gio, 15 ott 2009
Decisamente positivo il quadro delineato dall’assessore alla cultura, Luigi Reitani, per la politica museale estiva della città di Udine. Poco più di 41mila euro incassati nell’intero 2008 a fronte dei 46mila guadagnati dal Comune grazie ai biglietti staccati dalle varie sedi museali cittadine nei primi 7 mesi di quest’anno. Anche il numero dei visitatori risulta aumentato rispetto all’anno scorso, passando da 5.358 del 2008 (da maggio a inizio settembre) agli attuali 8.277, contati tra metà maggio e fine agosto.
L’assessore: «Non ci aspettiamo di fare cassa con le mostre perchè non è questa la nostra politica, nè è pensabile che qualche mostra si autofinanzi con gli incassi. Sono convinto che l’importanza debba essere il valore scientifico, culturale e di ricerca che un allestimento propone, oltre alla ricaduta indiretta che un afflusso di turisti ha su tutta quanta la città e non solo per la sede museale».
Tesi sicuramente giustificabile per la mostra Consilium in arena, che ha visto salire sul castello, in poco più di tre mesi, 3.291 visitatori per un incasso complessivo di circa 10mila euro a fronte di una spesa di 60mila euro per l’allestimento.
Meno difendibili i numeri relativi alla mostra Praga da una primavera all’altra. 1968-1969 allestita nella ex chiesa di San Francesco che, a fronte di un incasso di quasi 3.600 euro è costata ben 107mila euro. L’assessore ‘perora’ la sua causa dichiarando: «Cifre irrisorie rispetto a quanto si spende per le grandi mostre che per la sola promozione costano spesso il doppio di quanto speso da noi per una sola singola iniziativa. La nostra amministrazione è per una politica culturale low cost, che valorizzi il patrimonio culturale locale, che non sprechi denaro pubblico per onerose consulenze e campagne pubblicitarie che non sempre ottengono risultati proporzionali ai costi».
A proposito di costi, sono aumentati o no? Non ci è dato di saperlo.