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Si fa sempre più critica la situazione per gli imprenditori edili, alle prese con una crisi che perdura da oltre 5 anni e che ha portato ad un calo del costruito di nuove abitazioni residenziali del 40,4%

I rilievi sono dell’Osservatorio Congiunturale dell’Ance, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili. Non va certo meglio all’edilizia non residenziale privata, ad esempio i cantieri edili a Reggio Emilia, che ha registrato un -23,3% nell’ultimo quinquennio. Il trend negativo presente nel settore dei lavori pubblici dal 2005 si intensifica e, sempre secondo Ance, raggiunge un calo del 44,5% che accompagnato all’aumento dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione delinea un quadro davvero preoccupante.

Questa situazione che a prima vista potrebbe indurre a considerare come si sia costruito eccessivamente tra il 1998 ed il 2005 e che quindi si paghi ora quanto invece si era goduto prima, non considera le altre ripercussioni globali. Il segno meno nel comparto edile si concretizza anche con circa 380.000 occupati in meno ed un -19% di imprese edili iscritte alle Casse Edili. Intere famiglie senza più un reddito con l’aggravante di avere poche possibilità di conversione della propria occupazione. E qui forse la vera colpa dello Stato che non ha approntato politiche adeguate al cambiamento di mentalità del settore edile. Perchè se da un lato il costruire è importante dobbiamo anche considerare che non si può costruire in eterno. Intere aree agricole sono completamente scomparse, la cementificazione delle città è un fenomeno preoccupante che da anni trova forti opposizioni nell’opinione pubblica.

Anche l’Ance dovrebbe considerare di dover voltare pagina e contribuire adottando un dialogo propositivo e disponibile con il Governo per trovare una nuova strada nel settore edile.

«Se le cose non cambiano, nel 2012 chiuderanno molte imprese” chiosa Buzzetti, presidente dell’Ance, che cita qualche altro dato per far capire la situazione dei propri associati. A settembre 2011 circa il 60% degli imprenditori ha manifestato difficoltà nei rapporti con le banche. Questa grave situazione si è resa tale anche e soprattutto per l’aumento dei ritardi di pagamento delle P.A. che hanno raggiunto gli 8 mesi.

«Solo il comparto della riqualificazione di case e appartamenti mostra segnali positivi e si colloca su un livello di investimenti che supera del 6,3% quello del 2007». Questo grazie anche agli incentivi fiscali che, oltretutto, nel decreto “Salva Italia” sono stati prorogati sino a fine 2012.

Qualche dato positivo c’è, afferma Buzzetti: la scelta della Bce, targata Draghi, di abbassare il costo del denaro dimostra un sostegno alle imprese; parimenti la garanzia statale sui nuovi prestiti aumenterà di certo la liquidità delle imprese.

Ora aspettiamo le nuove strategie di crescita che il Governo Monti ha annunciato di voler compiere a seguito del decreto “Salva Italia”, conclude il presidente di Ance. L’atteggiamento pare quindi, tutto sommato, positivo. Dovrà, in nostra opinione, essere anche propositivo e non corporativo. Da troppi anni si costruisce solo per sostenere una domanda, a volte neanche troppo presente a dirla tutta.

La riconversione del settore edile appare come una necessità strutturale e bisognerebbe cavalcare quel +6,3% sulla riqualificazione degli immobili residenziali ovvero puntare ad un nuovo modo di interpretare le costruzioni in Italia.

Il decreto “Salva Italia” ha mantenuto quanto era nelle previsioni. Rendite catastali riviste con un aumento del 60% dei coefficienti moltiplicatori.

Erano ferme da oltre 20 anni, salvo una piccola revisione nel 1996. Ora arriva la mazzata, che la crisi economica globale ha reso, peraltro, necessaria: +60% dei moltiplicatori con conseguenti aumenti d’imposizione.

Ormai tutti sanno che verrà reintrodotta l’ICI, sottoforma di IMU (imposta municipale unica) e che avrà coefficienti di imposizione del 4 per mille sulla prima casa (con un margine del 3 per mille a favore dei comuni) e del 7,6 per mille sulle seconde e terze case.

In Italia, esistono circa 33 milioni di abitazioni di cui 30 milioni intestate a privati. Ne verrebbe fuori un bel tesoretto per le casse dello stato. La CGIL stima che l’introito derivante dall’IMU sarà vicino ai 22 miliardi di euro mentre Confedilizia è ferma ad un rilevamento di 11 miliardi di euro.

Ma vediamo nel dettaglio come si calcola l’imposta.

L’indicatore sul quale viene calcolata l’imposta è la rendita catastale. Tale parametro è fissato in base alla categoria assegnata all’immobile (fissata nel 1988) che, teoricamente, indica la rendita ottenibile ogni anno attraverso il singolo locale. Moltiplicata per il numero di vani dell’immobile la rendita determina il valore catastale ovvero la base imponibile su cui applicare l’IMU.

Come dicevamo le rendite sono ferme da oltre 20 anni. Vanno dunque aggiornate, anche perchè il differenziale rispetto ai valori di mercato degli immobili ha raggiunto le 3,7 volte. In secondo luogo, i valori attuali, spesso, non considerano la storia dell’immobile. Le ristrutturazioni che hanno radicalmente modificato gli stabili e gli interni hanno trasformato alloggi “popolari” o “ultrapopolari” per il fisco ad alloggi di lusso o di prestigio per il mercato immobiliare.

