ven, 3 feb 2012
Le piattaforme di social networking hanno cambiato il nostro modo di comunicare e di sviluppare le relazioni sociali e questo può influire sul nostro stile di vita, a volte in modo molto nocivo, dal momento che questi strumenti possono causare un’elevata dipendenza.
Prendiamo per esempio due giovani adolescenti che si conoscono su di un chat di incontri; cresce in loro spasmodica l’attesa snervante di ricevere il messaggino da parte di entrambi, il continuo ripensare a ciò che si è scritto (avrei potuto dire … perché non ho detto …), unitamente all’agonia della ricezione di una risposta li accompagnerà per tutto il giorno e spesso anche durante le ore di sonno.
A proposito di sonno, pare che il consiglio “non pensarci e dormici su” sia sbagliato in quanto durante la notte questo stato di ansia è amplificato dai meccanismi di elaborazione psichici. Una ricerca effettuata dai ricercatori della University of Massachusetts Amherst e pubblicata sul Journal of Neuroscience, ha dimostrato che ad esempio dormire dopo un avvenimento traumatico possa rafforzarne il ricordo e non contribuisca a conciliare il sonno.
Se poi a tutto ciò aggiungessimo le contratture e le tensioni causate dal computer davanti al quale assumiamo delle posizioni posturali sbagliate che a lungo andare si possono ripercuotere attraverso dolori alla muscolatura o in fastidiosi formicolii derivati da pessime posizioni posturali abitudinarie.
Trycel, da sempre vicina ai giovani, propone per migliorare il proprio benessere fisico un nuovo sostegno ortopedico che aumenta la rigidità del materasso (sostegno) senza intaccarne la morbidezza (accoglienza), un modo per aiutare i giovani pieni di pensieri amorosi a prendere sonno e a staccare la spina.
Insomma quando si dorme è meglio farlo bene!
Nel medioevo i cavalieri si rinchiudevano per proteggersi dagli assalti dei nemici in pesanti armature di ferro che oltre ad essere pesanti e poco flessibili provocavano nei punti più sensibili arrossamenti e pruriti facilitati anche dalla scarsa igiene del tempo. Oggi, ovviamente, i tempi sono cambiati. Non ci sono più nemici da cui proteggersi rendendosi simili alle tartarughe, ma c’è pur sempre la necessità di vivere nel modo più confortevole possibile. E questo è particolarmente vero quando ci si trova a dover indossare un corsetto ortopedico. Oggetto un tempo, specie per i più giovani, visto come uno strumento di tortura che però le tecnologie odierne consentono di realizzare in modo da poter essere indossato quasi come una seconda pelle. Laser e modellazioni in gesso consentono infatti di preparare corsetti studiati sulle caratteristiche dei singoli utilizzatori. Se la tecnologia aiuta, occorre però non affidarsi ciecamente a chi dovrà preparare il corsetto perché ne è stata diagnosticata la necessità. E’ buona regola, soprattutto se si tratta di un corsetto per il vostro bambino, farsi coinvolgere nella sua messa a punto seguendo alcune avvertenze: