Ven, 31 Ago 2007
Trovare un buon lavoro oggi è un’impresa sempre più ardua. E l’idea di aprire un’attività in proprio spesso intimorisce. I motivi sono tanti: la burocrazia impegnativa, le scelte delicate nella ricerca del locale, l’organizzazione dell’impresa, la scelta degli strumenti più adatti. Tutte cose strategiche che possono determinare il successo dell’attività. Scelte giuste richiedono l’aiuto di persone esperte, specializzate, qualificate e, di conseguenza, molto spesso, l’investimento è oneroso.
Questo è il motivo principale per cui, sempre più spesso, ci si affida ad un marchio già affermato e conosciuto, ad un’organizzazione competente, ovvero si sceglie di aderire ad un franchising. Questa forma di affiliazione permette all’imprenditore di minimizzare il rischio di impresa e di risparmiare, pur usufruendo di una struttura tecnica e commerciale professionale e aggiornata.
Con il franchising infatti, l’imprenditore acquisisce la facoltà di usufruire di un marchio conosciuto, sfruttando quindi il marketing e l’immagine dell’azienda madre e del marchio stesso. Normalmente il contratto di franchising prevede una quota di affiliazione (fee di ingresso) e una “provvigione”, chiamata in gergo tecnico royalty, ovvero una percentuale sul guadagno dell’attività che si sta avviando.
Con questi presupposti è facile capire il motivo del successo di un’attività organizzata in franchising: il rischio imprenditoriale è molto basso. L’attività è infatti già testata ed è sufficiente seguire le “istruzioni d’uso” per replicare un’azienda che funziona. E’ una tendenza di tutti i settori, dall’alimentare all’abbigliamento, dalla valigeria all’informatica. E come poteva il franchising non entrare anche nel settore dei mercatini dell’usato?
Va considerato, inoltre, che le Agenzie Pubbliche d’Affari, conosciute per la maggior parte dei casi sotto il nome di mercatini dell’usato stanno proliferando.
L’attenzione del pubblico a temi come il risparmio, il riciclo e il riutilizzo e il rincaro della vita, che ci porta necessariamente a dover risparmiare, sono temi sempre più sentiti. Infine, in virtù del fenomeno chiamato “consumismo” siamo, sempre più spesso, circondati di cose non più utili, passate di moda e che affollano le nostre case, i nostri solai, le nostre cantine.
Di sicuro, in Italia, sempre più spesso, si vedono nuovi mercatini dell’usato. Ma anche se l’investimento per l’apertura di un mercatino dell’usato può risultare minore rispetto ad un qualsiasi altro tipo di attività commerciale, è sicuramente vero che il successo è determinato da una buona struttura e da un’ottima organizzazione.
Struttura e organizzazione che solo un franchising può, in breve tempo, trasmettere, motivo principale per il quale questo tipo di organizzazione si è diffuso anche nel settore dei mercatini dell’usato. Negli ultimi anni sono nati veri e propri network di mercatini, come ad esempio Mercatopoli. L’esperienza e la pratica sul campo, unita all’affiancamento di un gruppo di professionisti che curano i vari aspetti dell’apertura di un mercatino dell’usato, garantisce, ad ogni affiliato Mercatopoli, un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza che in molti casi è determinante per il successo dell’imprenditore.