aprile 2007


I genitori devono essere tra i primi e principali “promotori” degli interventi di prevenzione primaria di natura educativa rivolti ai bambini. Devono effettuare azioni di educazione alla salute specificamente mirate a prevenire l’abuso sessuale e a fare sì che i bambini sappiano come comportarsi in alcune situazioni di rischio.

Per gli adulti è difficile, in riferimento alla sessualità, interagire e parlare con i bambini quando fanno domande, ancor di più quando manifestano in modo esplicito comportamenti o azioni a sfondo sessuale. E’ importante invece che gli adulti sappiano come agire e on ricorrano al semplice divieto o proibizione che comprime le spinte gli impulsi del bambino senza dare ad essi alcuna direzione educativa e capacità rielaborativa, ma rispondano rispettando questi due principi:

a) definizione chiara dei comportamenti che vengono messi in atto al bambino, che devono essere chiaramente descritti ed enunciati all’adulto (vedo che in questo momento tu stai….)

b) espressione delle emozioni suscitate dal comportamento (…questo mi fa sentire a disagio).

Prevedere che i bambini probabilmente risponderanno ai commenti egli adulti relativamente ai loro comportamenti sessuali mostrando reazioni imbarazzate o difensive, deve condurre l’educatore, specie

se genitore, a facilitare la comunicazione e l’empatia nell’interazione con il minore. Se questo succede, la comunicazione potrà procedere e l’adulto potrà in tale modo valutare quali altre cose il bambino potrebbe avere bisogno di discutere o ascoltare, potendo così correggere informazioni sbagliate, rinforzare il concetto di privatezza relativamente ai comportamenti sessuali e di limitazioni implicite in molti di essi. Tutti gli interventi di prevenzione dell’abuso sessuale prevedono che ai bambini vengano fornite le conoscenze per riconoscere le condizioni e le caratteristiche che rendono possibile connotare come abuso sessuale l’interazione tra un adulto e un bambino. Si devono, perciò, sviluppare nel bambino capacità critiche affinchè sia in grado di reagire di fronte ad una situazione di disagio per non restarne vittima, attuando la strategia di “GRIDO NO, SCAPPO VIA, CORRO A DIRLO A QUALCUNO”(cfr. paragrafo seguente). E’ fondamentale che i bambini imparino sempre a richiedere l’aiuto dei genitori o di adulti di cui si fidano, in ogni situazione in cui non si sentono a proprio agio. E’ importante, infine, che gli adulti aiutino i bambini a modificare eventuali comportamenti di eccessiva fiducia verso persone sconosciute e conosciute che si comportano in modo anomalo.

Albeto Pellai

http://www.leparolenondette.org

Le domande dei bambini: nulla è capace di metterci più in difficoltà di quei quesiti che ci vengono proposti spesso nei momenti più inaspettati. Capita magari che siamo in cucina a preparare la cena e un figlio si avvicina domandando “Cosa vuol dire orgasmo?”. Certo è duro mantenere la calma di fronte ad un evento che ci colpisce quasi con la stessa forza di un pugno nello stomaco, ma non ha alcun senso fare finta di nulla e quindi è bene dotarsi di pazienza e buona volontà e provare a capire come è meglio comportarci quando i nostri figli ci dimostrano di avere bisogno di noi.

La prima cosa certamente da evitare è non rispondere e “glissare la questione”, non prendendosi responsabilità di fronte alle domande dei bambini, magari fingendo di non avere sentito oppure mettendoli subito a tacere con frasi tipo “Che domande è che vieni a farmi. Lasciami in pace, non vedi che ho da fare?”.

Questa modalità nel tempo terrà sempre più lontani i nostri figli da noi, proprio in relazione alle domande che invece in modo più pressante e significativo interesseranno la loro vita. Ecco cosa riporta Marcello D’Orta in un suo volume[1], relativamente a ciò che due bambini hanno scritto a proposito della non voglia dei grandi di dare risposta alle loro domande sessuali:

“Io come escono i figli dalla pancia l’ho capito, è come entrano che non l’ho ancora capito”.

“I miei genitori non mi hanno mai parlato di sesso perché dicevano sempre che ero troppo piccola. E adesso ancora non me ne parlano perché dicono che ormai sono grande e già lo so.”

