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Le Officine del Vetro - Glass Murano Lighting

Le Officine del Vetro - Glass Murano Lighting presentano:

DIZIONARIO DEL VETRO DI MURANO


Riteniamo interessante indicare alcune tra le voci più frequenti nel vocabolario del vetro di Murano. Solitamente sono termini dialettali e coloriti, dall’origine lontana. Laddove possibile abbiamo indicato la traduzione corrente in italiano. Nel corso del tempo inseriremo nuove voci, corredate da esemplificazioni fotografiche.
La versione attuale del glossario pare comunque sufficiente per familiarizzare con questo meraviglioso mondo.

 

Applicazione a caldo

Decorazione in rilievo ottenuta durante la lavorazione, quando il vetro e’ ancora caldo, apportando vetro sulla superficie del pezzo.

 


Avventurina

Vetro translucido spruzzato di particelle con ossidi metallici brillanti, per ottenere un’imitazione del quarzo avventurina. Il vetro veneziano viene fatto con particelle metalliche di rame create con una reazione chimica inserendo nel “bolo” ossido di rame.

 


Battuto

Consiste nel levigare la superficie “battendola” su una mola a freddo ottenendo una serie di “bolli” di varie forme dando all’oggetto l’apparenza di essere stato battuto come il ferro.

 


Bolo

massa vitrea incandescente, di forma tondeggiante, che viene prelevata con la canna da soffio per essere lavorata.

 


Bulicante

Vetro di grosso spessore costituito da vari strati di piccolissime bollicine d’aria. Si ottiene introducendo il vetro in un particolare stampo ricoperto da punte metalliche, lasciando piccoli fori sulla superficie del vetro fuso; procedendo alla sommersione con un altro strato di vetro si trasformano in bolle d’aria. Lavorazione ideata da Flavio Poli negli anni’30 con la collaborazione di Archimede Seguso.

 


Calcedonio

Vetro ottenuto mescolando metalli di colore diverso per imitare le pietre come l’agata, il calcedonio, l’onice, la malachite e il lapislazzuli. Questo tipo di lavorazione fu creato a Venezia nel tardo XV secolo. Tecnica riscoperta da Lorenzo Radi verso la fine dell’ottocento.

 


Cammeo

L’opera viene formata da due strati di vetro di colore diverso, solitamente un vetro blu cobalto o un vetro-rubino coperto da uno strato di vetro opalino. Quest’ultimo viene intagliato fino allo strato sottostante creando, in tal modo, un contrasto cromatico di grande effetto.

 


Canna

Vetro realizzato utilizzando cannette di vetro rotonde o piatte e multicolori accostate o sovrapposte e poi fuse e soffiate. L’oggetto ottenuto risulta di grande effetto cromatico e decorativo.

 


Canna da soffio

Tubo metallico, lungo circa un metro e mezzo, con cui il maestro vetraio preleva il vetro fuso dal crogiolo per formare il bolo e passare quindi alla soffiatura e alla formatura del vetro a mano libera o a stampo.

 


Corroso

Vetro ottenuto mediante l’uso di acido fluoridrico applicato al vetro dopo che lo stessa superficie e’ stata ricoperta con una particolare resina che si screpola asciugando, in modo che solo attraverso le crepe il vetro venga intaccato dall’acido e la restante superficie resta intatta. Tecnica sviluppata alla Venini a meta’ degli anni trenta da Carlo Scarpa.

 


Cristallo

designa un tipo di vetro molto trasparente e rifrangente, ottenuto con l’impiego di silicato di piombo. Viene anche chiamato “vetro al piombo” e fu perfezionato in Inghilterra in Francia e in Boemia (fabbricato con silice, calcio e potassio), verso la fine del XVII secolo. Per estensione e’ chiamato “cristallo” qualsiasi vetro puro e trasparente, famoso quello di Murano.

