mar, 20 dic 2011
Il Comparto Edile alle prese con la crisi, tra rischi e possibilità future.
Scritto da ravennacasa in Informazioni , InternetNessun Commento
Si fa sempre più critica la situazione per gli imprenditori edili, alle prese con una crisi che perdura da oltre 5 anni e che ha portato ad un calo del costruito di nuove abitazioni residenziali del 40,4%
I rilievi sono dell’Osservatorio Congiunturale dell’Ance, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili. Non va certo meglio all’edilizia non residenziale privata, ad esempio i cantieri edili a Reggio Emilia, che ha registrato un -23,3% nell’ultimo quinquennio. Il trend negativo presente nel settore dei lavori pubblici dal 2005 si intensifica e, sempre secondo Ance, raggiunge un calo del 44,5% che accompagnato all’aumento dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione delinea un quadro davvero preoccupante.
Questa situazione che a prima vista potrebbe indurre a considerare come si sia costruito eccessivamente tra il 1998 ed il 2005 e che quindi si paghi ora quanto invece si era goduto prima, non considera le altre ripercussioni globali. Il segno meno nel comparto edile si concretizza anche con circa 380.000 occupati in meno ed un -19% di imprese edili iscritte alle Casse Edili. Intere famiglie senza più un reddito con l’aggravante di avere poche possibilità di conversione della propria occupazione. E qui forse la vera colpa dello Stato che non ha approntato politiche adeguate al cambiamento di mentalità del settore edile. Perchè se da un lato il costruire è importante dobbiamo anche considerare che non si può costruire in eterno. Intere aree agricole sono completamente scomparse, la cementificazione delle città è un fenomeno preoccupante che da anni trova forti opposizioni nell’opinione pubblica.
Anche l’Ance dovrebbe considerare di dover voltare pagina e contribuire adottando un dialogo propositivo e disponibile con il Governo per trovare una nuova strada nel settore edile.
«Se le cose non cambiano, nel 2012 chiuderanno molte imprese” chiosa Buzzetti, presidente dell’Ance, che cita qualche altro dato per far capire la situazione dei propri associati. A settembre 2011 circa il 60% degli imprenditori ha manifestato difficoltà nei rapporti con le banche. Questa grave situazione si è resa tale anche e soprattutto per l’aumento dei ritardi di pagamento delle P.A. che hanno raggiunto gli 8 mesi.
«Solo il comparto della riqualificazione di case e appartamenti mostra segnali positivi e si colloca su un livello di investimenti che supera del 6,3% quello del 2007». Questo grazie anche agli incentivi fiscali che, oltretutto, nel decreto “Salva Italia” sono stati prorogati sino a fine 2012.
Qualche dato positivo c’è, afferma Buzzetti: la scelta della Bce, targata Draghi, di abbassare il costo del denaro dimostra un sostegno alle imprese; parimenti la garanzia statale sui nuovi prestiti aumenterà di certo la liquidità delle imprese.
Ora aspettiamo le nuove strategie di crescita che il Governo Monti ha annunciato di voler compiere a seguito del decreto “Salva Italia”, conclude il presidente di Ance. L’atteggiamento pare quindi, tutto sommato, positivo. Dovrà, in nostra opinione, essere anche propositivo e non corporativo. Da troppi anni si costruisce solo per sostenere una domanda, a volte neanche troppo presente a dirla tutta.
La riconversione del settore edile appare come una necessità strutturale e bisognerebbe cavalcare quel +6,3% sulla riqualificazione degli immobili residenziali ovvero puntare ad un nuovo modo di interpretare le costruzioni in Italia.