maggio 2007


É online SuperMoby il nuovo sito dedicato alla telefonia e a tutte le persone che sono alla ricerca sempre di nuove risorse per il proprio cellulare.

Per passare dei momenti di puro divertimento con gli amici oppure da soli, avendo a disposizione una ricca galleria di giochi per cellulare assolutamente da provare.

E perché è bello cambiare ogni tanto lo sfondo del proprio telefonino, soprattutto quando si ha la possibilità di scegliere tra centinaia di Wallpapers per cellulari, da quelli fantasy, a quelli con animali o cagnolini, da quelli con i cartoni a quelli dei vostri personaggi preferiti, d’amore o sportivi.

O per scaricare le ultime suonerie per cellulari dei successi musicali del momento. Per crearsi la propria compilation personale.

E con una raccolta da non perdere di video per cellulari di ogni tipo, da quelli curiosi ai musicali, oppure filmati di scherzi o sexy, e tanto altro ancora.

Su SuperMoby inoltre, troverete per ogni categoria, le classifiche di gradimento degli utenti come per esempio, le suonerie più scaricate, o gli screen saver più ricercati.

SuperMoby, un mondo di risorse per i vostri cellulari.

comparsa-in-un-film-americano.jpg Per tutti gli appassionati del grande cinema o delle sit-com, per chi vuole lasciare la propria impronta sulla Walk of Fame. Elation trasforma i sogni in realtà: volare sugli States, prepararsi con il copione alla mano, le riprese e i ciak e infine pronti a sfilare, sul mitico tappeto rosso, invitati alla premiere.

Da oggi e in esclusiva per l’Italia, Elation offre la possibilità di partecipare come comparse ad una produzione cinematografica d’oltreoceano. Essere sul set al fianco degli attori più celebri, partecipare alle scene più avvincenti di un futuro blockbuster, vedersi sul grande schermo presenziando alla prima del film… Comparse per film e Comparse tv, tutto questo adesso è possibile.

Per saperne di più, per non rinunciare ancora una volta ad un sogno… il sogno questa volta è solo a distanza di un click: www.elation.it (sezione ‘Le arti e cultura’)

Un network di oltre 300 partner e fornitori selezionati: www.elation.it ha creato un catalogo di emozioni uniche ed esclusive da vivere e da regalare. Dalla Day Spa alla visita guidata di una mostra con un critico d’arte, dal corso di cucina alla cena romantica, dal week end in auto d’epoca alla guida di una formula 1, dalla vela al parapendio fino ad arrivare al Bungee Jumping. Elation.it offre la possibilità di vivere più di 2.000 esperienze ed emozioni esclusive, da vivere e da regalare. Sia per i privati, sia per i programmi di incentivazione, fidelizzazione e regalistica aziendale.

Per maggiori informazioni:
Elation
www.elation.it
info@elation.it

Francesca Tosca
Tel: 045 575105
Fax: 045 8198413
francesca.tosca@elation.it

Per l’ottavo anno consecutivo Allumiere e Tolfa
in prima linea nella lotta ai tumori del seno

Oltre 3200 cittadini di Allumiere e Tolfa parteciperanno all’ottava edizione della Race for the Cure, minimaratona non competitiva, organizzata dalla Komen Italia onlus, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza della prevenzione dei tumori al seno.
In Italia la prima edizione della Race for the Cure si è svolta a Roma nel maggio del 2000 con la partecipazione di 5.671 persone. Oggi è una festa sempre più grande ed importante che il 20 maggio prossimo vedrà la partecipazione in massa dei due centri collinari.
I Paesi di Tolfa ed Allumiere sin dall’inizio sono stati protagonisti di questa manifestazione risultando la squadra più numerosa in ogni edizione con oltre 2300 iscritti nel 2006.
La Race for the Cure è un evento sportivo, ma è soprattutto una festa di solidarietà per celebrare sia le donne che hanno affrontato e superato con successo l’esperienza del tumore del seno e sia quelle che ancora si stanno confrontando con la malattia; è una corsa per la vita nella quale le donne operate si rendono intenzionalmente visibili con magliette e cappellini rosa a testimoniare che da questa malattia si può guarire.
“La Race for the Cure è ormai per Allumiere e Tolfa un evento particolare che aggrega le donne dei due Paesi nella sfida contro il tumore al seno, permettendo di abbandonare quell’atteggiamento negativo che imponeva di tener nascosto o negare ogni riferimento alla malattia. Grazie alla Race molte donne hanno trovato la forza di parlare apertamente della loro malattia, facilitando così la diffusione di un nuovo modello comportamentale riguardo ai tumori.