 


Crudo

Tecnica con la quale si ottiene un vetro volutamente non portato al raggiungimento del punto di fusione. Con questa tecnica si ottengono varianti di colore, delle bolle d’aria e delle irregolarita’ simili al vetro “pulegoso” ma senza avere l’aspetto spugnoso.

 


Fenicio

Vetro decorato con un avvolgimento di fili in vetro lattimo, lavorato con un attrezzo di nome “maneretta”, ottenendo una decorazione ondulata simile a quella del vetro a piume o a festoni.

 


Fiolario

Antico nome che designava i vetrai di Venezia, ovvero fabbricante di “fiole” (= fiale) di ampolle e bottiglie di vetro. Come tutti gli artigiani della Serenissima Repubblica Veneta, i fiolarii erano riuniti nella loro “Arte” che fu attiva dal XIII sec. al 1797.

 


Filigrana

Una delle tecniche più antiche in uso gia’ nel XVI secolo. Si ottiene ponendo, su una lastra metallica, delle canne in vetro trasparente con all’interno un’anima colorata, scaldandola fino al raggiungimento del punto di fusione e quindi si fa rotolare su un oggetto di forma cilindrica a cui aderisce. La quasi totalita’ delle vetrerie veneziane fanno uso di detta tecnica. Negli anni ‘50 e ‘60 Archimede Seguso realizza degli oggetti in filigrana adottando una particolare tecnica di preparazione e molatura delle canne vitree.

 


Foglia d’oro o d’argento

Sottilissima lamina d’oro puro, di norma nelle dimensioni di cm. 8×8 a 24 carati, che viene “raccolto” dal vetro ancora allo stato pastoso nella fase iniziale di lavorazione. L’oro può essere poi ricoperto da un ulteriore strato vitreo trasparente. Se il vetro viene soffiato la “foglia” d’oro si frantuma in un suggestivo effetto di “pulviscolo aurato”. Dal XIX secolo si usa anche la foglia argentea, la quale deve essere “incamiciata” con altro strato di vetro onde evitare ossidazioni e imbrunimenti antiestetici.

 


Fumato

Vetro ottenuto esponendo, durante la lavorazione, la superficie dell’oggetto al fumo di una fiamma di legno; così facendo una quantita’ di particelle grigiastre aderiscono alla superficie. L’oggetto viene in fine ricoperto con uno strato di vetro. Tale tecnica venne creata da Alfredo Barbini presso la V.A.M.S.A. negli anni ‘30.

 


Ghiacciato

Tale effetto si ottiene immergendo il pezzo semilavorato ancora caldo, circa 800 °C, in acqua fredda e poi di nuovo in forno. Con questa tecnica si ottiene una superficie percorsa da una “craquelure” simile al ghiaccio quando e’ screpolato. Il procedimento può essere ripetuto più volte per ottenere un effetto più o meno marcato. La tecnica ghiacciata e’ entrata in uso a partire dal ‘500.

 


Incalmo

Tecnica veneziana che consiste nel far combaciare perfettamente a caldo due o più elementi di diverso colore per poter ottenere la forma desiderata modellandoli tra loro. Per questo procedimento si necessita di grande abilita’ da parte del maestro. Famosi sono i vasi a doppio incalmo, presentati da Venini alla Biennale del ‘62, come il “Cappello del Doge” su disegno di Thomas Stern.

 


Incamiciato

Tipo di vetro simile al “sommerso”, ma solitamente più sottile composto da due strati di vetro sovrapposti.

 


Incisione alla mola

Tecnica nata in Boemia nel XVI secolo, giunge poco dopo a Murano. L’incisione viene eseguita con l’utilizzo di varie punte che possono essere di due tipi: al carbonio o di metallo tenero tipo il rame. Particolere interesse hanno incontrato gli oggetti incisi da Franz Pelzel per la S.A.L.I.R.

