mer, 24 feb 2010
I nuovi requisiti per l’idoneità abitativa per il ricongiungimento familiare
Scritto da immigratiestranieri in Società e CulturaNessun Commento
E’ ormai assodato che i requisiti di idoneità abitativa, uno dei requisiti per ottenere il ricongiungimento in Italia dei cittadini stranieri, non possano più essere certificati unicamente dagli uffici della Asl, sotto forma di accertamento igienico-sanitario. E’ necessario che il riconoscimento del rispetto di determinati standard provenga dagli uffici del Comune.
Secondo la circolare del 18 novembre 2009 proveniente dal Ministero dell’Interno, “lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali”. Non solo sono gli uffici del Comune a dover procedere, ma dovrà essere eliminato ogni riferimento alla legge regionale per l’edilizia residenziale pubblica. Infatti per lungo tempo, si è verificata una situazione di incertezza e di applicazione disomogenea nel nostro Paese della normativa da applicare e dei requiesityi da tenere in considerazione. Una parte dei comuni, davanti ad uno scenario confuso e difficile da gestire, bloccavano la maggior parte dei procedimenti, altri, invece decidevano arbitrariamnete di applicare la legge regionale.
In merito alla questione è intervenuto anche il Progetto Melting
pot Europa, diffondendo una circolare interpretativa per dissipare ogni dubbio o incertezza: il riconoscimento dei requisiti di idoneità abitativa deve essere subordinato al conseguimento degli standard igienico-sanitari dei locali di abitazione contenuti nel Decreto ministeriale del 5 luglio del 1975, strettamente vincolati alle dimensioni degli alloggi e al numero degli abitanti.
Approfondimenti.