I genitori devono essere tra i primi e principali “promotori” degli interventi di prevenzione primaria di natura educativa rivolti ai bambini. Devono effettuare azioni di educazione alla salute specificamente mirate a prevenire l’abuso sessuale e a fare sì che i bambini sappiano come comportarsi in alcune situazioni di rischio.

Per gli adulti è difficile, in riferimento alla sessualità, interagire e parlare con i bambini quando fanno domande, ancor di più quando manifestano in modo esplicito comportamenti o azioni a sfondo sessuale. E’ importante invece che gli adulti sappiano come agire e on ricorrano al semplice divieto o proibizione che comprime le spinte gli impulsi del bambino senza dare ad essi alcuna direzione educativa e capacità rielaborativa, ma rispondano rispettando questi due principi:

a) definizione chiara dei comportamenti che vengono messi in atto al bambino, che devono essere chiaramente descritti ed enunciati all’adulto (vedo che in questo momento tu stai….)

b) espressione delle emozioni suscitate dal comportamento (…questo mi fa sentire a disagio).

Prevedere che i bambini probabilmente risponderanno ai commenti egli adulti relativamente ai loro comportamenti sessuali mostrando reazioni imbarazzate o difensive, deve condurre l’educatore, specie

se genitore, a facilitare la comunicazione e l’empatia nell’interazione con il minore. Se questo succede, la comunicazione potrà procedere e l’adulto potrà in tale modo valutare quali altre cose il bambino potrebbe avere bisogno di discutere o ascoltare, potendo così correggere informazioni sbagliate, rinforzare il concetto di privatezza relativamente ai comportamenti sessuali e di limitazioni implicite in molti di essi. Tutti gli interventi di prevenzione dell’abuso sessuale prevedono che ai bambini vengano fornite le conoscenze per riconoscere le condizioni e le caratteristiche che rendono possibile connotare come abuso sessuale l’interazione tra un adulto e un bambino. Si devono, perciò, sviluppare nel bambino capacità critiche affinchè sia in grado di reagire di fronte ad una situazione di disagio per non restarne vittima, attuando la strategia di “GRIDO NO, SCAPPO VIA, CORRO A DIRLO A QUALCUNO”(cfr. paragrafo seguente). E’ fondamentale che i bambini imparino sempre a richiedere l’aiuto dei genitori o di adulti di cui si fidano, in ogni situazione in cui non si sentono a proprio agio. E’ importante, infine, che gli adulti aiutino i bambini a modificare eventuali comportamenti di eccessiva fiducia verso persone sconosciute e conosciute che si comportano in modo anomalo.

Albeto Pellai

http://www.leparolenondette.org