Come ha scritto E. Servadio “prima o poi il bambino viene fuori con qualche domanda precisa e bisogna rispondergli. Nei primi anni di vita le domande si riferiscono, in genere, al corpo, agli organi sessuali del bambino o dei fratellini e delle sorelline, a come si viene al mondo. Sappiamo che a molti genitori queste domande fanno venire i sudori freddi. Però è anche bene sapere che il bambino in fondo, se non è stato precedentemente intimorito e inibito, pone queste domande con la stessa tranquillità con cui può chiedere perché l’auto si muove o che cosa è che fa sollevare un aeroplano. Perciò il genitore interrogato non deve, secondo me, pensare di dover rispondere come prescriverebbe un testo o entro confini e con termini tassativi ed esaurienti. A un bambino di 4 anni non si debbono spiegare “tecnicamente” le differenze tra l’apparato genitale maschile e quello femminile, così come sarebbe inutile spiegargli punto per punto la differenze fra una turbina e un motore a scoppio: non capirebbe né in un caso né nell’altro. Il più delle volte le risposte devono procedere per gradi, senza anticipare le domande.[2]”.

Perciò, armiamoci di buona pazienza e della convinzione che ai nostri figli servono le nostre risposte. Se non forniamo noi queste risposte, le andranno a cercare da qualche altra parte: meglio quindi che ad aiutarli in questo delicato settore della crescita siano genitori ed insegnanti.

a) Come comunicare in modo efficace con i bambini riguardo all’area della sessualità

Comunicare in modo efficace significa che tra le due parti in gioco all’interno del processo di comunicazione c’è intesa, sintonia e capacità di ascoltarsi e comprendersi. La comunicazione efficace è la strategia più utile per comunicare con i bambini riguardo ad un tema tanto delicato, emotivamente complesso e pregnante come la sessualità. Per diventare comunicatori efficaci bisogna essere dotati di competenze quali saper ascoltare con pazienza e attenzione (anche i messaggi non verbali) , comprendendo il punto di partenza (cioè la posizione in cui si trova) dell’altro e cosa lo preoccupa o cosa realmente gli è utile all’interno di quello specifico processo di comunicazione. Per esempio un bambino di 8 anni che ha sentito parlare delle mestruazioni senza aver compreso molto bene di cosa si tratta potrebbe avvicinarsi a voi e domandarvi “E’ vero che tutte le donne perdono sangue ogni mese?”. Questa domanda è stata fatta da molti bambini anche nel nostro progetto di Vercelli. Il significato di questa domanda potrebbe non essere tanto associato al desiderio di conoscere cos’è e come avviene il ciclo mestruale; bensì il bambino potrebbe sentire la necessità di essere rassicurato che la sua mamma non si è fatta e non si farà male, percependo che nel ciclo mestruale è implicato il sangue.

In effetti, il processo della comunicazione efficace non è poi così semplice, soprattutto in famiglia, perché – anche se le parti in gioco al suo interno sono sempre le stesse – i momenti in cui i soggetti si mettono in relazione variano in funzione dell’età, del momento evolutivo e anche degli accadimenti, tra cui particolare importanza hanno quelli estemporanei ed imprevisti. I bambini potrebbero farci domande difficili o imbarazzanti mentre siamo in cucina, mentre viaggiamo in auto o proprio nel mezzo della festa di compleanno dei nonni. E’ fondamentale non lasciarsi prendere dal panico, dotarsi di buona volontà e pazienza e, se possibile, provare a presidiare nel dialogo i seguenti elementi che sono fondamentali e di importanza insostituibile:

a) la chiarezza

b) la capacità di rispondere alle domande che il bambino fa, chiedendo feed back allo stesso bambino e spesso domandandogli di fornire egli stesso una risposta alla domanda che ha appena rivolto all’adulto. Il feedback è importante perchè prima di tutto consente all’adulto di capire a che punto sta realmente la conoscenza del bambino e inoltre permette di verificare ciò che il bambino ha compreso e appreso nel corso della conversazione con l’adulto. Chiedere al bambino “Tu cosa ne pensi? Secondo te qual è la risposta appropriata per questa domanda” vi fornisce l’immediata possibilità di verificare non solo cosa sa lui, ma anche perché vi sta chiedendo proprio quella cosa in quel momento.

c) la capacità di ammettere la propria confusione o incapacità di fornire una risposta, se questo è il caso. Se vi trovate nell’incapacità di rispondere, perché realmente non sapete cosa dire, può esservi utile ammettere che siete in difficoltà dicendo”Mi fai una domanda davvero complessa. Devo pensarci su, dammi tempo e magari stasera ne riparliamo insieme”.

