Diari di Viaggio


“Stefano non avrebbe mai pensato che quel viaggio a Cuba, il 1° Settembre 1997, gli avrebbe cambiato la vita…”

Inizia così l’avventura dell’autore di CON CUBA NEL CUORE, il libro pubblicato sul sito di LULU.com.

Stefano Guastella è nato a Vinci, e dal 1998 è sposato con Yanizia, la protagonista Cubana del suo libro.

La coppia ha avuto una figlia nata ad inizio del 2004, e proprio quest’ultima ha dato all’autore l’idea di scrivere la sua storia.

“Quando è nata Ylenia, ho avuto l’idea di scrivere una serie di appunti, con l’idea che fra qualche anno facessero capire a nostra figlia come io e mia moglie ci siamo conosciuti. La nostra è una storia d’amore scoppiata all’improvviso, che si è sviluppata in mezzo a tante difficoltà: la lontananza, la lingua, due culture diverse. Però alla fine siamo riusciti ad unire due mondi lontani come Italia e Cuba e a solidificare il nostro rapporto. Quando ho scoperto il sito di Lulu, su consiglio di amici che avevano letto gli appunti, ho pubblicato quello che avevo scritto, ed improvvisamente la nostra è diventata una storia pubblica, che sta riscuotendo un discreto successo sul sito”

Il libro dopo soli 3 mesi dalla prima pubblicazione su Internet, è riuscito a scalare le posizioni di classifica, fino ad attestarsi nella “TOP100″, la classifica dei prodotti più venduti di LULU.

“La cosa che  più mi ha meravigliato, è che molte persone (tra cui un giornalista molto conosciuto a Cuba), mi hanno inviato un messaggio dopo aver acquistato il libro, complimentandosi per il modo semplice con cui ho portato a conoscenza, insieme alla nostra storia, aspetti di Cuba non molto conosciuti da tutti.”

Chi è interessato può acquistare il libro in forma stampata o in download qui: Con Cuba nel cuore





E’ forse l’isola più conosciuta delle Eolie: il vulcano  piccolo ma attivo  che erutta con regolarità magma e lapilli fino al mare, le sabbie nere e granulose sotto  rocce altrettanto scure e ruvide, magmatiche, primordiali, un mare  blu,  profondo,  movimentato, abissale, selvaggio, ma  che in alcune zone ha trasparenze cristaline.

Questa è Stromboli.  L’isola che qualche anno fa ha sopportato un’eruzione importante con il crollo di una parte della Sciara del fuoco ed il seguente maremoto….l’isola che ospita “Iddu”  sua maestà il  vulcano  che sovrasta ed incombe con la sua presenza impressionante ed il suo rombo continuo.

Iddu è per gli isolani una sorta di divinità da rispettare, qualcuno con cui si può convivere conoscendoneEruzione stromboli le abitudini, ma con cui non ci si può permettere di scherzare. Ne sanno qualcosa le persone che compiono in solitaria la salita notturna al vulcano (ora proibita) e che si perdono fra i canneti o che incorrono in incidenti ben più gravi  ed estremi.

Vivere a Stromboli è un’esperienza che lascia i l segno…l’estate è varia e ricca di movimento e di gente, i colori dei parei  si susseguono, le soste per la granita o i dolci al bar Ingrid centro dell’isola e ricordo dell’attrice  protagonista del film di Rossellini, sono d’obbligo, ma il rumore, il caos,  il frastuono delle innumerevoli Ape che solcano i vicoli, non riescono ad intaccare la magia di questo luogo.

Stromboli è.  La sua potenza ed il suo fascino persistono  al di là dell’uomo e dei riti estivi. Il profumo del mare, il rombo delle onde contro gli scogli, i capperi abbarbicati nelle fessure, le canne che  riprendono vigore in ogni spazio libero…..tutto ciò testimonia una natura vigorosa e selvaggia, fiera di se’, ed aStromboli e Ginostra di nottebitanti altrettanto orgogliosi che con questa natura vivono in simbiosi,  e che accettano le lusighe della modernità con molta parsimonia.