 


Iridescente

Fenomeno ottico che consiste nella scomposizione della luce nei sette colori primari, con effetto cangiante. L’iridescenza può essere provocata da eventi naturali come l’interramento, per i vetri antichi, che hanno come conseguenza l’usura della superficie causata dall’acido carbonico presente nei terreni. Artificialmente mediante agenti chimici gettati sul pezzo quando e’ caldo. Tale tecnica raggiunge la massima raffinatezza nei vetri di Loetz e Tiffany.

 


Lattimo

Tipo di vetro bianco simile alla porcellana. Si ottiene opacizzando il vetro con ossido di stagno. Il lattimo venne usato nel ‘600 e ‘700 come imitazione della porcellana cinese, soprattutto per oggetti decorati a smalti. Riscoperto nel ‘900 ad opera di vetrerie quali la Barovier & Toso e la MVM Cappellin; negli anni ‘50 si raggiungono importanti risultati come nel caso di Fulvio Bianconi con le figure della serie “Commedia dell’Arte” eseguite per Venini.

 


Margheritieri

una delle quattro sezioni dell’ antica Arte vetraria veneziana (le altre erano i Supialume, gli Specchieri e Verierii), i cui artigiani si dedicavano esclusivamente alla fabbricazione delle margherite; erano tra i pochi vetrai ai quali fu consentito di lavorare a Venezia con i loro fornelli.

 


Murrina

Tecnica risalente all’epoca romana; caduta in disuso viene ripresa alla meta’ dell’ottocento raggiungendo l’apice nei primi ‘900 con gli oggetti degli Artisti Barovier. La tecnica di realizzazione consiste nella preparazione di un fascio di canne in vetro multicolore disposte in modo da ottenere il disegno prestabilito, quindi si procede alla fusione ed in seguito al taglio in piccoli dischi. Gli stessi vengono posti su una piastra metallica per ottenere il disegno voluto, riscaldati e quindi fatti aderire su un manufatto di forma cilindrica attaccato alla canna da soffio.

 


Musivo

Tecnica ideata da Mario DeLuigi per Salviati nel ‘36; e’ ottenuta dall’unione a caldo di tessere vitree simili a quelle utilizzate per la composizione dei mosaici.

 


Opaline

Vetro translucido opacizzato mediante ceneri di ossa calcinate e colorato con ossidi metallici in varie tonalita’ di colori.

 


Oriente

Con questa tecnica si evidenziano due tipi di vetro. Il primo realizzato da Ercole Barovier nel 1940 formato da un motivo “tartan” fatto con canne nere applicate su un fondo trasparente e rifinito con applicazione di foglie d’argento. Il secondo realizzato da Dino Martens nel ‘50 per l’Aureliano Toso, eseguendo vasi dalle forme assimetriche, con ricchi cromatismi ottenuti con chiazze di paste vitree di colore giallo, rosso, blu, avventurina, frammenti di canne in zanfirico e il caratteristico “fiore” formato da un raggio di canne in lattimo e nere.

 


Pennellato

Vetro caratterizzato da bande irregolari di vetro colorato incluso nel vetro trasparente che viene riscaldato, soffiato e modellato; tale tecnica e’ stata ideata da Carlo Scarpa alla Venini.

 


Pezzato

Vetro composto da grosse tessere di vetro squadrato e di colore diverso, fuse insieme in una sorta di mosaico. Le tessere vengono accostate una all’altra fondendole in modo che si saldino formando un vetro piano e con questo viene realizzato l’oggetto.

 


Primavera

Vetro creato da Ercole Barovier per la Barovier & Toso alla fine degli anni ‘20, caratterizzato da un vetro incolore contenente filamenti biancastri ed irregolari simili ad una ragnatela. La sua formula non e’ nota ma frutto di mera casualita’.

 


Pulegoso

Ideato da Napoleone Martinuzzi per Venini alla fine degli anni ‘20. Si ottiene con inclusione di una miriade di bollicine d’aria, la maggior parte in superficie, che conferiscono all’oggetto un aspetto butterato simile ad una buccia d’arancio.