Informazione sulla manifestazione

• Race for the cure: VIII edizione; minimaratona di 5 km per la lotta ai tumori del seno

• Organizzata dalla komen italia onlus associazione non profit che opera dal 2000 in Italia nella lotta ai tumori del seno

• Data: 20 maggio 2007, Roma con partenza dello stadio delle Terme di Caracalla alle ore 10

Lo diceva anche Don Vito Corleone, il sanguinario Padrino dell’omonimo romanzo di Mario Puzo: “La famiglia, non si tocca!”.

La famiglia… agenzia sociale; la famiglia… luogo fondamentale della crescita, del benessere, dell’educazione alle regole socialmente condivise e della formazione alla capacità di determinare la propria vita e il mondo, ma anche la famiglia… spazio della repressione, del disagio, della violenza, del predominio del forte (fisicamente, economicamente, psicologicamente…) sul debole. La famiglia… che quando non adempie al suo mandato di liberare e rendere autonomi i suoi affiliati (e -ahìnoi- accade assai spesso), contribuisce tanto potentemente all’affollamento delle carceri, degli istituti psichiatrici, degli studi dei professionisti dell’aiuto alla persona o, bene che vada, direbbe David Cooper con quel tot di sprezzante ironia, ci fa diventare dei “cittadini normali”, assoggettati e proni al potere dominante. La famiglia… semprefelice della pubblicità, ma anche la famiglia maledettamente in crisi: minata da separazioni, abusi, omicidi, repressioni che, un tempo negati, tollerati, giustificati, segretati, vengono oggi sempre più in superficie mostrando il lato oscuro di una luna che, scopriamo, ancora da esplorare. La famiglia… obesa (socialmente, quando non fisicamente) del “non ci facciamo mancare niente”, ma anche la famiglia degli infanticidi, degli uxoricidi, degli stupri, dei genitori assenti, anaffettivi, indifferenti, degli anziani abbandonati… La famiglia, questa famiglia, non si tocca!

…Lo ripetono credenti, associazioni e movimenti cattolici; li fomenta lo stesso vicario di Dio insieme alla sua corte presi, appare, dal terrore folle che altre composizioni di individui riunibili sotto lo stesso tetto possano presentarsi come concrete alternative: famiglie omosessuali, bisessuali, conviventi, comuni… e tutte le tipologie di progetti di esistenza condivisa che può ancora partorire la fantasia umana…

Anche queste famiglie, secondo la Chiesa, non si possono toccare ma, in un altro senso. Come i Dalit, i fuoricasta indù, queste famiglie sono intoccabili perché precostitutivamente inammissibili e, quindi, rifiutate, discriminate… anzì, meglio ancora, non è nemmeno lecito chiamarle famiglie.

La famiglia, l’unica che, secondo i dettami della Chiesa, Dio tutela e definisce tale, è la famiglia del padre, della madre (purché sposati) e il bambinetto -per quanto nella stessa famiglia di Dio, in questo senso, di confusione ce n’è che avanza.

Questa famiglia, minimo triadica (che solo in virtù di qualche patologia può restare diadica) e consacrata nel matrimonio (preferibilmente con rito cattolico, ma a ‘sto punto va bene anche civile), è talmente famiglia da meritarsi l’appellativo di naturale -come, d’altra parte esige la retorica del marketing nel grande supermercato della contemporaneità; tant’è che anche la frutta naturale o biologica è, in qualche modo, più frutta della frutta.

La famiglia almeno triadica, riunita nel matrimonio e finché morte non la separi, è, dunque, una famiglia naturale, come un albero, un fiume, una roccia… è stata creata da Dio ed esiste da sempre, preesiste persino al cristianesimo, persino alla stessa idea di famiglia… più naturale di così!

Eppure non c’è nulla di meno naturale della famiglia.

