Aziende e Business


Domanda. Che il prodotto biologico sia diventato ormai falso sinonimo di qualità e sicurezza? Da un’indagine condotta dalla rivista Altroconsumo, che ha messo sotto la lente di ingrandimento 38 prodotti industriali per la prima colazione, sembra proprio sia così. Numerosi prodotti tra quelli analizzati presentano caratteristiche tutt’altro che rassicuranti, per la presenza nella loro composizione di additivi e di grassi di scarsa qualità. L’articolo pubblicato dall’Espresso, nel mese di agosto, oltre a farne da eco e a suscitare clamore ne mette in luce gli sconcertanti esiti, trascinando in una infinita diatriba i sostenitori del Bio e chi dimostra ancora per questo comparto una certa diffidenza.Ma che sia un atto per sbugiardare le tanto decantate qualità del prodotto biologico o una vera crociata portata avanti da diversi organi di informazione contro questo tipo di mercato noi non lo sappiamo. Lo scontro rimane per ora aperto. 

Polemiche a parte, a suffragare la tesi che il biologico non sta attraversando alcuna crisi ma che al contrario vive un periodo di particolare splendore è il più che positivo andamento del mercato che ha registrato, nel primo trimestre 2007, un aumento del 10% nei consumi famigliari di alimenti biologici. A confermare il trend positivo vi sono anche le numerose aziende che alla fiera Sana di Bologna hanno presentato le ultime novità in fatto di prodotti da agricoltura biologica e che da molto tempo insistono sulla fondamentale importanza di un’attestazione a difesa del prodotto naturale e genuino.All’attenzione per la certificazione di filiera  si unisce la volontà di garantire il gusto e preservare l’identità del prodotto. A confermarci questo è la titolare di Deanocciola, la cui azienda rivolge un’ attenzione scrupolosa ad ogni processo lavorativo, utilizzando, oltre alle nocciole del viterbese, soltanto ingredienti provenienti dal mercato equo solidale. 

All’ interno di una filosofia produttiva improntata al biologico e attenta al sociale si inserisce il settore dell’abbigliamento naturale ancora poco conosciuto e diffuso. Se per il prodotto alimentare, infatti, la grande distribuzione sta promuovendo una capillare diffusione, ciò non accade per il capo di abbigliamento che ancora rimane confinato ad una realtà di tipo artigianale. La concorrenza schiacciante delle grandi aziende, che producono abbigliamento convenzionale, è alimentata da una tendenza, soprattutto giovanile, a scegliere la griffe piuttosto che la qualità e i benefici garantiti dal tessuto naturale. E’ senza dubbio un mercato difficile commenta Jessica Martenson, titolare di Bindu, piccola azienda distributrice di capi di abbigliamento naturale. Alla non facile reperibilità del prodotto si somma l’alto prezzo, dovuto non tanto all’alta qualità delle materie prime ma  al costo oneroso della tintura dei tessuti.  

Se il comparto dell’abbigliamento non registra grossi incrementi, una situazione migliore registra il settore dei cosmetici naturali anche se molte volte la chimica di sintesi non risparmia neanche questo tipo di prodotto. Il comparto  del cosmetico biologico invece è regolato da rigorosi parametri. I cosmetici per definirsi “biocertifcati” devono contenere una percentuale pari al 95% di componenti biologici sull’insieme degli ingredienti vegetali. Il rimanente 5% è costituito principalmente dai conservanti. Come dichiara Camille Fleck titolare di Camille Nature, azienda produttrice di cosmetici biologici, gran parte delle aziende che operano sul fronte del biologico sono costantemente impegnate sia sul fronte etico sia su quello della difesa ambientale. A partire dal confezionamento del prodotto si cerca di  limitare l’uso di PVC, eliminando le etichette a favore della stampa effettuata direttamente sull’involucro. L’imballaggio, invece, è ridotto al minimo e  le plastiche subiscono un costante riciclo. In questo grande progetto di promozione del benessere fisico e psichico rientrano tutte le scuole e gli istituti promotori della medicina alternativa. Da una recente indagine Istat, in Italia le medicine convenzionali sono sempre meno gradite: il 51,2% degli italiani, infatti, le considera inutili tanto che  negli ultimi cinque anni il loro uso si è ridotto progressivamente. Anche Maria Assunta Bordon dell’ Istituto di Medicina Alternativa conferma questo dato e sostiene che alla base di questo problema  c’è la grande confusione generata da una cattiva informazione e da una sostanziale mancanza di trasparenza degli stessi professionisti del settore, concentrati ad alimentare il loro mercato più che a diffondere una cultura della conoscenza. Ma il vero motivo scatenante risiede nella mancanza di una legislazione atta a normare il settore delle medicine complementari. Il “vantaggio” di questa Vacatio Legis è quello di coprire il lavoro di falsi esperti che facilmente riescono a nascondersi tra le pieghe del settore, screditando con il loro operato l’intera categoria. 

