aprile 2007


Noleggio LimousineL’organizzazione della festa di addio al celibato o nubilato, è sempre una macchina complessa da mettere in moto. Non si tratta solo di contattare le persone giuste, definire la data esatta, mantenere il segreto con il festeggiato… il problema vero è trovare l’idea giusta!
Ogni addio vuole caratteristiche che lo contraddistinguano e lo sappiano rendere davvero unico. Ma come è possibile farne di questa festa un evento esclusivo ed originale? Ci vogliono… leggiadria, spensieratezza, energia, divertimento, sorpresa, tutto questo e ancora di più.
Elation, da oggi, ha aperto all’interno del suo catalogo Online di esperienze, una sezione appositamente dedicata ai festeggiamenti per l’addio al celibato o nubilato. Elation offre la possibilità di vivere emozioni ed esperienze che non solo hanno la caratteristica di originalità, ma sanno anche soddisfare tutti i gusti e desideri.
Per un addio avventuroso: potrebbe essere una discesa in rafting, una gara in go-kart, andare insieme al parco avventura, un lancio con il paracadute o con il bungee jumping. Per un addio gustoso: una cena con cuoco a domicilio, una degustazione di vino o whisky. Per un addio chic: noleggio limousine, cena in ristorante esclusivo, un’uscita in barca a vela… e molto altro.
A seconda di come vi sentite e di come volete che il festeggiato si senta, dando un’occhiata al catalogo online di Elation è possibile trovare la migliore ispirazione. Ma Elation è anche molto di più, non solo ti ispira, trasforma in realtà… e può anche prendersi cura di tutta le gestione della festa senza che tu abbia a preoccupartene.
Cristina Pozzi, Marketing Director di Elation, commenta così l’apertura della nuova sezione sul catalogo online www.elation.it: “Come sempre vogliamo essere vicini ai nostri clienti, e per far questo sfruttiamo sia la flessibilità delle nostre esperienze a catalogo, come la loro originalità”. “Elation – Continua la Dott.ssa Pozzi – grazie alla unicità delle sue esperienze, riesce a dare una nuova veste anche alle feste più tradizionali. Il nostro centro di ricerche ECET, ha tra i suoi obiettivi anche quello di re-inventare i ‘customer behavoiur’ consentendoci di diventare market maker e trend setter”. In conclusione sostiene: “Il segreto del nostro successo è non soltanto nel saper leggere le attese dei nostri clienti, ma anche di anticiparne i cambiamenti… siamo sicuri che anche in questo caso si potrà parlare di un ‘felice matrimonio’ tra noi e il cliente elation”.

Elation, nata nel 2005, si è velocemente affermata come leader in Italia nel mercato delle ESPERIENZE REGALO. E’ guidata da un gruppo dinamico di professionisti con esperienze maturate nell’ambito della consulenza di direzione, del marketing e della finanza.
Elation, con il suo network di più di 400 fornitori, mette a disposizione un catalogo di oltre 3.000 esperienze contrassegnate da: Qualità, Esclusività e Originalità. 3000 idee regalo per ogni occasione (Natale, San Valentino, Compleanno, Pasqua, etc.).
Per Informazioni www.elation.it – Francesca Tosca – 045.575105 – info@elation.it

La nostra esperienza formativa fin dai primi anni dell’infanzia, ma anche, poi, come genitori, zii, nonni, educatori, è costellata dalla presenza di poesiole, collage, sculture, dipinti e quant’altro che, più o meno felicemente, emergono in prossimità delle feste comandate. La grotta di cartapesta per il Santo Natale, il cuore di Das per la Festa della Mamma, le uova colorate per la Pasqua… non c’è ricorrenza che sfugga a questa tradizione… tranne una… il 25 aprile, la festa di liberazione dal nazifascismo.

Per questo semplice motivo nei mesi scorsi ho proposto ad alcune scuole materne ed elementari (e, vorrei sottolineare, a titolo assolutamente gratuito) un breve percorso/laboratorio che provasse ad ovviare a tale mancanza realizzando, appunto per il 25 aprile, non un cuore, non un babbo natale, ma il Piccolo Partigiano di Pezza.