Naturale è il maschio o la femmina animale che si aggirano per fecondare o farsi fecondare, affinché la loro genia sia il più nutrita possibile e capace di reggere al tempo e nel tempo; naturale è l’istinto di prolungare la propria stirpe contribuendo così a procrastinare la fine della propria specie -persino con l’incesto, come bene sa chi ha vissuto a stretto contatto col mondo animale e ha visto il maschio adulto giacere con la figlia o la femmina col figlio, contribuendo al concepimento di nuove generazioni. Ma nell’umano, no! Nell’umano, per quanto sopravviva l’istinto di procreazione e sopravvivenza, non c’è nulla di naturale. Tant’è che in tutte le culture la proibizione all’incesto è norma severa -per quanto la Bibbia narri di Lot che, rifugiatosi ad abitare con le figlie in una spelonca sulla montagna, fu da queste sedotto per soddisfare il loro istinto materno e dal loro ventre nacquero i capostipiti dei popoli Moabiti e Ammoniti.

Ma proprio il caso limite di Lot e le sue figlie si presta a confermare la regola che -appunto- solo alle strette della necessità estrema può essere infranta. La norma è, infatti, la proibizione all’incesto. Ed è norma prettamente umana, affermazione strettamente e univocamente culturale che trova nella capacità di prodursi quale simbolo quella dimensione oppositiva alla natura sulla cui base nasce la famiglia e l’uomo si distingue dall’animale; anzi, si distanzia talmente dall’animale da dimenticarsi, in fondo, di esserlo.

D’altronde il superamento della fase edipica, che permette l’accesso alla socialità umana, sta tutto nell’affermazione di un ordine simbolico in grado di minare e travalicare il rapporto duale alienante sviluppato con il genitore del sesso opposto. È il simbolo che subentra quale quarto incomodo determinante alla costruzione della famiglia e si configura come elemento indispensabile per far sì che il soggetto si riconosca e riconosca l’Altro. Per il bambino, desideroso di sedurre la madre, superare l’Edipo significa accettare la realtà con le sue regole, i suoi tabù, le sue proibizioni; significa accettare la Legge del Padre (il Super-Io) e rimandare il suo desiderio in un tempo e un corpo a venire. È solo attraverso il simbolo che l’«Io» si riconosce, riconosce il «Tu» e si fa «Noi», ossia la famiglia e, per estensione, la comunità, il paese, la nazione, l’Altro.

Ora, poiché la condizione di ogni essere vivente è quella di essere, anzitutto e prima di tutto, un figlio, ossia figliato da qualcuno, è chiaro che questo qualcuno è per noi costituivo, ma questo non significa che sia sufficiente affinché figlio e figlianti si concepiscano come famiglia.

Naturale è il fatto di essere figli poiché, senza essere figli, non si può essere; in secondo luogo, è altrettanto naturale che per essere figli è necessario essere figliati; ma per riconoscersi come figli e farsi riconoscere come figlianti, per passare cioè allo stato di famiglia, è indispensabile che la cultura subentri alla natura… Ma come e in quale forme avvenga questo avvicendamento, non è riducibile a nessun modello universale.

Ogni tipologia di famiglia che la civiltà umana ha sinora sperimentato è, invece, il frutto di una scelta culturale ascrivibile ad una concezione del mondo direttamente discendente dai vari e pur circoscritti modi in cui il pensiero umano ha potuto e può posarsi su quanto gli è dato di osservare: il corpo maschile e il corpo femminile, con le loro funzioni, le loro similitudini e le loro differenze, e l’ambiente in cui questi interagiscono sospinti dall’istinto di sopravvivenza loro e della loro stirpe.

Tra i Samo del Burkina Faso, ad esempio, la donna viene data in matrimonio fin dalla sua nascita ad un uomo appartenente a un gruppo consono al suo; giunta all’età puberale e prima di convolare dal marito la donna, insieme alla madre, sceglie un amante all’interno di un gruppo diverso da quello del marito promesso e con questi trascorre un periodo di almeno tre anni, o fino a quando non rimane incinta, allorché si trasferisce dal marito legittimo che diviene il solo e vero padre del nascituro… Nelle unioni di tipo poliandrico in uso in Tibet, la donna sposata ad un fratello maggiore sposa anche, a intervalli di un anno, tutti gli altri fratelli, anche se non vi è mai più di un marito in casa… Tra i Kaingang del Brasile è invece in uso la poliginandria, dove un maschio si accoppia con più femmine e le femmine si accoppiano con più maschi in una sorta di matrimonio di gruppo… Insomma, le costruzioni sociali possibili che, nel corso della umana civiltà, hanno dato e danno corpo ai modelli famigliari sono davvero molteplici e, come bene spiega l’antropologa Françoise Hèrtier, “[…] se una qualsiasi di queste istituzioni fosse biologicamente fondata, dunque naturale e necessaria, si presenterebbe universalmente nella stessa forma. Ma non è così, per nessuna di esse […]”.