d) la condivisione di uno spazio sufficientemente adatto e intimo per parlare insieme di un argomento tanto delicato qual è appunto la sessualità. Una domanda fatta dal bambino nel mezzo della festa di compleanno del nonno potrà essere “sospesa” e gestita più tardi con una risposta di questo tipo: “la domanda che stai facendo, Luigi, è molto importante, ma un po’ fuori luogo in questo momento. Stasera prima di andare a nanna ne riparliamo insieme e ti dirò tutto ciò che vuoi sapere”. Questo approccio vi permetterà di evitare di dare risposte imbarazzate di fronte a tutti, di tirare il fiato e magari anche di prepararvi

e) la capacità di ascoltare. Meno si parla e più si apprende. Scandagliate bene le domande che i bambini vi fanno per comprenderne i significati nascosti, le cose “non dette” che si nascondono in una domanda o in una frase di vostro figlio. Prima di cominciare a parlare e a dare una risposta conviene fermarsi e domandarsi cosa li preoccupa e perché hanno voluto farci proprio quella domanda.

f) Riconoscere la natura emotiva dei dubbi e delle paure dei bambini. Oltre a comprendere cosa il vostro bambino vi sta chiedendo, può essere molto utile anche verificare come ve lo sta chiedendo. Mostra vergogna o imbarazzo, oppure vi parla con tranquillità e spontaneità? Si mostra timido e reticente, magari mantenendo una postura corporea tutta chiusa e ripiegata su se stesso, oppure vi guarda negli occhi, mentre vi domanda ciò che vuole sapere? Si tratta di piccoli particolari che fanno una grande differenze e vi aiutano anche a comprendere l’urgenza e l’intensità emotiva con cui il bambino si attende una risposta dagli adulti.
Dott. Alberto Pellai

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Analisi del comportamento del motore di ricerca più famoso al mondo, nella fase di aggiornamento dei propri indici su tutti i datacenter.

Dalla frenesia della Google Dance alle onde sinusoidali

La Google Dance, non era altro che il fenomeno mensile nel quale, il motore di ricerca Californiano, aggiornava i propri archivi, ricalcolando il numero dei backlink (link che ogni pagina “riceve” dalle altre pagine) e di conseguenza il PageRank (voto espresso in valore numerico da 0 a 10 utilizzato da Google per attribuire l’importanza di una pagina in funzione del numero di backlink che essa riceve).

Il “ballo”, anche se non sempre costante nella sua manifestazione, durava all’incirca una settimana e condizionava il posizionamento nel mese successivo di tutti i siti. Proprio per questo motivo tutti i webmaster, che ponevano parecchia attenzione al posizionamento nei motori di ricerca, seguivano questo processo con estrema attenzione ed ansie al limite del cardiopalma.

Questo perchè in fase di “Dance” Google restituiva risultati delle ricerche (dette SERP) molto diverse rispetto alle posizioni prima e dopo il fenomeno, anche in funzione dei datacenter interrogati (proprio per questo motivo l’evoluzione è stata denominata GoogleDance, infatti pareva un vero e proprio ballo di tutti i posizionamenti sia in salita sia in discesa negli indici).

Tuttavia, ora il motore di Mountain View ha cambiato metodologia nell’aggiornamento dei propri indici, infatti non avvengono più con cadenze prestabilite ma giornalmente: grazie all’incessante lavoro eseguito dagli spider (programmi – detti anche robots – appositamente creati per ricercare, prelevare ed archiviare ogni dato valido per il calcolo del ranking contenuto all’interno ed all’esterno di ogni pagina web) che evitano la scansione mensile di massa delle pagine (chiamata Deep Crawl) come avveniva appunto nella fase Google Dance.

Ciò nonostante, talvolta, Google attua ancora un fenomeno simile alla GoogleDance, che colpisce la gran parte delle pagine indicizzate, proponendo in questo preciso periodo risultati molto differenti da quelli mostrati in condizioni di normalità. I siti, con le loro pagine, che subiscono questi mutamenti repentini di posizionamenti sono vittima di fluttuazioni sinusoidali volte all’aggiornamento e quindi all’allineamento di tutti i datacenter del famoso motore di ricerca.

Il nuovo processo ha preso il nome dall’onda sinusoidale generata dal grafico dei posizionamenti ottenuti in questa fase in brevi lassi temporali: cioè nello per una medesima query (interrogazione/ricerca) eseguita ad intervalli temporali di breve durata (si parla di qualche ora) la pagina risulta visibile in taluni casi ed invisibile in altri.

