché attese ed emotivamente coinvolgenti, vengono lette con attenzione. Si ha invece la tendenza a leggere in modo sommario, veloce e frammentario le email generiche. L’obiettivo di chi opera nell’email marketing è quello di creare con i clienti un rapporto privilegiato, amichevole, duraturo: dal semplice informare, si passa al dialogare, al condividere.
Scrivere un’email non è un operazione semplice:

  1. la sintesi è d’obbligo, le informazioni devono essere chiare, visibili, dinamiche. Gli unici strumenti utili sono parole e immagini: la comunicazione non verbale è abolita.
  2. l’oggetto è la parte più importante di una email, è il vostro bigliettino da visita: se è utile, curioso o convincente il destinatario sarà invogliato alla lettura, in caso contrario la vostra comunicazione popolerà eternamente il cestino.
  3. l’email è un po’ come una donna in estate: ha la necessità della dieta per la prova bikini. La newsletter deve sottoporsi costantemente ad una prova “di costume”: è preferibile l’utilizzo di un linguaggio semplice, ma non troppo colloquiale. Lo scrivere deve essere leggero, non pesante, non ingombrante, intuitivo. Una comunicazione piena di parole tutte identiche, senza nessun elemento grafico è mal digerita come il verbale di una multa. Nell’ email marketing il registro linguistico è fondamentale: è dannoso utilizzare tecnicismi poco comprensibili, lo stile deve essere coerente con lo scopo della comunicazione.
  4. I link possono essere dei validi aiuti: possono essere utilizzati per non appesantire il messaggio e per spiegare nel dettaglio ciò che nelle email o in una newsletter non è bene approfondire: è preferibile creare alcune suggestioni e lasciare alla sensibilità o alla curiosità dei lettori la scelta di analizzare o meno l’argomento.
  5. Quando poi l’email sembra conclusa, ben impostata e pronta per l’invio, è proprio allora che bisogna innalzare il livello di attenzione: un email piena di strafalcioni non è professionale! È necessario essere più furbi e veloci dei refusi: gli errori spesso si palesano solo nell’istante in cui la freccia del mouse è posizionata sul tasto INVIA.

Il gioco delle ambiguità comunicative, se non si è stati sufficientemente chiari, e se non si conosce il destinatario dell’email nasce nel momento in cui la vostra newsletter viene letta. La comunicazione è ciò che gli altri leggono e comprendono, non quello che noi scriviamo. Ciò che gli altri comprendono però è mediato ed influenzato dalla modalità in cui noi comunichiamo e “ipnotizziamo” chi riceve la nostra email. Gli strumenti e la modalità con cui influenzate il destinatario delle vostre comunicazioni sono determinanti!

Simona Ibba

Simona Ibba lavora presso Hoplo ed è Business Development Manager della piattaforma per l’invio di newsletter Infomail.