 


Reticello

Tecnica gia’ conosciuta nel XVI secolo; e’ una variante della filigrana, caratterizzata dalla disposizione ad intreccio doppio delle canne usate per la decorazione.

 


Rugiada

Vetro ideato da Ercole Barovier per la Barovier & Toso nel 1940. Per ottenere questo vetro si ricopre la superficie con moltissime schegge di vetro fuse in ricottura, simili a piccole gocce di rugiada. Talvolta si inglobavano foglie d’oro per impreziosire l’oggetto.

 


Sabbiatura

Tecnica simile all’acidatura che si ottiene decorando l’oggetto mediante un getto di sabbia con un particolare attrezzo ricoprendo la superficie con un’apposita maschera. Si possono ottenere differenti effetti utilizzando varie qualita’ di sabbie o modificando la pressione del getto.

 


Scavo

Vetro creato da Cenedese che imita l’effetto dei vetri scavo, dovuta alla lunga permanenza sottoterra. Si ottine applicando minerali in polvere sulla superficie dell’oggetto.

 


Smalto

Questa decorazione, in uso a Murano fin dall’antichita’, si ottiene in due fasi: si dipinge la superficie con smalti e quindi si inserisce l’oggetto decorato all’interno di uno speciale forno detto “muffola” dove il calore al suo interno e’ inferiore a quello necessario alla fusione del vetro, facendo aderire alla parete dell’oggetto gli smalti in modo permanente.

 


Sommerso

Vetro costituito da uno strato esterno di vario spessore sovrapposto ad uno strato di diverso colore. E’ ottenuto a caldo immergendo il vetro in crogioli di diversi colori. L’oggetto risulta costituito da vari strati di spessore e colore differenti.

 


Specchieri

una delle quattro sezioni dell’antica Arte vetraria veneziana (le altre erano i Supialume, i Margaritieri e i Verieri), i cui artigiani si dedicavano esclusivamente alla fabbricazione degli specchi. Si servivano del vetro soffiato di Murano, lo trasformavano in specchi e talvolta lo molavano.

 


Supialume

una delle quattro sezioni dell’antica Arte vetraria veneziana (le altre erano gli Specchieri, i Margaritieri e i Verieri), i cui artigiani lavoravano il vetro alla fiamma di una lampada o di una candela, confezionando piccoli oggetti ornamentali; si servano di piccoli forni, gli unici consentiti a Venezia per ragioni di sicurezza.

 


Tessuto

Creato da Carlo Scarpa per Venini negli anni ‘30; simile alla filigrana ma ottenuto usando canne sottilissime unite con alternanza di colori e appiattite in modo da formare delle strisce simili a nastri di tessuto, unite e manipolate per ottenere il disegno voluto.

 


Verieri

una delle quattro sezioni dell’Arte vetraria (le altre erano i Supialume, Margaritieri e gli Specchieri), relegati a Murano dal 1292, per eliminare il rischio di incendi che le grandi fornaci minacciavano in citta’, potevano costruire qualsiasi oggetto in vetro.

 


Zanfirico

Tecnica simile a quella della “murrina”. Si ottiene unendo un fascio di canne di vari colori e si riscalda fino alla fusione; successivamente si attaccano due canne all’estremita’ del fuso e vengono tirate e fatte roteare formando una spirale. Lo zanfirico e’ il termine moderno usato a Murano per chiamare il vetro a “retorti”.