A Stromboli di notte si vedono le stelle questo lo slogan dei stromboliani che  si sono strenuamente opposti all’illuminazione delle strade. Di notte a Stromboli le uniche luci sono  queste stelle vicinissime e brillanti che forano il velluto nero del cielo, le torce  elettriche  dei passanti   e il faro dello Strombolicchio,  enorme scoglio di fronte all’isola  dove il mare scende a precipizio  e le acque non mostrano il fondo.

La notte estiva di Stromboli è magica  e silenziosa, nemmeno i turisti  riescono a scalfirla, solo il rumore delle onde ed il rombo  che si sente nel terreno, il brontolio di Iddu che sancisce la fine di un’altra giornata di sole e di mare.

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La Toscana é senza dubbio uno dei luoghi piú belli dove trascorrere qualche giorno anche in Autunno. I Colori soffusi della terra arata e dei vigneti ingialliti si mischiano con gli odori e gli aromi di questa bella stagione.

In questi giorni la raccolta dei funghi porcini e dei tartufi é appena iniziata cosí che una scappata in Toscana si accompagnará perfettamente con una buona mangiata di questi prodotti magari abbinata con paste fatte a mano ed eccellenti piatti di caccia. Io e la mia ragazza ne siamo appena tornati.

Abbiamo passato qualche giorno in un appartamento in una bella Villa Toscana situata nel bel mezzo delle crete senesi. La nostra visita che purtroppo é durata solo il fine settimana ci ha permesso di vivere a pieno la natura unica della Toscana senza peró rinunciare alle belle cittá d´arte come Siena ed Arezzo situate a solamente mezz´ora di macchina.

Vi raccomando se siete in zona di Asciano di provare il ristorante la Pievina, purtroppo non hanno web quindi non posso postare il Link ma se siete in zona e chiedete sicuramente vi sapranno indicare. Il ristorante é un po caro 30-40 euro ma si mangia un’ottimo pesce abbinato con tartufo bianco e porcini fritti.

Buona Toscana a tutti

LB





Mer de Glace

 

Un trenino rosso  a cremagliera porta  in alto, da Chamonix al ghiacciaio  del Monte bianco: la Mer de glace, un susseguirsi di cavalloni bianchi e grigi fessurati  d’azzuro. Scendiamo dal treno e  lungo un ripido sentiero arriviamo a  sentire il ghiaccio sotto i piedi: sporco e sassoso vicino alle pareti ed alle morene, azzurrissimo nelle fessure  e nei crepacci. Non è precisamente piacevole,  si sente il gelo che sale dal basso e a me fa voglia di scappare. 

Così inizia  la mia escursione. La meta è  il rifugio del Couvercle  che si affaccia su di un balcone naturale da cui si può ammirare una catena montuosa tra le più belle, dal massicio del Bianco all’Aiguille du Midi, le Dent du Géant e così via… Stupendo il panorama. Però arrivarci vuol dire marciare  alla grande,  e se si possiedono i ramponi da ghiaccio è meglio, che si rende necessario  evitare di cadere (il ghiaccio è tagliente) e, a volte, attraversare un crepaccio. 

Questa è la mia prima uscita impegnativa, sono con altre tre persone fortunatamente più esperte di me, ma    la tensione mi stringe lo stomaco  e le loro brevi soste a base di cioccolato e thè caldo  ( tutti inglesi sob!) mi  nauseano.

Attraversiamo il ghiacciaio e siamo sotto la via ferrata, uno scherzo a sentire loro, una bella scala a picco sul vuoto per me  che vengo legata, pungolata e distratta mentre raccolgo il coraggio. La ferrata porta in alto su di un sentiero relativamente agevole, nulla di difficile a vederlo. Però si cammina ininterrottamente, siamo a sera e continuamo a salire … mi sa che mi saltano le coronarie. Mi dicono che è impossibile, ma ora ho questo timore..il mio cuore non ce la può fare.  

