luglio 2007


Trattamenti superficiali Impa TognoImpa Togno, l’azienda con sede a Verbania Fondotoce, nei pressi del Lago Maggiore all’interno del Parco Tecnologico Verbano, rappresenta un importante referente nazionale per quanto riguarda lo stampaggio materie plastiche.

Anni di esperienza nel settore, continue ricerche per migliorare sempre i prodotti e i processi produttivi, professionalità, sono questi gli elementi fondamentali che caratterizzano l’azienda.

E differenti sono i settori in cui opera, dagli idrosanitari, con una grande scelta di docce per la cucina, docce per il bagno, leve per miscelatori, coprighiera, vaporizzatori, pomoli, al settore dell’idromassaggio, con componenti come soffioni anticalcare, nebulizzatori, nebulizzatori facciali, raccordi…

Ma Impa Togno realizza anche articoli per il modellismo, piedini antivibrazione, stemmi auto, componenti per il computer, articoli casalinghi, trattamenti superficiali come cromature e satinature e molto altro ancora.

Grande attenzione inoltre, viene prestata a progetti personali di clienti che abbiano particolari necessità. Tali progetti vengono elaborati in CAD e realizzati utilizzando tecnologie a basso impatto ambientale, e tenendo conto delle Normative Europee per quanto riguarda la tutela dell’ecosistema.

Questi i Servizi offerti da Impa Togno:

Studio e Progettazione
Realizzazione Stampi
Stampaggio
Cromatura
Trattamenti
Saldatura ad ultrasuoni

IMPA F.lli Togno s.r.l. – Ufficio Commerciale
info@impa-togno.com
http://www.impa-togno.it/

Porte salvaspazio ErgonLa Casa dei Risvegli “Luca De Nigris” nasce come progetto di sperimentazione assistenziale unico nel suo genere per impostazione organizzativa. Attivo dal 2005, il centro è sorto dall’incontro tra l’Associazione di volontariato “Gli amici di Luca” e l’Azienda Usl di Bologna.
La Casa dei Risvegli accoglie circa 40 persone che hanno subito gravi lesioni cerebrali. La struttura è caratterizzata da una residenzialità di tipo temporaneo, con moduli abitativi autonomi, e presenta 10 minialloggi individuali con zone giorno/notte integrati da ampi spazi comuni di soggiorno.

Per realizzare questa struttura è stata dedicata speciale attenzione agli elementi di arredo, soprattutto per quanto riguarda le porte: si è scelto di installate porte Ergon Community® le quali utilizzano l’innovativo sistema rototraslante Ergon®, brevettato da Celegon.
Si tratta di un metodo molto efficace per l’ottimizzazione degli spazi e un migliore utilizzo dell’ambiente anche per individui con problemi motori. Inoltre, grazie al sistema Ergon®, le porte rototraslanti si possono aprire con una semplice spinta in entrambi i sensi.

Attraverso la combinazione contemporanea di rotazione e traslazione il meccanismo Ergon® riduce l’ingombro dell’anta, durante l’apertura e la chiusura, del 50% rispetto ad una porta tradizionale. Ne risulta una maggiore vivibilità degli spazi interessati.

Soluzione funzionale che offre una valida alternativa a sistemi scorrevoli o pieghevoli, e che risulta applicabile su qualsiasi spessore e tipo di muratura, Ergon Community® è declinabile in un’ampia gamma di porte variabili per diverse finiture dimensionali ed estetiche.

Da sottolineare, inoltre, che la complanarità degli elementi rende le porte per interni rototraslanti Ergon Community® idonee ad ambientazioni dove le normative della legge 626/94 e le prescrizioni igienico sanitarie richiedono frequenti e rapidi lavaggi antisettici.

Celegon s.a.s.
Via G. Galilei, 6 / 30035 Mirano (VE) / Tel. 041.5728404 ; Fax 041.5728522
www.celegon.it
info@celegon.it

Ufficio stampa
Laura Pontin / tel. 0437.858465 / l.pontin@polarisedizioni.com

Ti è mai capitato di ricevere qualcosa in dono senza aspettartelo? E’ proprio vero che basta il pensiero! Il solo fatto che in maniera del tutto inaspettata qualcuno abbia pensato a noi ci fa stare meglio. A prescindere dal valore materiale di ciò che riceviamo.
E come ti senti quando sei tu a voler fare un regalo a qualcuno? E quando ti rendi conto di aver regalato a qualcuno anche (e soprattutto) una splendida emozione?
Ricordo una storia letta qualche anno fa, proprio sulla bellezza del dono.

