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Da giorni a Parma non si parla d’altro che della nascita di questo nuovo cantiere che si chiamerà “Parmamia”. Molti sostengono che è stato creato troppo in periferia rispetto alla città, invece, stiamo parlando di un quartiere che si trova immerso nel verde fra la via Chiavari , strada Farnese e la tangenziale sud.

Nella presentazione ufficiale l’architetto Paolo Galuzzi, progettista dello studio FOA di Milano giudica positivamente questo cantiere sperimentale. C’è fiducia perchè ci si trova in una area paesaggistica meravigliosa di grandi dimensioni. Creando una grande area di 45 ettari di cui il verde ne occupa ben il 35%.

Come da progetto e per delineare meglio questa cornice paesaggistica si e pensato di inserire una quantità di cinquemila alberi in ogni angolo di questo nuovo quartiere e la bellezza di ventimila arbusti decorativi. Che mettono il quartiere in una luce diversa rispetto all’attuale modo di edificare in Italia, una luce prettamente Europea.

L’iniziativa e stato promosso da Azienda agricola Farnese, Impresa Fratelli Manara, Quartaroli costruzioni e Città Due. La zona edificabile sarà composta da un quantità di cinquanta edifici per un totale di 300 alloggi articolati da edifici di sei o dodici appartamenti vendita Parma, o delle villette mono o bifamiliari.

Nella costruzione di questi immobili c’è un grande attenzione nel contenimento dei costi ci spiega Luciano Manara, sottolineando che gli alloggi saranno tutto di classe energetica A. Sul piano architettonico e impiantistico. Gli stessi capitolati recepiscono performance qualitative che vanno ben oltre ciò che è previsto dalla normativa attuale. Una strategia costruttiva, questa, che va controtendenza e pone nuovi traguardi costruttivi per una edilizia responsabile e moderna.

Ingegner Paolo Bertolotti che ha curato e messo in opera questo progetto ci dice che nella zona verranno creati un’ampia rete ciclabile ben illuminata e con una pavimentazione durevole nel tempo. Nell’illuminazione si è pensato al risparmio energetico e nella viabilità interna grande attenzione è stata posta sulla sicurezza dei pedoni e dei passaggi pedonali.

Anche dall’istituto nazionale di urbanistica Guifo Leoni ha posto l’accento sull’aspetto della riqualificazione urbana che un insediamento come quello di «Parmamia».

L’obbiettivo di questa costruzione immobiliare va oltre il significato di edificare, si tratta più di un processo urbanistico con spazi vivibili e fruibili, pensando ad una città dove spicca il contesto di alta qualità.

Modena, posta al centro della pianura padana ma vicina appena 10km alle prime colline dell’Appennino Tosco Emiliano da cui spicca la vetta del Monte Cimone (2165metri) famoso agli appassionati di sci per il comprensorio di Sestola.

La provincia, lambita da due fiumi (Secchia e Panaro) che ne sanciscono anche i confini cone le vicine provincie di Reggio Emilia e Bologna. Questi due canali d’acqua hanno partecipato alle vicissitudini secolari della città e lo scultore modenese Giuseppe Graziosi ne ha rappresentato bene l’importanza con la Fontana dei due fiumi, posizionata nel centro cittadino in Largo Garibaldi.

Fino alla metà del 1800 Modena aveva due darsene che le consentivano al comunicazione con i due fiumi e lo sbocco sul Fiume Po. Ancor oggi in città troviamo strade che, nel nome, evocano questa natura: Corso Canal Chiaro, via Canal Grande, Strada Canaletto.

Oggi Modena, una delle realtà economiche più sviluppate dell’Emilia Romagna, conta quasi 200.000 abitanti ed è nota in tutto il mondo per il suo patrimonio artistico (Torre Ghirlandina, il Duomo Romanico e Piazza Grande) e per alcune realtà aziendali davvero notevoli come la Ferrari, le figurine Panini ed aziende alimentari come i Grandi Salumifici Italiani, Fini e le cooperative di produzione del Parmigiano Reggiano e del Lambrusco (vino locale esportato in tutto il mondo).

Il mercato immobiliare modenese ha vissuto anni di notevole prosperità grazie all’espansione della città e dei suoi comuni limitrofi.

Il gruppo Naytes, proprietario del portale immobiliare Modenacase.it (online dal 2004) ha tracciato nel corso del mese di Novembre 2011 un’analisi della situazione dei prezzi delle case confrontando tra loro un campione di quasi 500 immobili.

Sul comune si trovano ampie disponibilità di appartamenti in vendita con 2-3 camere da letto. Più difficile riuscire a trovare soluzioni quali il bilocale di cui però v’è abbondanza d’offerta nel Centro Storico.

Il Centro appunto si conferma la zona più costosa della città. Mediamente per avere un bilocale ci vogliono quasi 3000 € al mq. contro un valore generale del comune per queste unità immobiliari di circa 2450 € al mq.

Calano leggermente le quotazioni medie sulle soluzioni più grandi, ovvero su appartamenti a Modena con 2-3 camere e soluzioni indipendenti come ville a schiere e villette sempre con 3 camere e dotate di giardino privato. La quotazione media si attesta tra i 2300 € ed o 2400 € al mq.

Rimangono comunque quotazioni immobiliari di rilievo che pongono la città tra le più care dell’Emilia Romagna dietro Bologna e Parma.