C’è però un limite evidente alla reintroduzione applicata dal Governo Monti. L’aumento lineare del 60%, uguale su tutti gli immobili, non risolve il problema delle categorie catastali obsolete. Infatti gli immobili di prestigio che mantengono la categoria catastale “popolare” continueranno a pagare proporzionalmente meno di quanto dovrebbero creando indubbia iniqua nel gettito tra le varie classi della popolazione italiana.

Fonte: www.reggiocase.it

L’equilibrio parte dalle basi, nel caso del corpo umano parte dai piedi che ne controllano la postura. Sulla base di questo concetto il Centro Ortopedico Rinascita decide di rinnovare la propria immagine sul web. Ad oggi c’è bisogno di maggior trasparenza nella comunicazione, non ci si deve più limitare a proporre i propri servizi, ma bisogna ascoltare quello che la gente vuole e grazie alle potenzialità offerte dalle nuove tecnologie è possibile. Non basta rinnovare il sito, quello che bisogna fare è inserirsi nella logica conversazionale. Per questo il Cor crea 4 blog tematici in cui fare informazione su argomenti molto importanti e sentiti, legati all’ortopedia, come ad esempio i plantari e il diabete. Non tutti sanno che il diabete porta a delle disfunzioni posturali che possono essere risolte grazie a calzature adeguate. Inoltre, ci sono argomenti come l’antinfortunistica o le protesi di cui se ne parla ancora troppo poco. I blog nascono per informare e dialogare con chi non sa come risolvere questi problemi, un modo per creare soluzioni che siano su misura, ma anche per aiutare chi ne ha bisogno.
“Anche la nostra presenza su Facebook vuole essere un modo per porci a disposizione degli utenti, per guidarli verso la soluzione che più gli si addice” dice Nicola Perrino, titolare del Centro Ortopedico Rinascita a Cinisello.

C’era una volta un virus che arrivava via e-mail e si insidiava nel computer di un povero malcapitato in attesa di essere processato. Il virus si divertiva a duplicare file o a danneggiare il sistema. Oggi il virus, va più veloce e non si cura più di infettare l’utente medio, che negli anni ha imparato a proteggersi. Il suo scopo è bucare e buttare giù interi siti web il più rapidamente possibile. Quello che è accaduto è stato uno spostamento del target di riferimento ed un evoluzione degli strumenti a sua disposizione ed è chiaro che anche il modo di difendersi da i suoi attacchi debba cambiare. Tutte le società sono quindi in pericolo, perché rappresentano il suo obiettivo di guerra. Purtroppo troppe poche aziende investono nella sicurezza perché non si rendono conto di quanto queste minacce possano essere reali e pericolose. Soteha propone quindi Vitality, una rubrica in grado di analizzare i connotati dei vari nemici in cui nella nostra quotidianità professionale online possiamo imbatterci e di selezionare armi e scudi adatti per combattere questa battaglia. Un modo diverso dal solito, volto a spiegare e raccontare il mondo informatico e a renderlo comprensibile a tutti.

Da giorni a Parma non si parla d’altro che della nascita di questo nuovo cantiere che si chiamerà “Parmamia”. Molti sostengono che è stato creato troppo in periferia rispetto alla città, invece, stiamo parlando di un quartiere che si trova immerso nel verde fra la via Chiavari , strada Farnese e la tangenziale sud.

Nella presentazione ufficiale l’architetto Paolo Galuzzi, progettista dello studio FOA di Milano giudica positivamente questo cantiere sperimentale. C’è fiducia perchè ci si trova in una area paesaggistica meravigliosa di grandi dimensioni. Creando una grande area di 45 ettari di cui il verde ne occupa ben il 35%.

Come da progetto e per delineare meglio questa cornice paesaggistica si e pensato di inserire una quantità di cinquemila alberi in ogni angolo di questo nuovo quartiere e la bellezza di ventimila arbusti decorativi. Che mettono il quartiere in una luce diversa rispetto all’attuale modo di edificare in Italia, una luce prettamente Europea.

L’iniziativa e stato promosso da Azienda agricola Farnese, Impresa Fratelli Manara, Quartaroli costruzioni e Città Due. La zona edificabile sarà composta da un quantità di cinquanta edifici per un totale di 300 alloggi articolati da edifici di sei o dodici appartamenti vendita Parma, o delle villette mono o bifamiliari.

Nella costruzione di questi immobili c’è un grande attenzione nel contenimento dei costi ci spiega Luciano Manara, sottolineando che gli alloggi saranno tutto di classe energetica A. Sul piano architettonico e impiantistico. Gli stessi capitolati recepiscono performance qualitative che vanno ben oltre ciò che è previsto dalla normativa attuale. Una strategia costruttiva, questa, che va controtendenza e pone nuovi traguardi costruttivi per una edilizia responsabile e moderna.

Ingegner Paolo Bertolotti che ha curato e messo in opera questo progetto ci dice che nella zona verranno creati un’ampia rete ciclabile ben illuminata e con una pavimentazione durevole nel tempo. Nell’illuminazione si è pensato al risparmio energetico e nella viabilità interna grande attenzione è stata posta sulla sicurezza dei pedoni e dei passaggi pedonali.

Anche dall’istituto nazionale di urbanistica Guifo Leoni ha posto l’accento sull’aspetto della riqualificazione urbana che un insediamento come quello di «Parmamia».

L’obbiettivo di questa costruzione immobiliare va oltre il significato di edificare, si tratta più di un processo urbanistico con spazi vivibili e fruibili, pensando ad una città dove spicca il contesto di alta qualità.

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