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Questo articolo spiega perché risulta vantaggioso per gli artisti lanciare un sito utilizzando la piattaforma Wordpress (come per questo blog). Mi riferisco alle versioni di Wordpress di primo dominio (wordpress.org) e non alle versioni Wordpress condivise (wordpress.com).

Motivo n°1 : un programma open source flessibile

Vuol dire che questo programma open source é in constante evoluzione grazie al lavoro e allo sviluppo tecnico di numerosi programmatori. In questo modo, potrete constantemente aggiungere nuove estensioni e funzioni che permetteranno al vostro sito di evolvere nel tempo. Inoltre, questo programma é gratuito. Potete utilizzare i modelli proposti o rivolgervi ad un grafico per la creazione di un’ identità visiva che vi si addica.

Attenzione ! É gratuito ma richiede qualche conoscenza tecnica. Spesso é consigliabile l’ intervento di un informatico competente per dare un senso al vostro sito Wordpress. Lo so per averlo testato direttamente io stessa!

Motivo n°2 : un eccellente sistema di gestione del contenuto

Il sistema di gestione dei contenuti é semplice. Chiunque può facilmente modificare il testo, aggiungere immagini, pagine, video, ecc. É possibile farlo all’ infinito e senza avere alcuna conoscenza di internet o della programmazione informatica. Questo vi permetterà di ingrandire constantemente il contenuto e di avere così un sito dinamico che inciterà i vostri visitatori a ritornare regolarmete per vedere le novità. Ed é importante aggiornarlo spesso quando si é un artista creativo.

Motivo n°3 : i siti Wordpress sono eccellentemente posizionati nei motori di ricerca

Ecco il punto PIÙ IMPORTANTE: i siti Wordpress sono concepiti per essere eccellentemente referenziati. La struttura dei siti Wordpress é ottimizzata per i motori di ricerca come Google, Yahoo o Bing. Anche la facilità di gestione e di aggiornamento dei contenuti é molto apprezzata dai motori di ricerca. Inoltre, ci sono degli ottimi plugins (o estensioni) da aggiungere al vostro sito Wordpress per migliorarne il posizionamento (per esempio Google XML Sitemaps Plugin o The All In One SEO Pack). E un buon posizionamento genererà sicuramente delle visite al vostro sito.

Motivo n°4 : Wordpress supporta numerosi medias

É facile aggiungere immagini e video, sicuramente molto importanti per un artista per mostrare il proprio lavoro. Ma anche per aggiungere dei file audio, delle mappe (google maps), dei documenti da scaricare (google docs) o delle presentazioni. Insomma, é possibile inserire contenuti vari e interattivi. Non é solo divertente giocare con questi medias, ma é anche un modo per trovare nuovi mezzi per promuovere un artista.

Motivo n°5 : le estensioni e i plugins

Come abbiamo specificato qui sopra, uno dei vantaggi dell’ utilizzo di una piattaforma open source, consiste nel poter continuamente  aggiungere delle nuove estensioni e dei nuovi plugins al vostro sito. Potete verificare voi stessi su Plugin Directory. Potrete trovare un plugin per qualunque miglioramento che vorrete apportare al vostro sito : il bottone “Mi piace” di Facebook, diffondere gli articoli del vostro sito su Facebook o Twitter, ottimizzare il vostro sito per poterlo consultare sull’ iPhone, creare un negozio di vendita in linea, ecc. Insomma, é possibile trovare di tutto e la maggior parte di questi plugins é gratuita.

Motivo n°6 : Wordpress é facile da utilizzare

L’interfaccia di gestione del sito é molto semplice e intuitiva. Potete creare differenti profili di redattori per poter, così, invitare altri artisti a diffondere, per esempio, i loro contenuti sul vostro sito. Se avete delle difficoltà nel gestire il vostro sito, potete accedere al Forum Wordpress, nel quale troverete le soluzioni ai vostri problemi.

Conclusione

Se siete un artista contemporaneo, vi consiglio, per tutti i motivi elencati qui sopra, di prendere seriamente in considerazione l’ utilizzo di  Wordpress per presentare e promuovere il vostro lavoro.