Inutile dire che la mia proposta non ha riscontrato alcun interesse, anzi, direi, viva disapprovazione, quando non scandalo.

Come stupirsi. Da tempo, ormai, fa bella mostra di sé e riscuote successo (e anche quest’anno non ha fatto eccezione) un certo revisionismo che cerca di appiattire il grande evento che ha introdotto il nostro paese (ma direi l’Europa tutta) nell’era della sua modernità democratica, riducendo -appunto- la lotta di liberazione dal nazifascismo ad uno scontro tra eguali anime che, in fondo, si sussurra con messaggi più o meno subliminali: “Hanno dato la vita, seppur per cause diverse”… e provare levarsi sopra questo brusio è impresa assai ardua.

Sembra, infatti, che un lavoro educativo in grado di aprirsi e aprire alla memoria di quegli eventi e al loro significato pedagogico, debba necessariamente costituire una presa di posizione politica, violando quella neutralità entro cui educatori e formatori spesso si illudono di agire.

Torna alla mente, allora, il monito di Don Milani: “Rispettiamo i morti, ma di fronte ai giovani non facciamo confusione. Non possiamo mettere sullo stesso piano l’aggressore e il suo aggredito, chi si è reso colpevole di massacri e chi è stato torturato”… e giusto a quarant’anni dalla sua morte sembra rivoltarsi in una paradossale profezia.

La macroscopica distinzione che separa chi esercita la violenza da chi la subisce, da troppi anni continuamente sottoposta a erosive piogge acide in cerca di trasversale consenso, si è consumata a tal punto che è sempre più difficile distinguere l’uno dall’altro -e non solo per la ritrita e smemorata categoria delle nuove generazioni.

Le conseguenze sono enormi e mica per quel che concerne una certa giustezza storiografica. La confusione, di cui Don Milani avvertiva il pericolo, insediatasi nel profondo della società civile ci consegna -ahimè- ben altro che la futile querelle storico-ideologica cui molti sembrano aggrapparsi quando, del tutto impropriamente, rivendicano nella somiglianza della morte la somiglianza della vita.

C’è in gioco, invece, proprio il dovere civile di evitare questa confusione, il dovere pedagogico di distinguere, sul piano morale, chi ha fatto la scelta di stare tra i torturatori da chi, invece, ha fatto la scelta di stare tra i torturati, o vi si è trovato suo malgrado.

Una distinzione ontologica, vorrei dire, e non certo per buttarsi a scoperchiare tombe e fare liste di buoni e cattivi, ma proprio per “rispettare i morti”, tutti i morti, nell’unico modo che concesso a noi esseri finiti: rispettando i vivi e consegnando loro gli strumenti per progettare e costruire un mondo possibilmente migliore.

Quale società, invece, stiamo consegnando a coloro che verranno se non siamo in grado di raccontare di quegli uomini e quelle donne che hanno dato la vita per la libertà distinguendoli nettamente da coloro che sono morti negando, invece, il diritto a quella libertà? Che uomini saranno quegli uomini che non hanno appreso la differenza tra chi tortura e chi è torturato? Saranno indifferentemente torturati e torturatori con la stessa spensieratezza che purtroppo leggiamo in tanta cronaca attuale?

Dovremmo invece fare mitologia di questi uomini e di queste donne; sì, fare mitologia, nel senso di portare in luce quel complesso di idee, di personaggi, di avvenimenti, in grado di smuovere la nostra immaginazione esercitando una tale forza d’attrazione da farne modelli esemplari e di riferimento non di un’ideologia, ma di quello spirito interiore che muove le coscienze e le dispone al mondo e alle sue implicazioni.

E quale occasione migliore del 25 aprile per tramandare il mito della liberazione che si contrappone alla sragione dell’oppressione, della sottomissione, della barbarie?