La storia racconta di un bimbo che sognava un mondo in cui ogni giorno tutti si scambiavano un dono. Ogni uomo, in ogni angolo della terra doveva donare qualcosa ad uno sconosciuto. Tutti i giorni.
Si rendeva conto della difficoltà del suo progetto, ma questo non gli impediva di continuare a sperare. Parlava del suo sogno a tutti, e gli sarebbe piaciuto poter essere lui il primo a dare l’esempio. Purtroppo, si rammaricava, non aveva soldi e non poteva regalare niente a nessuno. Passarono gli anni ed il bimbo ormai era diventato un uomo anziano. Continuava, ormai quasi senza speranza, a parlare a tutti del suo sogno. In molti lo consideravano solo un vecchio matto e lo prendevano in giro per la sua idea irrealizzabile. Ma lui insisteva, spinto da chissà quale misterioso motivo.
Un bel giorno arrivò nel suo paesino un uomo d’affari venuto da molto molto lontano. Aveva viaggiato per mesi interi col suo seguito di mercanzie preziose da vendere.
Appena giunto chiese a tutti gli abitanti che incontrava sul suo cammino di radunarsi nella piazza del mercato il mattino del giorno dopo. E di informare tutti di quell’appuntamento.
La gente era sospettosa. Si chiedeva chi fosse quell’uomo e per quale motivo li avesse convocati in piazza. I più erano certi che volesse proporre a tutti il suo carico di merce, per ricavarne il massimo profitto possibile. In ogni caso, la curiosità era più forte della diffidenza. Non capitava spesso di ricevere visite in paese.
Il giorno dopo la piazza era stracolma di gente. C’erano tutti. I bambini correvano qua e là immersi nei loro giochi, le mamme non li perdevano di vista un solo istante, sebbene il paese fosse tutto sommato tranquillo. I ragazzi e le ragazze si scambiavano occhiate dolci e maliziose allo stesso tempo, e gli uomini parlavano tra loro magnificando le proprie imprese di caccia.
In fondo, in un angolo, anche l’ormai vecchio sognatore aveva deciso di partecipare a quello strano evento, probabilmente sperando di poter avvicinare il ricco mercante e parlargli della sua idea.
Ad un tratto il tempo parve fermarsi. Tutti si voltarono sulla improvvisata pedana allestita al centro della piazza. E con particolare maestria (noi diremo come una famosa rockstar…) fece il suo ingresso quell’uomo venuto da lontano. Il brusio che si scatenò all’apparire del mercante, cessò quasi subito, non appena l’uomo iniziò a parlare. Dopo i saluti ed i ringraziamenti di rito, disse di voler raccontare una idea che aveva ascoltato da un ragazzo al suo villaggio, un’idea, annunciò in tono solenne, che gli aveva modificato profondamente la vita. Quell’idea gli era stata donata ed ora lui desiderava condividerla con tutto il paese.
La curiosità crebbe sempre più, anche se in molti continuavano a sospettare che si trattasse solo di una trovata pubblicitaria. Finalmente iniziò il racconto: tra lo stupore generale parlò dell’importanza del dono. Si, era proprio l’idea che tutto il paese aveva ascoltato migliaia di volte da quel vecchio matto. Aveva viaggiato per centinaia di miglia, si era propagata fino a raggiungere località remote e, a quanto pare, stava dando i suoi frutti. Una lacrima di gioia solcò il viso del vecchio, che ora tutti guardavano con occhi diversi. Lui capì di essere riuscito a perseguire il suo sogno, di aver donato qualcosa di importante agli altri.
All’improvviso qualcuno tra la folla urlò al mercante: “ Fai tutto questo solo per il tuo profitto. Vuoi farti bello agli occhi di tutti per vendere di più!”