Grafico fluttuazioni sinusoidali

Perchè Google effettua queste fluttuazioni alle proprie SERP ?

A questo proposito, mi ricollego ad alcuni spunti citati da Francesco De Francesco (fradefra) in una discussione aperta sul forum GT incentrata allo studio di questo fenomeno.

Infatti i possibili scenari che caratterizzano e motivano l’utilizzo di questo processo di aggiornamento/allineamento dei risultati delle ricerche per Google possono essere così sintetizzati (in ordine sparso):

- Google è un’azienda, pertanto è sempre alla ricerca di nuovi clienti, che non sono sicuramente i SEO che lavorano sul posizionamento organico/naturale ma gli inserzionisti di Google Adwords. Basta quindi modificare e rimescolare le posizioni di SERP competitive ad alta redditività (per esempio il settore turistico di prenotazioni alberghiere) per “imporre” a realtà di business on-line l’utilizzo dei propri servizi di promozione in PPC per non subire perdite insanabili.

- Inserimento di nuovi algoritmi di calcolo del ranking, che hanno necessità di alcuni giorni (a volte mesi) per adattarsi a quelli precedenti ed operare in modo efficiente all’unisono con i precedenti

- Google gestisce decine di miliardi di pagine, e ne deve calcolare in “tempo reale” la posizione negli indici, pare normale che vi siano oscillazioni di questo tipo

- Eliminazione dello SPAM e sistemazione programmata degli indici, Google come ogni altro motore di ricerca è vittima di forti azioni di Spamming e la presenza di questo fra le SERP è sicuramente pericolosa in quanto potrebbe far perdere a Google la sua risorsa principale: gli utenti che effettuano miliardi di ricerche ogni giorno. In questi termini sarebbe ipotizzabile, una sorta di comando che permetta di far emergere tutte le pagine SPAM o con contenuti non appropriati per ogni settore/keyword, eliminarle e poi far tornare il tutto come era prima (operazioni di pulizia e snellimento mirata per ogni SERP)

Quand’è accaduta l’ultima fluttuazione e quali considerazioni sono state fatte?

L’ultima manifestazione delle onde sinusoidali si è manifestata (e forse ancora tuttora in corso per talune keywords) alla fine del mese scorso (febbraio 2007) ed è durata circa 15 giorni.

Per meglio valutare ed analizzare cosa avviene ad un sito vittima di queste vertiginose fluttuazioni, prenderemo in esame un esempio pratico relativo agli andamenti del sito di un mio cliente, che seguo personalmente.

Caso studio

Caratteristiche del sito

* Settore: Turistico
* On-line da: 01/03/2006
* PageRank (Google Toolbar): 4
* Difficoltà SERP (keywords): Due termini ad elevata competitività
* Lingua: Inglese
* Posizione prima della sinusoide: 3° – 4°
* Pagina posizionata: Home Page

Fonti e specifiche per le rilevazioni

* Classi di datacenter monitorati:

o New = 64.233.161.107 | 64.233.161.147 | 64.233.171.99 | 64.233.171.104 | 64.233.171.107 | 64.233.171.147

o 64.233.* = 64.233.179.99 | 64.233.179.104 | 64.233.183.99 | 64.233.183.104 | 64.233.185.99 | 64.233.185.104 | 64.233.187.99 | 64.233.187.104 | 64.233.189.104

o 64.* = 64.233.167.99 | 64.233.161.99 | 64.233.161.104 | 64.233.167.104

o 72.* = 72.14.203.99 | 72.14.203.104 | 72.14.203.107 | 72.14.207.99 | 72.14.207.104 | 72.14.207.107

o .99 = 216.239.37.99 | 216.239.39.99 | 216.239.53.99 | 216.239.57.99 | 216.239.59.99 | 66.102.11.99 | 66.102.9.99 | 66.102.7.99.99

o .104 = 216.239.63.104 | 216.239.39.104 | 216.239.37.104 | 216.239.59.104 | 216.239.53.104 | 66.102.11.104 | 66.102.9.104 | 66.102.7.104 | 216.239.57.104

o .107 = 64.233.179.107 | 64.233.183.107 | 66.102.9.107 | 72.14.207.107 | 216.239.37.107 | 216.239.39.107 | 216.239.53.107 | 216.239.57.107 | 216.239.59.107

o .147 = 216.239.57.147 | 216.239.59.147 | 66.102.7.147 | 64.233.167.147

* Risultati controllati: primi 25 risultati per ogni Datacenter
* Frequenza: plurigiornaliera
* Rilevazione della presenza: in termini percentuali (quindi assoluti e paragonabili per ogni classe IP di datacenter)

I dati raccolti

Dati relativi alle fluttuazioni sinusoidali di Google

* Conteggio attivo solamente nel caso l’home page era presente fra le prime 25 posizioni

Riportando graficamente questi dati è facile intuire ogni singola onda sinusoidale per classi di datacenter, che rileva un andamento simile ma progressivo e non simultaneo di tutte le classi di datacenter.

