Cucina


Milano. 37 gradi. Una cappa di afa e smog sovrasta la Madonnina ed impedisce a Gervasio Nicola di stupirci con nuove opere di cioccolato. All’improvviso un lampo sfolgora la mente del brillante artista milanese: coniare i sapori tradizionali emblematici del l’estate in composizioni floreali. Nasce, in questo modo, la rosa purpurea di gelato.
Ci si ispira alla rosa del Piccolo Principe, la più bella di tutte, che sbocciava in un’atmosfera fiabesca per  ricreare una composizione floreale all’interno di una cialda croccante tempestata di  more e lamponi.   Una sensazione di fresco in cui anche l’occhio vuole la sua parte, perché come sempre nella pasticceria Bastianello  il packaging  è estremamente curato.
Stiamo parlando di gelato artigianale, ma anche di sorbetti alla frutta, i cui gusti spaziano da quelli più tradizionali, come crema e cioccolato senza dimenticare il pistacchio per portare un pò di vento di Sicilia anche in una città come  Milano.

Ecco finalmente svelata la nuova scultura di cioccolato di Bastianello.
L’opera raffigura  la piazza principale di Capri con il campanile, le sue coste e i suoi caratteristici faraglioni.
In questo paesaggio in grado di farci evadere dalla grigia Milano si respira aria di tradizione e di altri tempi, soprattutto per la presenza di un’Ape Car (anch’essa ovviamente di cioccolato), carica di uova di Pasqua animate.  Alla guida  troviamo la maschera caratteristica di questa regione: Pulcinella, acclamato da una un’intera community di Chipmunks, perché si sa, la Pasqua è come prima cosa la festa dei bambini e in tempi di parcondicio, non si potevano certo inserire caricature di personaggi politici, come era successo col Colosseo.
Per vedere la Gallery clicca qui.

Nei giorni precedenti all’esposizione dell’opera, sulla rete avevamo postato un piccolo indovinello su quale potesse essere la città selezionata da coniare nel cioccolato. Quesito che la rapida blogger Roberta Donato aveva prontamente risolto, aggiudicandosi così una Colomba artigianale. Ancora complimenti!

La Pasticceria Bastianello continua il suo progetto di coniare la storia nel cioccolato e,  per rimanere in tema con la festa degli innamorati,  celebra l’amore impossibile di Romeo e Giulietta riproducendone il tanto acclamato bacio in una scultura a grandezza naturale.
Quest’anno due feste magiche vengono racchiuse in un unico periodo dell’anno miscelando romanticismo e gioco: Gervasio Nicola, ormai milanese d’adozione, decide quindi di legare il San Valentino al Carnevale, ideando preziose prelibatezze ispirate alla fusione di queste due ricorrenze.
È dunque lecito pensare di regalare qualcosa di dolce che rispecchi la tenerezza in modo scherzoso, come dei dolcetti romantici e simpatici ispirati alla coppia.  Ad esempio in uno di questi viene rappresentata una mela divisa in due che con sguardo sognante dice: “Sei la mia dolce metà”.
Ovviamente, per rispettare le tradizioni, non mancano le chiacchiere, le frittole (dolci veneti di mela) e i tortelli lavorati artigianalmente e ripieni di … cioccolato!

Neronero e Chef Sans Frontières svilupperanno un’applicazione su Apple iPad per sostenere il concorso di beneficenza a favore del reinserimento di giovani di strada nella realtà sociale del loro paese.

NeroNero e Chef Sans Frontières bandiscono un premio di beneficenza per le migliori ricette a base di caffè, che saranno raccolte in un libro.
Un’applicazione per Apple iPad sarà sviluppata per permettere la vendita e la distribuzione digitale del libro in tutto il mondo tramite iTunes, mentre in Italia il libro sarà disponibile anche stampato in formato tradizionale.
Il ricavato andrà in beneficenza all’associazione no profit Chefs Sans Frontières, che promuove l’insegnamento del mestiere della ristorazione ai ragazzi di strada di tutto il mondo.
(continua…)

E’ risaputo che la Calabria sforna tante originalità enogastronomiche provenienti dalla sua esclusiva tradizione culinaria, proposti sul mercato attraverso evoluti sistemi di commercio e/o portali di prodotti tipici, raggiungendo una capillare diffusione su tutto il territorio nazionale ed oltre. Sarebbe infatti superfluo ricordare il gusto unico dei salumi della regione (la nduja, soprattutto), la schiettezza degli agrumi (le rinomate clementine della Piana di Sibari), l’eccezionale sapore della cipolla di Tropea, e tutti i vari prodotti derivati da queste peculiarità.