 

  Per esempi fotografici www.glassmuranolight.com/tavolozzacolori.htmPer ulteriori informazioni e approfondimenti visitare direttamente il sito dell’azienda www.glassmuranolight.com




Zurigo – È allarme. Da mesi, infatti, giungono tristi notizie riguardanti la scarsità di greggio.
Le riserve di carburante fossile che la natura ci riserva, si stanno esaurendo. Su questo gli scienziati sembrano unirsi in un coro unanime, mentre appaiono in netto disaccordo e dubbiosi sulla data del giorno X, il momento in cui l’uomo dovrà definitivamente rinunciare all’attuale risorsa energetica principale, il petrolio. In realtà, ogni giorno vengono scoperte nuove riserve di greggio, la maggior parte in Iraq, paese che vanta forse il titolo mondiale di produttore di oro nero.

“Ufficialmente l’Iraq con le sue riserve di petrolio, quantificabili in circa 115 miliardi di barili, è al quarto posto nella graduatoria delle nazioni con la maggior quantità di greggio – dopo l’Arabia saudita, il Canada e l’Iran. Ma il 90% del territorio resta ancora inesplorato e pertanto non si sa dell’esistenza o meno di eventuali giacimenti di greggio” afferma l’esperto in cultura mediorientale Michael Amram. Recenti studi stimano la presenza, non ancora verificata, di circa 200 milioni di barili, quantità che farebbe salire l’Iraq al secondo posto nella lista mondiale. L’Energy Information Administration, sostenuta dagli Stati Uniti, ritiene addirittura possibile un valore di 400 miliardi di barili. In questo caso l’Iraq scavalcherebbe notevolmente la prima della lista, l’Arabia saudita.

Oltre alle grandi riserve petrolifere, che coprirebbero il 30% della richiesta mondiale, sono l’ottima qualità del greggio e i bassissimi costi di produzione pari a 1,50 USD a barile a fare dell’Iraq un fornitore di petrolio molto interessante – soprattutto per investitori stranieri. Ne potranno trarre profitto anche i piccoli imprenditori. La M&S Investment, azienda svizzera specializzata nella compravendita di valuta internazionale, promuove sul suo sito internet www.Dinar2Buy.com gli investimenti finanziari nel Dinar iracheno.

“Senza dubbio, economia e Dinar trarrebbero vantaggio in caso di una intensa ricerca petrolifera in Iraq. Soprattutto il basso valore della valuta, che si è triplicato negli ultimi anni, promette agli investitori grandi guadagni”, ha concluso Amram.

In questo senso cresce anche il numero di richieste d’investimento presso la M&S Investment. Uno dei tanti motivi è il nome consolidato dell’azienda, sia livello nazionale che internazionale. È un dato di fatto che la M& Investment lavori ai più alti standard di qualità per soddisfare ogni tipo di esigenza – soprattutto per quanto riguarda la segretezza dei dati e la lotta contro il riciclaggio di denaro sporco e falso – in più aderisce all’organizzazione di autoregolazione VQF.

Ulteriori informazioni sul Dinar iracheno come possibilità d’investimento si possono avere sul sito www.dinar2buy.com.

M&S Investment GmbH

La M&S Investment GmbH è il più grande offerente europeo di valuta irachena – il Dinar iracheno (IQD). La società risiede nel cuore della principale città di commercio e affari finanziari svizzera, Zurigo. Inoltre ha una sede logistica a Basilea. Attraverso il sito internet www.Dinar2buy.com la M&S Investment offre i suoi servizi finanziari a un’ampia clientela, dai piccoli investitori alle multinazionali europee. La società lavora ai più elevati standard di qualità– soprattutto per quanto riguardo la segretezza dei dati e la lotta contro il riciclaggio di denaro sporco e falso. La M&S Investment aderisce all’organizzazione di autoregolazione VQF ed è riconosciuta dall’amministrazione delle finanze svizzera.

Internet: www.dinar2buy.com





Aprire un’impresa vuol dire avere un’idea da tradurre in un business plan che ne definisca lo scopo e l’allocazione delle risorse economiche.Certamente non esiste un percorso definito che porti ad una nuova idea, ma attraverso lo spirito di osservazione, su può preparare un terreno favorevole alla sua individuazione.