Dovremmo impegnarci e impegnarci davvero tutti affinché un giorno di fine aprile, un figlio di questo mondo, arrivi dalla scuola col suo Piccolo Partigiano di Pezza da infilare nella bacheca dei lavoretti di oggi e dell’imperitura memoria di domani.

Massimo Silvano Galli
www.msgdixit.it

Innanzitutto, il flamenco non è un ballo di coppia. E’ un ballo coreografico che viene eseguito in assolo o in gruppo. Semmai sono le sevillanes, balli popolari andalusi, ad essere ballati in coppia.

Vi sono diversi tipi di baile che nel gergo flamenco vengono chiamati palos. Ogni palos ha una propria struttura e un proprio ritmo, che può essere in 4 o in 12 tempi (compases). La struttura a sua volta è formata da varie parti che si possono ritrovare in più palos. Vediamone alcune.

Salida. In questa prima fase il chitarrista esegue la sua introduzione, mentre il cantaor si prepara al cante con le glosolalias o quejíos (emissione di sequenze di suoni, privi di significato, che gli consentono di preparare la voce). Corrisponde all’entrata in scena e può essere eseguita con movimenti lenti o con un breve zapateo (gioco ritmico prodotto dai piedi).

Llamada (chiamata). Serve al bailaor per avvertire i musicisti che intende porre fine alla fase di entrata.

Cierre. Segue la llamada e fa da chiusura.

Letra. Inizia dopo la llamada. Solitamente in un baile ve ne sono due o tre. E’ l’espressione del cantaor, che in questo momento diviene il protagonista e che il bailaor accompagna con leggeri marcajes (marcaggi). Nella letra prevalgono movimenti di braceo (con le braccia) e le vueltas (giri).

Remates. Sono delle sottolineature ritmiche dei piedi, eseguite con rapidi movimentii, che possono essere introdotte nella letra e più spesso lo sono nella fase discendente del cante.

Escobilla. In questa fase il bailaor è il protagonista assoluto. Il chitarrista esegue una melodia ripetitiva, la chitarra vibra quasi in sordina, spesso attraverso il rasgueo (emissione di suono risultante dal tocco delle sei corde tenute ferme assieme). Il bailaor si esprime attraverso lo zapateo o il taconeo per un certo numero di compases. Ad accompagnare il bailaor vi sono i palmeros che danno palmas (ritmo con le mani), oppure a volte l’escobilla vine eseguita a palo secco, cioè senza accompagnamento musicale

Un baile, essendo costituito da varie letras, fa si che anche il numero delle llamadas e delle escobillas possano variare, anche se non proporzionalmente. Un cambiamento repentino del ritmo e l’aumento della velocità d’esecuzione indicano che si sta per giungere al momento conclusivo di una delle fasi, o dell’intera coreografia, alla IDA.

Vi possono essere inoltre degli elementi extra. Nell’alegría, per esempio, vi sono i momenti del Silencio e delle Castellanas, oppure nella farruca la Ida y Cierre.

Se si ha voglia di inizire a ballare e ad approcciare il mondo della danza, di cui il flamenco fa parte, il consiglio è sempre quello di informarsi prima per non farsi illusioni. Ovviamente una lezione di prova è importante farla, ma per iniziare alcune informazioni si possono trovare sul sito www.omniaziende.it direttamente alla pagina delle Scuole di danza, http://www.omniaziende.it/10-scuole/articoli/34-scuole-di-danza.php

Fonte per le informazaioni http://www.farala.org/

Volare in mongolfiera Per provare l’emozione del volo… cullati dal vento, sperimentando l’ebbrezza di un volo in mongolfiera: il sogno di Icaro che diventa realtà. Elation ha creato un network che consente di effettuare fantastici voli turistici in mongolfiera in tutta Italia e all’estero, in completa sicurezza.