Le aree più “economiche” per comprare casa risultano essere i quartieri di Villaggio Giardino, San Faustino e Crocetta con quotazioni medie attorno ai 2000 € al mq.

L’ultima annotazione rilevata dal Gruppo Naytes, riguarda l’omogeneità dei prezzi tra le varie aree della città. Le quotazioni mostrano risultati abbastanza vicini tra loro con scarti contenuti e compresi entro un 15 – 20% tra le aree più costose e quelle più a buon mercato.

Questa connotazione rende Modena anche socialmente ben distribuita. Le varie classi della popolazione tendono a convivere tra loro in un rapporto di collaborazione e teso al buon vicinato.

Un’agile pubblicazione per comprendere la logica conversazionale, che è alla base del social networking, consente di rispondere a molte domande che chi opera nel non profit si è indubbiamente posto prendendo in esame lo sviluppo tecnologico in atto che rende disponibili nuovi strumenti di comunicazione e numerosissime piattaforme relazionali. Questo libro“Social Network per il non profit”, scritto a 4 mani da Cristina Berta e Roberto Marmo edito da Givemeachance, analizza, infatti, come strumenti oggi utilizzati oltre che per scopi puramente relazionali anche per soddisfare le esigenze del mondo profit favorendo un colloquio con i propri clienti, possono essere ugualmente validi nel mondo non profit mettendo a sua disposizione nuovi canali per creare interesse intorno ad una causa sociale, trasformare potenziali donatori in missionari di un messaggio sociale, acquisire nuovi sostenitori. Il Social Network è ormai diventato, attraverso gli innumerevoli canali conversazionali presenti il nuovo modo di comunicare per una rilevante parte degli utenti della rete Internet. Facebook, ad esempio, ad oggi è il social network più diffuso non solo per il numero di utenti (conta molte centinaia di milioni di utenti attivi iscritti nel mondo), ma anche per essere diventato una sorta di 6° canale mediatico (stampa, radio, tv, cinema, web sono i primi cinque) ed essere quello che maggiormente rappresenta la strada da percorrere per l’ottimizzazione sui motori di ricerca, tramite le sue pagine, applicazioni ed interazioni con gli utenti. Utilizzare adeguatamente nel mondo non profit questi strumenti solo perché sono di moda non è però il modo giusto di utilizzarli. Occorre prima, e questo libro ne fornisce le basi, capire bene come si muove il mondo relazionale e come le sue caratteristiche possono essere vantaggiosamente utilizzate anche per sostenere una giusta causa. Comunicare in modo relazionale deve, infatti, voler dire per una non profit non tanto comunicare quello che si pensa giusto, ma tenendo presente le esigenze e le sollecitazione che provengono dal mondo relazionale con cui si è in contatto. Operare, quindi, come dice un guro della comunicazione, ascoltando, prima di agire, quanto ci dicono i nostri utenti.

Quando si parla di posizionamento nei motori di ricerca, si sente sempre più spesso l’affermazione secondo cui il link bulding è l’attività che consente di raggiungere la fatidica prima pagina dei risultati di ricerca. Ma che cos’è realmente il link building ed è corretto assegnargli tutta questa rilevanza?

Per link building si intendono tutte quelle strategie mirate ad ottenere link verso il sito che si vuole posizionare: Google, ma in generale tutti i motori di ricerca, utilizzano tra gli altri proprio la link popularity (il numero di link in entrata che un sito può vantare) come parametro per generare il ranking.

L’aspetto su cui tuttavia occorre focalizzare la propria attenzione è la qualità dei link in entrata: piuttosto che accumulare centinaia di link senza valore, è consigliato utilizzare tutte le risorse a propria disposizione per ottenere link di qualità, ossia collegamenti ipertestuali su siti rilevanti o su pagine web correlate tematicamente all’argomento trattato dal nostro sito.

Oltre a ciò, un piccolo consiglio ‘tecnico’: cercate di utilizzare le parole chiave di riferimento (le keyword su cui volete posizionare il vostro sito) nell’etichetta del link. Se ciò non è possibile, accontentatevi anche del classico nome di dominio!

Il blogger Prosumer-Tech continua a parlare di Google Plus e Facebook mettendoli a confronto e ragionando sul futuro che essi stanno costruendo per il web. Il concetto di base è che Facebook stia diventando un enorme contenitore in cui scorrono news e contenuti di ogni tipo. Non avremo più bisogno di leggere le news su un sito dedicato, scaricare la musica da un portale oppure vedere un film o ascoltare la radio da un determinato sito di streaming. Tutto avverrà all’interno di Facebook. L’introduzione della nuova timeline, ad esempio, trasformerà quello che prima poteva definirsi come uno zibaldone di contenuti in un raccoglitore di emotività e ricordi, ordinabile dall’utente stesso e, grazie alla possibilità di aggiungervi applicazioni, altamente personalizzabile. E così questo social network potrebbe diventare una vera e propria estensione/evoluzione del web, il 3.0 appunto. In un certo senso sarebbe un’isola felice, un luogo dove esiste una società “pulita” perché severamente controllata, dove anche un semplice post se non “approvato” verrà eliminato. C’è la libertà ma all’interno di regole ben definite. Nel frattempo Google Plus si propone come un’alternativa dedicata ad una elite, ma forse quello che manca è una novità in grado di stravolgere di nuovo tutto…intanto sulla sua fan page Prosumer-Tech lancia il sondaggio Google Plus vs Facebook chi vincerà?

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