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A&A Communications S.r.l.                                                                       Palermo, 24 Gennaio 2008





Fatturato 2007 delle aziendeRubinetteria impreziosita da componenti strass Swarovsky, squisiti accostamenti di ceramiche ai materiali più ricercati, decorazioni eseguite a mano per soddisfare le richieste dei clienti più esigenti, sfavillanti decori in vetro su piastrelle dai maxi formati, vivaci mosaici stagliati su estese pareti. Sono solo alcune delle novità presenti all’edizione 2007 di Cersaie, Salone Internazionale della Ceramica per l’Architettura e dell’Arredobagno, dove la parola d’ordine per le oltre 1000 aziende è : PERSONALIZZARE.
Prodotti di lavorazione artigianale, curati nei minimi dettagli, progettati in sinergia con il lavoro di grandi architetti e designer, per affermare che il prodotto ceramico diventa oggetto prezioso, sofisticato decoro, oltre che straordinario veicolo di luce e grande dispensatore di colore.
Testimoni e fautori di questo tendenza a privilegiare il lavoro artigianale, rispetto alla grande produzione, sono le molte aziende che alla Fiera di Bologna rivendicano il primato italiano della ceramica di qualità. In contrasto con la produzione massiva si vuole riaffermare il prestigio delle piccole aziende, orientate a veicolare la loro produzione verso un mercato di nicchia. Ecco perché la gran parte delle imprese tende a privilegiare la produzione del gres porcellanato, un materiale di grande valore e dalle elevate caratteristiche tecniche, seguito da monocotture e dalla bicottura.

A confermare il buon andamento dell’industria italiana della ceramica sono i dati statistici, secondo i quali il 2006 ha registrato buoni risultati con una produzione rimasta stabile, un numero delle vendite in grande aumento e un export in forte crescita. Nemmeno la crisi del mercato immobiliare americano, generata dai mutui subprime, è riuscita a destabilizzare il mercato italiano della ceramica, che abilmente sta dirottando il Made in Italy verso il mercato russo e quello del Nord Europa. “Sono tutti dati un po’ anomali per le piccole realtà aziendali come la nostra” afferma Davide Bellini di Ceramica King’s, la cui attività si rivolge esclusivamente alla produzione di un limitato quantitativo di ceramiche, realizzato però sulla base di un design raffinato; una ceramica che vanta caratteristiche di smalto completamente differenti rispetto a quella prodotta nel comprensorio del sassuolese. Si tratta di un prodotto destinato ad arredare ambienti prestigiosi e destinato ad un target piuttosto alto.

Ma raffinatezza e pregio non contraddistinguono solo il prodotto ceramico, anche il vasto comparto dell’arredo bagno registra un trend in forte crescita. Anche qui la tendenza generale è rivolta alla personalizzazione del prodotto, sostiene Roberto Lucchese, titolare di Idea Group, per cui il mobile da bagno deve essere il frutto di una rigorosa ricerca dei materiali abbinata ad un design innovativo.
La grande qualità che contraddistingue l’arredo bagno e i prodotti ceramici, unita al gusto e all’eleganza, spiega la ragione di un export molto forte, orientato soprattutto verso il mercato del Medio Oriente e della Russia, dove una crescente disuguaglianza sociale ha visto emergere una fascia di nuovi ricchi molto ricettivi al mercato del lusso.

Per quanto riguarda la concorrenza, invece, sull’Italia incombe lo spettro del grande colosso cinese, di fronte al quale le aziende italiane si trovano impreparate per la mancanza di adeguate strutture commerciali in grado di affrontare un mercato tanto vasto. Quello cinese è un mercato, infatti, che in pochi anni è diventato il maggior produttore mondiale di piastrelle e con il quale le aziende dovranno presto misurarsi, considerato il fatto che entro il 2010, nella provincia del Sichuan, verrà costruita una nuova base di produzione industriale della ceramica. Oltre alla Cina, i nostri più agguerriti concorrenti sono i vicini spagnoli, straordinariamente organizzati nell’offrire prodotti di alta qualità e insieme capaci di adattare velocemente la produzione ad ogni richiesta del mercato estero.