 

Il rifugio del  Couvercle è una vera apparizione, mi sento miracolata ed euforica, un po’ perchè finalmente  smetto di camminare, un po’ perchè siamo ad altezza   2700 m. e credo che il cervello non funzioni proprio  come si deve,  e un po’ perchè questo rifugio prende il nome da uno sperone roccioso che copre il tetto e lo protegge appunto  come un coperchio, e vederlo arrivando fa una bella impressione.

 

 

 

Le Couvercle in realtà è un tugurio di latta che  di solido ha solo la roccia  che potrebbe crollargli addosso,  puzza  delle tante persone che ci sono passate,  ha  letti a castello  pazzeschi e copertone pesanti e ruvide  che conviene  non tenere a contatto di pelle.

Una cena a base di biscotti, thè, cioccolato e a nanna.

 

 

E chi può dormire qui? 

E se il coperchio di roccia per una tragica fatalità si stacca e ci schiaccia come sardine  in scatola? 

Poi fa un freddo bestiale, il mio stomaco comincia a brontolare per tutta la cioccolata mangiata e per  e quell’ignobile thé scuro…mi viene nausea,   potrei vomitare.

Ma come faccio a spostarmi? 

C’è altra  gente che dorme e siamo tutti addossati uno all’altro.  Beh,  alla fine  li faccio spostare  e fuori è freddo. Un’esperienza che non vi racconto e che  ”gela ” ogni mia voglia  di avventura.

Ma sopravvivo anche alla notte, e la mattina dopo   sto meglio.   Esploro le rocce  intorno al rifugio  avanti ed indietro scattando foto, ma rifiutando ogni offerta di salire ancora un po’, o di fare un’altra cordata. Ci sono bei percorsi intorno, che  li facciano senza di me.

 

 

 Mi siedo sulle rocce e respiro l’aria frizzante. Nel silenzio il mio stomaco brontola,  mi sa che un paio di biscotti al cioccolato potrei anche mangiarli. Torno al rifugio alla ricerca del mio zaino. Entrando un enorme “coso” peloso mi sfiora le gambe fuggendo all’aperto. 

 

Caccio un urlo…

Gesù! cos’era?

Che razza di bestia era?

Vado verso lo zaino e lo trovo aperto  la scatola dei biscotti rosicchiata. L’animale,  la bestia infame li ha tutti smangiati..sono furiosa ed  impaurita ( e se ritorna e mi assale ?)

Corro fuori. I miei amici sono già lontani ed io mi faccio venire l’ansia.  Sola ed abbandonata alla mercè di qualche bestia aliena.

 

 

La bestia è una marmotta: vedo il movimento all’esterno del rifugio deve avere la tana nelle rocce sotto  ed ha trovato il modo di intrufolarsi dentro  sfruttando le provviste degli escursionisti. Ma le marmotte non erano piccole e carine? Questa aveva una coda che ci potevo fare un bavero per il cappotto…

Il cielo si sta coprendo di nuvole…

Ma volete tornare alfine disgraziati amici di cordata?

Ma si può fare un’uscita di ’sti tempi in codesti luoghi?

E’ ottobre inoltrato e nessuno va in giro sul ghiacciaio…ci mette niente a nevicare e restare blocccati a le Couvercle è l’ultima delle mie aspirazioni.

Scendiamo in fretta, quasi correndo dove si può. Piove ed il sentiero si è trasformato in un torrentello, le rocce sono scivolose. Sono tutti attenti e concentrati sanno che è pericoloso, ma io ora mi sto divertendo… mi sento un’eroina e mi preoccupo solo di mettere un piede dietro l’altro. 

 

 

Sul ghiacciaio Philippe scivola e si taglia una mano ( il ghiaccio taglia) sanguina..continua a piovere, acqua mista a neve… arriviamo alla fine.

 Sopra in alto c’è il trenino che ci porta in salvo. E lì, al chiuso, fumiamo vapore dagli abiti fradici sotto gli occhi esterefatti dei turisti venuti ad ammirare il ghiacciaio dall’alto.

Che pecore! -penso- mentre mi addormento sconvolta sul sedile.

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