Sei un artista che utilizza Wordpress e hai qualche commento da aggiungere per convincere un tuo collega a creare un sito Wordpress ?

Attendo i vostri preziosi consigli e le vostre esperienze.

Fonte : http://artmarketingsecrets.com/2011/10/6-reasons-why-your-artist-website-should-use-wordpress.html

Barbara

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Si fa sempre più critica la situazione per gli imprenditori edili, alle prese con una crisi che perdura da oltre 5 anni e che ha portato ad un calo del costruito di nuove abitazioni residenziali del 40,4%

I rilievi sono dell’Osservatorio Congiunturale dell’Ance, l’Associazione Nazionale dei Costruttori Edili. Non va certo meglio all’edilizia non residenziale privata, ad esempio i cantieri edili a Reggio Emilia, che ha registrato un -23,3% nell’ultimo quinquennio. Il trend negativo presente nel settore dei lavori pubblici dal 2005 si intensifica e, sempre secondo Ance, raggiunge un calo del 44,5% che accompagnato all’aumento dei tempi di pagamento della Pubblica Amministrazione delinea un quadro davvero preoccupante.

Questa situazione che a prima vista potrebbe indurre a considerare come si sia costruito eccessivamente tra il 1998 ed il 2005 e che quindi si paghi ora quanto invece si era goduto prima, non considera le altre ripercussioni globali. Il segno meno nel comparto edile si concretizza anche con circa 380.000 occupati in meno ed un -19% di imprese edili iscritte alle Casse Edili. Intere famiglie senza più un reddito con l’aggravante di avere poche possibilità di conversione della propria occupazione. E qui forse la vera colpa dello Stato che non ha approntato politiche adeguate al cambiamento di mentalità del settore edile. Perchè se da un lato il costruire è importante dobbiamo anche considerare che non si può costruire in eterno. Intere aree agricole sono completamente scomparse, la cementificazione delle città è un fenomeno preoccupante che da anni trova forti opposizioni nell’opinione pubblica.

Anche l’Ance dovrebbe considerare di dover voltare pagina e contribuire adottando un dialogo propositivo e disponibile con il Governo per trovare una nuova strada nel settore edile.

«Se le cose non cambiano, nel 2012 chiuderanno molte imprese” chiosa Buzzetti, presidente dell’Ance, che cita qualche altro dato per far capire la situazione dei propri associati. A settembre 2011 circa il 60% degli imprenditori ha manifestato difficoltà nei rapporti con le banche. Questa grave situazione si è resa tale anche e soprattutto per l’aumento dei ritardi di pagamento delle P.A. che hanno raggiunto gli 8 mesi.

«Solo il comparto della riqualificazione di case e appartamenti mostra segnali positivi e si colloca su un livello di investimenti che supera del 6,3% quello del 2007». Questo grazie anche agli incentivi fiscali che, oltretutto, nel decreto “Salva Italia” sono stati prorogati sino a fine 2012.

Qualche dato positivo c’è, afferma Buzzetti: la scelta della Bce, targata Draghi, di abbassare il costo del denaro dimostra un sostegno alle imprese; parimenti la garanzia statale sui nuovi prestiti aumenterà di certo la liquidità delle imprese.

Ora aspettiamo le nuove strategie di crescita che il Governo Monti ha annunciato di voler compiere a seguito del decreto “Salva Italia”, conclude il presidente di Ance. L’atteggiamento pare quindi, tutto sommato, positivo. Dovrà, in nostra opinione, essere anche propositivo e non corporativo. Da troppi anni si costruisce solo per sostenere una domanda, a volte neanche troppo presente a dirla tutta.

La riconversione del settore edile appare come una necessità strutturale e bisognerebbe cavalcare quel +6,3% sulla riqualificazione degli immobili residenziali ovvero puntare ad un nuovo modo di interpretare le costruzioni in Italia.

Il decreto “Salva Italia” ha mantenuto quanto era nelle previsioni. Rendite catastali riviste con un aumento del 60% dei coefficienti moltiplicatori.

