Nel IV secolo a.c., Ippocrate fu il primo studioso a dare una descrizione clinica della depressione definendola “melancolia” (dal greco melas = nero e chole’ = bile), poichè pensava che la “bile nera” avvelenasse la mente e l’anima.
La depressione ondeggia tra normalità e patologia: ogni cambiamento è perdita di qualche cosa di conosciuto e avventura nell’ignoto e, quindi comporta sentimenti di depressione per la perdita ,e vissuti di ansia verso l’ignoto.
Vivere significa affrontare continuamente cambiamenti e quindi è sempre presente il rischio di passare dalla depressione fisiologica alla depressione patologica. Quando però i sintomi depressivi non hanno un evento scatenante o persistono per troppo tempo, oppure quando impediscono di vivere serenamente allora si entra nella patologia.
Generalmente chi soffre di questo disturbo  mostra un umore depresso, una marcata tristezza quasi quotidiana e non riesce più a provare lo stesso piacere nelle attività che prima prediligeva. I soggetti depressi hanno pensieri negativi circa il proprio futuro e la realtà che li circonda, e manifestano molte difficoltà nell’affrontare la vita di ogni giorno.
Pertanto, questa patologia coinvolge diverse manifestazioni dell’attività mentale quali l’umore, la psicomotricità, il pensiero e gli istinti. Sono presenti inoltre sintomi neurovegetativi concernenti la libido, il sonno e l’appetito, nonché alterazioni dei ritmi sonno – veglia.

In particolare, i sintomi che vengono utilizzati per la diagnosticare la depressione sono:

§ alterazione dell’umore: tristezza, solitudine, apatia;

§ concetto negativo di se’ con autorimproveri e autoaccuse;

§ desideri autopunitivi e regressivi( desiderio di morte, di nascondersi, di fuga);

§ alterazioni vegetative: alimentazione anomala (aumento o perdita di peso), insonnia, ipersonnia, risveglio precoce, calo della libido ;

§ comportamento psicomotorio rallentato o agitato;

§ sento di tensione, diminuzione di forze, vertigini, ipotensione, dispnea, stipsi, colite, perdita di appetito, perdita di peso, senso di freddo, cardiopalmo, dolori diffusi.
Recentemente, l’Organizzazione Mondiale della Sanita’ ha segnalato che il 10 % circa degli uomini e il 25 % delle donne soffrono di depressione.
Quindi, si deve tenere presente che la depressione: a) può colpire tutte le fasce di eta’, indipendentemente dalla categoria socioculturale di appartenenza, b) e’ la patologia psichiatrica più diffusa tra la popolazione, c) e’ la quarta patologia in assoluto per incidenza statistica in Italia (incluse le patologie organiche),d) causa il 70-80 % dei suicidi.
La depressione deve essere considerata una malattia vera e propria, causata da disturbi chimici del cervello, che sono ereditati e/o causati da stress. La gravità di questa patologia dipende dal numero di sintomi, dalla loro intensità, e dall’impatto che hanno sulla salute mentale e fisica di una persona.
Dalla depressione si può guarire grazie a diverse componenti:
a) l’intervento di uno psichiatra a cui spetta l’indicazione della terapia farmacologica da seguire;
b) il sostegno di uno psicologo, che deve analizzare insieme al paziente le cause della depressione;
c) la comprensione dei familiari che devono sostenere psicologicamente la persona depressa.

Nei casi di pazienti molto depressi ,si ricorre ai farmaci antidepressivi, che offrono un’alta probabilità di guarigione. Infatti, la depressione comincia a migliorare generalmente dopo alcune settimane di terapia coi farmaci antidepressivi, e generalmente scompare dopo alcuni mesi o anche prima. Dopo la scomparsa dei sintomi, la terapia antidepressiva deve essere continuata per un ulteriore periodo, per prevenire una ricaduta. A volte, specialmente nelle depressioni più gravi e ripetute, può essere necessario modificare la prima terapia per ottenere risultati migliori.
Poiché ,esistono molti tipi di depressione, la cura farmacologica non è standard per ogni paziente, ma viene personalizzata. Pertanto, non è raro dovere cambiare la terapia dopo alcune settimane se non si osserva una risposta, a causa della diversità clinica e biochimica d’ogni persona.
È molto importante che la persona depressa si rivolga ad uno psicologo, perché quando si ha questa patologia tutto appare negativo, privo di valore, doloroso, non c’è più futuro, non si ha fiducia in sé. Lo psicologo e il paziente cercano di analizzare e cambiare questa visione pessimistica che distorce la percezione reale del mondo circostante. Inoltre,s i cerca di indagare e di capire le cause che hanno scatenato questa patologia.
Infine, la famiglia e le persone care dovrebbero stare vicino alla persona depressa con tutto il sostegno, l’affetto e il calore morale necessari al conforto di una così grande sofferenza.
Concludendo mi sembra appropriato citare lo scrittore contemporaneo Paulo Coelho, che ha vissuto tre anni in un manicomio,   e che ci trasmette come l’esperienza depressiva, anche quella più cupa e più folle, può comunque essere un’occasione di crescita:
 
˝….Il miracoloso dono della serenità può essere conquistato sempre in qualsiasi luogo, anche in quelli apparentemente più improbabili e anche nelle situazioni più tristi.
E, se non tutto, almeno un po’ ˝.

Dott.ssa Caraccio Elena
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