Il rumore del fuoco che, lentamente, permette alla mongolfiera di alzarsi in volo. Il fruscio del velo, il silenzio, le altezze, panorami mozzafiato: il volo in mongolfiera è tutto questo e molto molto di più: uno stile di vita, un approccio diverso all’ambiente, un’esperienza regalo o da vivere unica e mozzafiato.
Un giro in mongolfiera sopra la Toscana, la Valle d’Aosta, il Piemonte, il Veneto, l’Emilia Romagna, la Campania… un’emozionante scoperta e un’avventura perfetta per la famiglia, per lasciare un ricordo indelebile ai propri figli.
Sempre di più sono inoltre le mongolfiere utilizzate come attività di team building e outdoor training, grazie alla attività prima, durante e dopo il volo, che rendono il volo un’esperienza indimenticabile.

Per maggiori informazioni:
Elation
http://www.elation.it/
info@elation.it

Servizio Clienti Elation
Tel: 045 575105
Fax: 045 8198413
servizio.clienti@elation.it

Con il termine “verdura” solitamente si indica l’insieme dei vegetali costituiti da foglie, fiori, germogli, fusti e radici, generalmente coltivati negli orti.
Il peso della verdura, a seconda del tipo, è composto per il 80-95% da acqua. Contiene inoltre elevate quantità di fibre (cellulose, emicellulose, pectine), indispensabili per il corretto funzionamento dell’intestino e in grado di dare senso di sazietà con poche calorie.
Gli ortaggi e le verdure in genere sono una preziosa fonte di vitamine e sali minerali (necessari per le strutture dei tessuti umani e degli organi) e contengono quantità irrilevanti di grassi e carboidrati. Le verdure dovrebbero pertanto essere introdotte regolarmente in una alimentazione sana ed equilibrata, per la preziosissima risorsa di nutrienti che esse rappresentano. E, in più, si prestano al meglio ad ogni uso in cucina, in ogni portata e in ogni ricetta.

Per conoscere come utilizzare al meglio i benefici della verdura, però, c’è bisogno di distinguere gli elementi contenuti nei diversi tipi di verdura.

Verdure a foglia: spinaci, bieta, rape ecc..
- Ottima fonte di calcio e ferro, che però non sono sfruttate al meglio dall’organismo perchè associate ad altri elementi.
- Presenti anche oligominerali essenziali (come zinco, rame, manganese), utili per l’azione antiossidante e per il metabolismo all’interno dell’organismo di grassi, proteine e carboidrati.
- Hanno un potere calmante, soprattutto se somministrate come infusi o decotti. Soprattutto la valeriana, ma anche sedano e barbabietola aiutano a combattere l’insonnia e l’agitazione.
- La lattuga, invece, se ridotta in poltiglia, può essere di sollievo da foruncoli o ascessi, grazie al suo potere antinfiammatorio e lenitivo.
- Foglie di verza usate come impacco aiutano ad allieviare le infiammazioni articolari.
- Il sedano ha svariate proprietà benefiche: centrifugato può agire come antinfiammatorio sull’infiammazione della gola, come calmante per i calori della menopausa e decotto aiuta chi soffre di cistiti o problemi alla prostata e alle vie urinarie.

Carote
- Ricche di beta-carotene, una sostanza con una potente azione antiossidante, aiutano l’organismo nella produzione di vitamina A.
- Regolano efficacemente i transiti intestinali (grazie anche alle fibre) e le funzioni epatiche, hanno potere diuretico e depurativo.
- Mangiate regolarmente crude e con la buccia ben lavata, rappresentano un valido rimedio e prevezione per i disturbi visivi.
- La sua azione antinfiammatoria aiuta eventuali patologie dell’intestino o della pelle.

Patate
- Sono caratterizzate da un alto contenuto di ferro, potassio, vitamina C e del gruppo B, concentrate maggiormente nella buccia. Per questo è sempre consigliato cucinarle senza spellarle, lavandole accuratamente prima di essere cotte e sbucciate successivamente.
- La presenza di potassio le rende un ottimo aiuto contro l’ipertensione.
- Impacchi con fette di patate sono utili anche nei casi di ustioni leggere, e la fecola può essere utilizzata per idratare la pelle secca.

Marzia, da “Le ricette di Etta” – sito di ricette e valori nutrizionali degli alimenti -

Pagina successiva »