Erano ferme da oltre 20 anni, salvo una piccola revisione nel 1996. Ora arriva la mazzata, che la crisi economica globale ha reso, peraltro, necessaria: +60% dei moltiplicatori con conseguenti aumenti d’imposizione.

Ormai tutti sanno che verrà reintrodotta l’ICI, sottoforma di IMU (imposta municipale unica) e che avrà coefficienti di imposizione del 4 per mille sulla prima casa (con un margine del 3 per mille a favore dei comuni) e del 7,6 per mille sulle seconde e terze case.

In Italia, esistono circa 33 milioni di abitazioni di cui 30 milioni intestate a privati. Ne verrebbe fuori un bel tesoretto per le casse dello stato. La CGIL stima che l’introito derivante dall’IMU sarà vicino ai 22 miliardi di euro mentre Confedilizia è ferma ad un rilevamento di 11 miliardi di euro.

Ma vediamo nel dettaglio come si calcola l’imposta.

L’indicatore sul quale viene calcolata l’imposta è la rendita catastale. Tale parametro è fissato in base alla categoria assegnata all’immobile (fissata nel 1988) che, teoricamente, indica la rendita ottenibile ogni anno attraverso il singolo locale. Moltiplicata per il numero di vani dell’immobile la rendita determina il valore catastale ovvero la base imponibile su cui applicare l’IMU.

Come dicevamo le rendite sono ferme da oltre 20 anni. Vanno dunque aggiornate, anche perchè il differenziale rispetto ai valori di mercato degli immobili ha raggiunto le 3,7 volte. In secondo luogo, i valori attuali, spesso, non considerano la storia dell’immobile. Le ristrutturazioni che hanno radicalmente modificato gli stabili e gli interni hanno trasformato alloggi “popolari” o “ultrapopolari” per il fisco ad alloggi di lusso o di prestigio per il mercato immobiliare.

C’è però un limite evidente alla reintroduzione applicata dal Governo Monti. L’aumento lineare del 60%, uguale su tutti gli immobili, non risolve il problema delle categorie catastali obsolete. Infatti gli immobili di prestigio che mantengono la categoria catastale “popolare” continueranno a pagare proporzionalmente meno di quanto dovrebbero creando indubbia iniqua nel gettito tra le varie classi della popolazione italiana.

Fonte: www.reggiocase.it

Siamo ormai prossimi a sapere le decisioni del Governo Monti in materia di tassazione immobiliare. La tanto paventata reintroduzione dell’ICI pare ormai imminente. Avevamo considerato pochi giorni fa, come il primo vero problema da affrontare fosse nella revisione delle rendite catastali. Troppe iniquità tra valori catastali e valori di mercato e troppe situazioni dove case di lusso risultano essere case popolari.

Gianni Guerrieri, direttore centrale dell’Osservatorio immobiliare dell’Agenzia del Territorio, sostiene che “La revisione delle rendite catastali é un processo molto lungo che richiede un’analisi approfondita di tutto il patrimonio immobiliare italiano e non si fa dall’oggi al domani, è un processo che richiede almeno quattro cinque anni”. Così tanto viene da chiedersi? Sicuramente la rivisitazione di procedure e le analisi opportune richiederanno tempo. Pare però sinceramente esagerato stimare in “anni di lavoro” tale operazione.

Si deve, altresì considerare che i tempi stringono. Rimane necessaria una reintroduzione della tassazione immobiliare nel breve periodo così come una rivisitazione delle categorie e delle rendite per ottenere equità di contribuzione.