A ribadire questa tendenza delle aziende italiane a realizzare un prodotto destinato ad una nicchia di mercato è Gabriele Giampieri di Giampieri Rubinetterie secondo cui, anche per il comparto della rubinetteria, gusto e ricercatezza rappresentano la grande arma vincente per continuare ad essere leader su questo mercato, tutte qualità garantite dal sapiente appoggio di grandi designer e architetti.
Il nostro principale concorrente europeo, nel mercato della rubinetteria, è la Germania, che compete con prodotti di eccellente qualità, e ovviamente il mercato cinese, che si impone per ora sul mercato solo con prodotti di modesta fattura.

Se puntare all’alta qualità e al riposizionamento del Made in Italy su più alte fasce di mercato sono le uniche armi possibili, al fine di riqualificare il comparto della ceramica e dell’arredo bagno, l’altra premessa indispensabile allo sviluppo del settore è costituita dall’attuazione di alcune misure di liberalizzazione al fine di rendere più competitivo il nostro mercato nel panorama economico internazionale. Il concetto di Fair Trade inoltre è fondamentale per il riconoscimento e la salvaguardia del marchio d’origine dei nostri prodotti, sia per sostenere una corretta competizione tra imprese di diverse nazionalità sia per garantire una giusta informazione al consumatore.

Azienda in Fiera





Il continuo riferimento al surriscaldamento del nostro Pianeta, ai cambiamenti climatici, all’inquinamento indotto dalle attività umane sta cominciando ad uscire dall’ambito dell’ambientalismo ideologico per diventare opinione diffusa ed essere un’esigenza recepita dalle recenti evoluzioni dei modelli organizzativi economici ed aziendali.

Ecomanagement ed ecodesign: parole nuove, che indicano come il parametro ‘sostenibilità ambientale’ cominci ad essere considerato nell’ambito dell’economia e della produzione industriale, insieme al concetto di ‘costo esterno’ ed alla responsabilità diretta delle imprese per gli eventuali danni ambientali provocati.

In futuro le aziende dovranno considerare anche quelle voci di costo che, nella produzione e distribuzione di un bene, oggi sono fatte ricadere interamente sulla collettività: ci si riferisce ai costi provocati dall’inquinamento atmosferico, a quelli causati dalla congestione del traffico che blocca, insieme ai mezzi, operatori e merci, a quelli causati dalla perdita accidentale di sostanze tossiche, eccetera.

Nel nuovo libro di Rosario Manisera, La logistica in armonia con l’ambiente, vengono descritte strategie e soluzioni applicate da importanti aziende del Giappone per organizzare il flusso di merci e prodotti in modo ecosostenibile, mostrando che, se ben integrato nelle logiche aziendali, il rispetto per l’ambiente non è solo un costo aggiuntivo ma può diventare un’opportunità di guadagno.

Ricoh, Toyota, Honda, Kirin Beer, Bridgestone: alcuni nomi molto conosciuti per dimostrare, dati alla mano, che molto spesso gli obiettivi di riduzione dell’impatto ambientale coincidono con quelli propri della logistica, ovvero l’ottimizzazione del flusso di merci e prodotti, il contenimento dei costi e il conseguente aumento del margine di profitto.

Il volume, realizzato per iniziativa di Logisticamente e presentato durante il convegno del 26 settembre 2007 sulla logistica sostenibile, è descritto nei dettagli in questa pagina: http://www.logisticamente.it/ShowSection.asp?IDSection=205, dalla quale è possibile scaricare gratuitamente Presentazione, Introduzione ed Indice, oltre ad ordinarne una copia al costo di 20,00 euro spese di spedizione incluse.





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