La liquirizia rappresenta una delle particolarità del territorio, considerando che la relativa pianta (Glycyrrhiza glabra) è nota ed impiegata in zona da molti secoli e – secondo quanto afferma l’autorevole Enciclopedia Britannica – la migliore qualità di liquirizia “is made in Calabria”. Si tratta in particolare di una radice che nasce spontaneamente, dal gusto sorprendente e dalle innumerevoli proprietà benefiche. Dal relativo succo estratto si ricavano dei confettini neri e lucidi che tutti abbiamo assaggiato almeno una volta nella nostra vita.

Il gusto eccezionale di questo prodotto e la sperimentazione di aziende locali, volta a trovare usi alternativi alla materia prima sì da dimostrarne tutta la versatilità nell’uso, ha fatto sì che, particolarmente in questi ultimi anni, il prodotto avesse un utilizzo sempre più insolito e variegato.

Fu così che qualche lungimirante azienda ha provveduto a proporre la marmellata di liquirizia, anche se forse un po’ impropriamente si è attribuito tale denominazione, visto che per legge le marmellate sono solo di frutta, e considerando che una delle basi essenziali di questo composto è costituito, per l’appunto, dalla liquirizia: forse più opportunamente si sarebbe dovuto parlare di confettura di liquirizia.

In merito agli ingredienti utilizzati, infatti, si tratta di una preparazione a base di confettura di mele aromatizzata con polvere di liquirizia tassativamente calabrese, zucchero e null’altro. Dunque un prodotto totalmente naturale, senza conservanti e/o coloranti, così come il mercato dei prodotti genuini ed artigianali tassativamente impone e richiede. Ragione per la quale può, a giusta ragione, annoverarsi tra le specialità selezionate dall’ ACCADEMIA ITALIANA DEL PEPERONCINO.

La sensazione gustativa iniziale che si riceve è quella di una massa corposa che svela, in quantità, l’aromaticità della liquirizia. La dolcezza della confettura viene esaltata dalla “freschezza” che evolve in bocca e che lascia un retrogusto unico al palato e alle papille.

E’ ovvio che questa specialità alimentare può normalmente gustarsi in quanto marmellata, dunque come prodotto energetico da prima colazione, spalmata naturalmente su fette biscottate o crostini.

Tuttavia, la confettura di liquirizia dimostra tutta la sua originalità allorquando la si utilizza in maniera alternativa in cucina, così come suggerito nelle schede tecniche delle aziende che propongono il prodotto in rete. In fin dei conti è quanto si esige dalle originalità culinarie: stupire con delle preparazioni uniche, che sovvertano il ritmo frenetico del pranzo veloce di ogni giorno, magari rubato in tutta fretta durante una pausa lavoro.

Si appalesa, infatti, tutta la sua “sciccosità” gastronomica ove accompagni formaggi cremosi con componenti acidule e strutture compatte. La crescenza, lo stracchino o anche la ricotta possono esserne l’esempio più calzante, anche facendo riferimento al bel rapporto cromatico scuro/candido, per dei fine pasto originali ed eccellenti. Qui il contrasto dolce/salato servirà a concludere in maniera eccezionale ogni pranzo, garantendo sicuro successo accordato da tutti i commensali.

O, ancora, spalmandola o utilizzandola come farcitura per una semplice torta al cacao con copertura di cioccolato o zucchero a velo, appalesando l’ eccezionale accordo cioccolato/liquirizia, un tocco di esclusività che non passerà inosservato, anzi sarà di certo apprezzato da grandi e piccini.

Se tutto ciò serve a stuzzicare la vostra golosità, val la pena sperimentare la marmellata o confettura di liquirizia.

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