L’edizione 2007 del Sana è stata organizzata da Bologna Fiere Spa in collaborazione con Federbio, secondo un impostazione orientata esclusivamente alla scelta di aziende certificate, al fine di garantire l’assoluta serietà dell’evento. Se da una parte si è praticata una rigorosa selezione, la stessa cura non è stata adottata per i servizi di accoglienza e sistemazione, suscitando le lamentele di alcune aziende espositrici.

www.aziendainfiera.it





La Fondvacuum è un’azienda fondata nel 2002 da Pierino Bresciani, professionista esperto e profondo conoscitore dei processi di pressocolata e di pressofusione per leghe di rame, zinco ed alluminio, che si è impegnato nella sua attività per risolvere le problematiche relative alla porosità da sempre presente nei getti pressofusi per inglobamento di aria e gas di fusione. Tale porosità, è la causa di una minore resistenza meccanica dei pezzi, e può essere risolta attraverso la pressocolata sottovuoto.

Con “pressocolata” si intende la colata sotto pressione, e si riferisce al processo attraverso il quale la lega fusa viene colata in una forma metallica (stampo) e soggetta a pressione. Con la pressocolata sottovuoto si ottiene un perfetto e rapido riempimento della cavità dello stampo, l’alimentazione necessaria a compensare il ritiro da solidificazione e una ottimale struttura cristallina per il pezzo finale.

Fondvacuum dunque, per tale scopo, ha progettato e realizzato apparecchiature e attrezzature per fonderie, macchine per fonderie, valvole per vuoto, centraline aspiranti per sottovuoto.
Ai suoi clienti inoltre, la Fondvacuum assicura servizi professionali di progettazione, realizzazione e avviamento delle apparecchiature, oltre che assistenza, e un’adeguata formazione del personale addetto alla gestione delle attrezzature e dei processi.

Per maggiori informazioni:
http://www.fondvacuum.it/
Tel +39 0465 686047

Comunicati Stampa a cura di IM Evolution srl





Trovare un buon lavoro oggi è un’impresa sempre più ardua. E l’idea di aprire un’attività in proprio spesso intimorisce. I motivi sono tanti: la burocrazia impegnativa, le scelte delicate nella ricerca del locale, l’organizzazione dell’impresa, la scelta degli strumenti più adatti. Tutte cose strategiche che possono determinare il successo dell’attività. Scelte giuste richiedono l’aiuto di persone esperte, specializzate, qualificate e, di conseguenza, molto spesso, l’investimento è oneroso.
Questo è il motivo principale per cui, sempre più spesso, ci si affida ad un marchio già affermato e conosciuto, ad un’organizzazione competente, ovvero si sceglie di aderire ad un franchising. Questa forma di affiliazione permette all’imprenditore di minimizzare il rischio di impresa e di risparmiare, pur usufruendo di una struttura tecnica e commerciale professionale e aggiornata.

Con il franchising infatti, l’imprenditore acquisisce la facoltà di usufruire di un marchio conosciuto, sfruttando quindi il marketing e l’immagine dell’azienda madre e del marchio stesso. Normalmente il contratto di franchising prevede una quota di affiliazione (fee di ingresso) e una “provvigione”, chiamata in gergo tecnico royalty, ovvero una percentuale sul guadagno dell’attività che si sta avviando.

Con questi presupposti è facile capire il motivo del successo di un’attività organizzata in franchising: il rischio imprenditoriale è molto basso. L’attività è infatti già testata ed è sufficiente seguire le “istruzioni d’uso” per replicare un’azienda che funziona. E’ una tendenza di tutti i settori, dall’alimentare all’abbigliamento, dalla valigeria all’informatica. E come poteva il franchising non entrare anche nel settore dei mercatini dell’usato?

Va considerato, inoltre, che le Agenzie Pubbliche d’Affari, conosciute per la maggior parte dei casi sotto il nome di mercatini dell’usato stanno proliferando.
L’attenzione del pubblico a temi come il risparmio, il riciclo e il riutilizzo e il rincaro della vita, che ci porta necessariamente a dover risparmiare, sono temi sempre più sentiti. Infine, in virtù del fenomeno chiamato “consumismo” siamo, sempre più spesso, circondati di cose non più utili, passate di moda e che affollano le nostre case, i nostri solai, le nostre cantine.

Di sicuro, in Italia, sempre più spesso, si vedono nuovi mercatini dell’usato. Ma anche se l’investimento per l’apertura di un mercatino dell’usato può risultare minore rispetto ad un qualsiasi altro tipo di attività commerciale, è sicuramente vero che il successo è determinato da una buona struttura e da un’ottima organizzazione.