Grafico fluttuazioni sinusoidali settore turistico - marzo 2007

Infatti, prolungando le linee in un’ipotetica percentuale negativa è possibile tracciare l’effetto grafico proprio delle fluttuazioni sinusoidali che sono andate sempre più ad appiattirsi fino a stabilizzarsi sulla non presenza dell’homepage nella SERP controllata.

L’andamento generale e totale di questa presenza (sulla stima dei datacenter presi in considerazione) difatti manifesta una frequenza piuttosto costante ma in progressivo appiattimento.

Grafico andamento generale onde sinusoidali di Google - marzo 2007

In questi termini non solo la presenza nei datacenter ha una tendenza negativa e costantemente discendente, ma anche il posizionamento della stessa pagina: dapprima in 3° posizione, poi in 4° fino ad arrivare in 8° posizione per poi sparire del tutto.

Tuttavia, il fenomeno sinusoidale ha portato ad emergere un’altra pagina che, almeno all’inizio sembrava attratta da un “effetto calamita” dall’homepage, infatti queste due pagine col passare del tempo hanno continuato ad avvicinarsi sempre più fino a congiungersi in 7° ed 8° posizione (questa operazione è stata ipotizzata anche da Kerouac3001 sul suo forum).

Purtroppo, però la situazione è durata solo alcuni giorni ma ha permesso alla seconda pagina di stabilizzarsi in 18° posizione.

Un’altra considerazione importante potrebbe essere fatta analizzando il numero di pagine indicizzate e il numero delle anchor text (ancore testuali dei backlink) sempre per la stessa parola chiave.
Dati prima della sinusoide: 2.180.000 risultati / 15.400 anchor text

Dati durante la sinusoide: 2.050.000 risultati / 2.050.000 anchor text

Dati dopo la sinusoide: 1.800.000 risultati / 14.700 anchor text

Questi dati fanno riflettere, in quanto è notevole lo sbalzo che subiscono i calcoli delle anchor text nel momento in cui le fluttuazioni sinusoidali sono in atto. Eventuali ipotesi e deduzioni a questo riguardo verranno presentate nel punto successivo.

Inoltre c’è anche da notare il fatto che il sito preso in esame è stato colpito da questo processo sinusoidale solamente per parole chiave inerenti o derivanti da quella presa in esame per la realizzazione di questa analisi.

Invece per altri siti vittime di fluttuazioni similari, dopo circa 15 giorni la situazione è tornata in linea a quella precedente al fenomeno.

Deduzioni e conclusioni

Dall’analisi sopra descritta, a mio avviso, è possibile ipotizzare (soprattutto tenendo presente i dati relativi al conteggio delle anchor text) che:

1. La possibile causa delle fluttuazioni, è dovuta alla variazione del calcolo delle ancore dei backlink (infatti durante le onde, i numero di risultati delle anchor text risulta esattamente uguale a quello dei risultati delle ricerche, il che è matematicamente impossibile in fase di normalità).

2. Basandosi sulla prima ipotesi, è plausibile che Google abbia la possibilità di attivare/disattivare questa opzione in qualsiasi momento

3. La motivazione più probabile che porta a questo fatto, sembrano operazioni di manutenzione e soprattutto nella pulizia delle SERP dallo SPAM (infatti difficilmente le pagine spam hanno una considerevole mole di backlink di qualità) ed è una teoria confermata anche dal ritorno della gran parte delle pagine sparite ai propri posti nelle SERP subito dopo l’evento sinusoidale

4. Inoltre, Google sembra proprio agire a suo piacimento, colpendo ed analizzando settore per settore, parola chiave per parola chiave. Infatti mentre alcuni siti dello stesso settore sono in fluttuazione, altri di categorie differenti sono statici e presentano SERP regolari

5. La perdita di posizionamento, invece può essere dovuta alla minor spinta in termini di backlink dovuta alla fuoriuscita di pagine e anchor text (vedi dati inferiori fra prima e dopo la sinusoide) forse per una maggior severità del filtro anti-duplicazione e delle modifiche apportate all’algoritmo di google per delimitare il fenomeno del GoogleBombing)

6. Per non subire le fluttuazioni, occorre avere un’elevata popolarità in grado di sostenere il sito fra le prime posizioni anche in questa delicata situazione. Ad ogni modo si consiglia di operare una promozione del sito a livello globale, non concentrandosi solo su una precisa keywords o desinenze di parole chiavi

Allora su cosa puntare per un buon posizionamento organico duraturo nel tempo ?