Le forme sono variabili e culturalmente costituite nei luoghi e nei tempi. L’idea che esista una famiglia naturale che, abusando di questo aggettivo, si impone alle altre quale più adeguata, giusta, funzionale e, soprattutto, detentrice di diritti, è un’idea aberrante e assolutamente antidemocratica; frutto, evidentemente, dello spirito razzista e fondamentalista che, nonostante tutti i proclami di civiltà, feconda l’anima dell’occidente.

Massimo Silvano Galli (www.msgdixit.it)

Londra è il sogno segreto di molti giovani che finiti gli studi o non soddisfatti del proprio lavoro cercano un luogo dove poter costruire il proprio futuro. Ed è proprio la capitale Londinese una delle migliori città da cui iniziare vista la grandissima offerta di lavoro, corsi di formazione/di inglese/master e grandissimo centro di vita.

Purtroppo Londra è una città frenetica e non aspetta sicuramente il vostro arrivo ma sarete voi a doverla prenderla al volo. E’ normale quindi che la maggior parte delle persone appena arrivate nella capitale più cosmopolita del mondo si trovino spaesati. Si sta parlando infatti di una città che conta Oltre 12 milioni di abitanti tutti provenienti da luoghi e culture diverse….forse più che spaesati ci si può sentire completamente PERSI!!

Esiste però un portale che svela tutti i segreti di questa fantastica città e può aiutarti a superare tutte le difficoltà iniziali che incontrerai. Il nome del sito parla da solo: …. Sognando Londra

Il sogno però deve diventare realtà ed ecco perchè il portale Sognando Londra ti darà preziosi consigli, ecco alcune delle informazioni che potrete trovare all’interno del sito:

1 – Cosa serve per lavorare a Londra?
Per lavorare a Londra senza dover incappare in problemi burocratici (cmq non paragonabili a quelli italiani) bisogna essere cittadini della comunità europea e possedere un documento di identità valido. Con questi due requisiti potrete facilmente trovare un lavoro rivolgendovi ai Jobcentre ed ai siti di annunci online. L’unico aspetto burocratico per poter lavorare in regola a Londra è quello di ottenere il NINo (National Insurance Number) che è un codice univoco che utilizzerete per pagare le tasse!

2 – Come faccio a trovare un alloggio?
A meno che non siate miliardari probabilmente dovrete accontentarvi di trovare una camera in un flat-share (appartamento condiviso con altri giovani come voi). A Londra non avrete nessuna difficoltà a trovarne uno perchè esistono tantissimi annunci di camere in affitto sia su siti internet e sia sui giornalini di annunci. E’ importante però conoscere quanto è l’affitto medio di un appartamento, come comportarsi al momento della firma di un contratto, etc. per non farsi trovare impreparati e prendere grosse fregature!

3 – Ho studiato 5 anni di inglese alle superiori, riuscirò a cavarmela?
Purtroppo la verità è che la scuola italiana attualmente non è all’altezza di insegnare correttamente la lingua inglese. Le difficoltà maggiori le incontrerete sulla pronuncia e sulle numerose abbreviazioni utilizzate nelle conversazioni orali. I primi giorni a Londra la parola che userete più spesso infatti sarà “Sorry” perché non avrete capito assolutamente niente di quello che il vostro interlocutore vi starà dicendo.

Si consiglia quindi di provare a fare un po’ di Test On line in modo da ripassare le regole grammaticali, guardare film in lingua inglese per abituarsi alla pronuncia e provare a leggere qualche libro o giornale. Vi accorgerete quanti vocaboli e formule grammaticali non avete mai sentito nella vostra vita. Non bisognerà scoraggiarsi però perchè seguendo dei semplici corsi(anche gratuiti) a Londra riuscirete a prendere confidenza con la lingua.

Comunque 5 anni alle superiori, se fatti correttamente, sono una buona base da cui partire e vi permetteranno di cavarvela nella maggior parte delle situazioni.

Altre informazioni le troverai su S O G N A N D O L O N D R A !!!!!

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