Struttura e organizzazione che solo un franchising può, in breve tempo, trasmettere, motivo principale per il quale questo tipo di organizzazione si è diffuso anche nel settore dei mercatini dell’usato. Negli ultimi anni sono nati veri e propri network di mercatini, come ad esempio Mercatopoli. L’esperienza e la pratica sul campo, unita all’affiancamento di un gruppo di professionisti che curano i vari aspetti dell’apertura di un mercatino dell’usato, garantisce, ad ogni affiliato Mercatopoli, un vantaggio competitivo rispetto alla concorrenza che in molti casi è determinante per il successo dell’imprenditore.





Trattamenti superficiali Impa TognoImpa Togno, l’azienda con sede a Verbania Fondotoce, nei pressi del Lago Maggiore all’interno del Parco Tecnologico Verbano, rappresenta un importante referente nazionale per quanto riguarda lo stampaggio materie plastiche.

Anni di esperienza nel settore, continue ricerche per migliorare sempre i prodotti e i processi produttivi, professionalità, sono questi gli elementi fondamentali che caratterizzano l’azienda.

E differenti sono i settori in cui opera, dagli idrosanitari, con una grande scelta di docce per la cucina, docce per il bagno, leve per miscelatori, coprighiera, vaporizzatori, pomoli, al settore dell’idromassaggio, con componenti come soffioni anticalcare, nebulizzatori, nebulizzatori facciali, raccordi…

Ma Impa Togno realizza anche articoli per il modellismo, piedini antivibrazione, stemmi auto, componenti per il computer, articoli casalinghi, trattamenti superficiali come cromature e satinature e molto altro ancora.

Grande attenzione inoltre, viene prestata a progetti personali di clienti che abbiano particolari necessità. Tali progetti vengono elaborati in CAD e realizzati utilizzando tecnologie a basso impatto ambientale, e tenendo conto delle Normative Europee per quanto riguarda la tutela dell’ecosistema.

Questi i Servizi offerti da Impa Togno:

Studio e Progettazione
Realizzazione Stampi
Stampaggio
Cromatura
Trattamenti
Saldatura ad ultrasuoni

IMPA F.lli Togno s.r.l. - Ufficio Commerciale
info@impa-togno.com
http://www.impa-togno.it/





Porte salvaspazio ErgonLa Casa dei Risvegli “Luca De Nigris” nasce come progetto di sperimentazione assistenziale unico nel suo genere per impostazione organizzativa. Attivo dal 2005, il centro è sorto dall’incontro tra l’Associazione di volontariato “Gli amici di Luca” e l’Azienda Usl di Bologna.
La Casa dei Risvegli accoglie circa 40 persone che hanno subito gravi lesioni cerebrali. La struttura è caratterizzata da una residenzialità di tipo temporaneo, con moduli abitativi autonomi, e presenta 10 minialloggi individuali con zone giorno/notte integrati da ampi spazi comuni di soggiorno.

Per realizzare questa struttura è stata dedicata speciale attenzione agli elementi di arredo, soprattutto per quanto riguarda le porte: si è scelto di installate porte Ergon Community® le quali utilizzano l’innovativo sistema rototraslante Ergon®, brevettato da Celegon.
Si tratta di un metodo molto efficace per l’ottimizzazione degli spazi e un migliore utilizzo dell’ambiente anche per individui con problemi motori. Inoltre, grazie al sistema Ergon®, le porte rototraslanti si possono aprire con una semplice spinta in entrambi i sensi.

Attraverso la combinazione contemporanea di rotazione e traslazione il meccanismo Ergon® riduce l’ingombro dell’anta, durante l’apertura e la chiusura, del 50% rispetto ad una porta tradizionale. Ne risulta una maggiore vivibilità degli spazi interessati.

Soluzione funzionale che offre una valida alternativa a sistemi scorrevoli o pieghevoli, e che risulta applicabile su qualsiasi spessore e tipo di muratura, Ergon Community® è declinabile in un’ampia gamma di porte variabili per diverse finiture dimensionali ed estetiche.

Da sottolineare, inoltre, che la complanarità degli elementi rende le porte per interni rototraslanti Ergon Community® idonee ad ambientazioni dove le normative della legge 626/94 e le prescrizioni igienico sanitarie richiedono frequenti e rapidi lavaggi antisettici.

Celegon s.a.s.
Via G. Galilei, 6 / 30035 Mirano (VE) / Tel. 041.5728404 ; Fax 041.5728522
www.celegon.it
info@celegon.it

Ufficio stampa
Laura Pontin / tel. 0437.858465 / l.pontin@polarisedizioni.com





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