Secondo gli ultimi dati dell’Agenzia, la sproporzione tra il valore commerciale dell’immobile ed il valore imponibile è di circa 3,5 volte. Una differenza enorme. Ricordiamo che la revisione delle rendite catastali è ferma al 1989 (più di 20 anni fà) salvo un piccolo adeguamento del 5% avvenuto nel 1996. Verrebbe da chiedersi cosa abbiano fatto al Catasto in questi ultimi 20 anni. Pare di vedere la solita Italia. Immobile e pigra e che nell’emergenza deve trovare le strade per farcela. Non sarebbe forse stato meglio una programmazione di attività in ambito pluriennale per la revisione delle rendite catastali? E poi, dato che i valori immobiliari, degli immobili a Rimini , hanno oscillazioni marcate già all’interno di un orizzonte temporale di 5 anni, perché non programmare attività pianificate e di controllo adottando un orizzonte temporale simile?

A queste domande dovrebbe rispondere il Direttore del Catasto senza rifugiarsi dietro impossibilità dovute ad orpelli giuridici. La volontà del fare supera la burocrazia del non fare.

Ora, purtroppo, tra le ipotesi che trapelano vi è quella di una rivalutazione del 15% secca: l’obiettivo è fare cassa da subito ed il gettito previsto è di almeno 1,3 miliardi di euro, circa 100 euro ad abitazione. E la tanto richiesta equità di contribuzione richiesta da più parti politiche?

Nella situazione in cui versa l’Italia bisogna ammettere che questa soluzione pare l’unica adottabile nel breve periodo. Sarebbe accettabile solo se fosse accompagnata non da una promessa, ma da un impegno concreto dell’Agenzia del Territorio (su indicazione del Governo) ad avviare quell’attività di programmazione di revisione delle rendite catastali che definire doverosa pare davvero poco.

Se le parole di Guerrieri sono oneste, “Tutto dipenderà dalle soluzioni che vorrà adottare il governo, l’Agenzia del Territorio è a disposizione” e davvero il Governo Monti vorrà porsi come un governo di lungimiranza nazionale, pare ci siano le premesse per far funzionare meglio e bene il Catasto che, dall’esterno, appare più come una Caravella fatiscente che una nave moderna e spedita.

Alla domanda se ci saranno ripercussioni sull’andamento dei prezzi degli immobili il buon Guerrieri si è rifugiato dietro una diplomatica risposta “tutto dipenderà dal menù degli interventi che verranno decisi”.

Vale infine la pena ricordare che la normativa vigente prevedeva una revisione delle rendite ogni dieci anni, cosa mai messa in atto. Come mai il Catasto non ha messo in pratica la normativa?

Alcuni Comuni, attraverso la riclassificazione delle micro-zone hanno parzialmente messo mano al settore. L’opportunità di rivedere composizione e importanza di piccole aeree all’interno del territorio comunale ha permesso di raggiungere valori più vicini al mercato attuale. L’Agenzia del Territorio, che doveva farsi carico di rivedere i valori catastali nei tempi prescritti dalla normativa si lancia addirittura in una proposta di revisione delle modalità di calcolo delle rendite. Le categorie immobiliari, secondo il Catasto, vanno abolite e va studiato altro metodo per ottenere la rendita catastale in linea col mercato.

Fonte: www.riminicasa.it

C’era una volta un virus che arrivava via e-mail e si insidiava nel computer di un povero malcapitato in attesa di essere processato. Il virus si divertiva a duplicare file o a danneggiare il sistema. Oggi il virus, va più veloce e non si cura più di infettare l’utente medio, che negli anni ha imparato a proteggersi. Il suo scopo è bucare e buttare giù interi siti web il più rapidamente possibile. Quello che è accaduto è stato uno spostamento del target di riferimento ed un evoluzione degli strumenti a sua disposizione ed è chiaro che anche il modo di difendersi da i suoi attacchi debba cambiare. Tutte le società sono quindi in pericolo, perché rappresentano il suo obiettivo di guerra. Purtroppo troppe poche aziende investono nella sicurezza perché non si rendono conto di quanto queste minacce possano essere reali e pericolose. Soteha propone quindi Vitality, una rubrica in grado di analizzare i connotati dei vari nemici in cui nella nostra quotidianità professionale online possiamo imbatterci e di selezionare armi e scudi adatti per combattere questa battaglia. Un modo diverso dal solito, volto a spiegare e raccontare il mondo informatico e a renderlo comprensibile a tutti.

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