Pensare come Google, cioè sviluppare progetti internet rivolti alla soddisfazione dell’utente in modo esaustivo e nel minor tempo possibile, in questo modo i risultati non tarderanno certo ad arrivare.

A cura di Michele De Capitani

Articoli pubblicato su: Articoli SEO e Web Marketing

La carne è certamente un alimento insostituibile in una dieta equilibrata, grazie alla ricchezza di proteine e minerali che essa apporta, oltre alla caratteristica capacità di saziare.
Ma quanto fa bene la carne? Quanti tipi di carne esistono? E quali scegliere per le diverse esigenze?
Le proteine contenute nella carne sono molto simili a quelle presenti nell’organismo umano, quindi facilmente assimilabili: vengono infatti utilizzate dal nostro corpo in maniera ottimale. Hanno inoltre un alto valore biologico, poichè contengono aminoacidi essenziali, indispensabili per il mantenimento e la costruzione dei tessuti umani.
Costituita da tessuti connettivi e muscolari, la carne contiene dal 50% a circa l’80% di acqua, ma i valori nutrizionali sono fortemente variabili, a seconda del tipo di carne, del sesso, della razza e del tipo di allevamento dell’animale.
Genericamente la carne presenta lipidi sottoforma di grasso muscolare o adiposo, e rappresenta una ricca fonte di vitamine del gruppo B (specialmente B12), utili all’organismo per i processi nervosi e digestivi; i sali minerali rappresentano circa l’1%, e tra questi il Ferro è sicuramente il più importante, poichè è presente in forma altamente assimilabile.
La carne viene classificata in base all’animale da cui è ricavata (da macello, da cortile e selvaggina) e al colore che acquista dopo il processo di macellazione (carni bianche, carni rosse, carni nere).
Le carni bianche caratterizzano gli animali più giovani (tacchino, coniglio, pollo, agnello, capretto) ed hanno delle fibre muscolari molto fini e magre, più corte e sottili, perciò più facilmente digeribili. Tra le carni bianche, vengono particolarmente valorizzate le carni del tacchino (ricchissime di ferro e con meno tessuti connettivi), quelle del pollo (utilissime nella dieta, con pochi grassi e calorie, specialmente nella parte del petto) e quelle del coniglio (dal sapore gustoso e tenero, facilmente digeribile, con oltre il 20% di proteine, pochi grassi -circa il 5%-, e basso contenuto di colesterolo -circa 60mg per 100g di carne-).
Le carni rosse, invece, derivano dagli animali da macello più adulti. Il colore che le contraddistingue è causato dalla presenza di molto sangue e, conseguentemente, hanno un apporto di Ferro molto maggiore rispetto alle carni bianche. Per essere consumate, le carni rosse hanno bisogno di un periodo di maturazione, detto “frollatura”, attraverso il quale le fibre muscolari si inteneriscono e parte delle proteine vengono ridotte in elementi più semplici per essere digerite meglio dall’organismo umano. L’apporto di grassi maggiore deriva dalle carni di maiale: una bistecca di 100 gr conta circa 8 g di grassi e 157 Kcal. Le carni di bovino, invece, sono più magre, hanno all’incirca lo stesso valore proteico del maiale ma una quantità maggiore di Ferro.
Le carni nere (della selvaggina), infine, hanno pochi grassi ma una maggiore durezza delle fibre muscolari, che le rende meno tenere da mangiare e più difficili da cucinare.
La cottura delle carni è un procedimento fondamentale per rendere al meglio i benefici derivanti dalla carne.
Essendo ricca di proteine, infatti, deve essere cotta a basse temperature, poichè l’ eccessivo calore altera la struttura delle proteine e rende la carne più dura e di difficile digestione. Per questo le carni più digeribili risultano essere quelle lesse, cotte al vapore o stufate, al contrario delle carni cotte allo spiedo, arrosto o addirittura fritte.

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