“E’ vero!” Rispose con un sorriso il mercante. “I miei affari sono molto migliorati da quando vado in giro a raccontare questa storia. Ed anche la mia vita è cambiata. Quando torno nei luoghi che ho già visitato, in molti si avvicinano a me per ringraziarmi del dono che gli ho fatto e per raccontarmi di come le loro vite siano migliorate e si siano arricchite iniziando a scambiarsi dei doni. E questo è il dono che loro fanno a me. Ne sono felice. Faccio stare bene le persone e le persone fanno stare bene me. E tu non preferisci forse fare i tuoi acquisti da chi ti è simpatico e ti fa stare bene? Il vendere di più è per me solo una conseguenza, ben gradita, del mio nuovo modo di essere. Racconto della teoria del dono ogni qualvolta ne abbia l’opportunità, e non soltanto durante i miei viaggi d’affari. Io mi sento un dono, e sono convinto che ognuno di noi lo sia per gli altri. Se ognuno iniziasse a ragionare così, nel mondo non ci sarebbero più guerre e tutti sarebbero più felici.” Un applauso scrosciante coprì le sue parole. Qualcuno notò il vecchio nell’angolo piangere come un bambino, e corse ad abbracciarlo.
“Non è importante cosa donate” continuò alzando la voce il mercante. “c’è qualcosa di molto più prezioso di un anello di brillanti o di un tessuto pregiato. Donate voi stessi, il vostro tempo, il vostro ascolto, donate senza aspettarvi niente in cambio. Donate e, subito dopo, dimenticatevi di averlo fatto e ricominciate daccapo. Lo so può sembrare folle, ma ricordate, il limite tra follia e saggezza è molto molto labile!” Quel giorno rimase scolpito per sempre nella mente e nei cuori della gente.
Per alcuni quelle rimasero solo belle parole, un progetto irrealizzabile.
E continuarono a vivere come avevano sempre fatto, barcamenandosi a fatica tra gli alti e bassi della via, tra mille sbalzi d’umore. Qualcuno timidamente iniziò con diffidenza a provare, stando a lungo a pensare su cosa donare per non fare brutta figura.
Altri iniziarono con grande entusiasmo, e ben presto si resero conto di quanto fosse difficile modificare le proprie abitudini. La maggior parte delle persone continuavano a pensare al dono come qualcosa di esclusivamente materiale.
Ma l’idea era contagiosa, e, lentamente, stava cambiando il loro modo di pensare e di vivere. Nessuno, nemmeno il più scettico, poteva negare di sentirsi meglio nel ricevere un regalo.
Le persone iniziarono a parlare di più tra loro, a fare nuove conoscenze, a riscoprire il valore dei rapporti umani.
Il vecchio, diventato ormai una celebrità in paese, riceveva continuamente visite di ammiratori. Tutti gli portavano in dono qualcosa. In breve accumulò una ricchezza immensa. Ma la parte più grande di quella ricchezza era nascosta nel profondo del suo cuore.
Alla sua morte tutto il paese pianse a lungo. Tutti erano ormai d’accordo che si era spento un uomo eccezionale. Il suo testamento venne letto pubblicamente in quella piazza del mercato da dove, qualche anno prima, era partita la sua riabilitazione. Il Sindaco lesse con la voce rotta dall’emozione: tutte le sue ricchezze erano state lasciate ai bambini, perché è da loro che dipendeva il futuro e la prosperità di tutto il paese. Già, i bambini… quanto spesso ce ne dimentichiamo presi da mille impegni… Questo spunto di riflessione fu il suo ultimo, preziosissimo regalo.
Giovanni Annunziata

Tratto da Vivere RilassataMente

Il mese scorso Blizzard ha annunciato che sta sviluppando l’attesissmo sequel di StarCraft e BroodWar: StarCraft II. Anche questo episodio si configura come un RTS, un gioco di strategia in tempo reale. Come il primo episodio anche in StarCraft II sarà basato sul contrapporsi di grandi eserciti di numerose unità. Le razze caratteristiche del gioco rimangono sempre le stesse: Protoss, Terran e Zerg. Naturalmente saranno introdotte nuove unità con abilità e caratteristiche specifiche. Anche la storia di StarCraft II proseguirà da dove è finita quella di BroodWar. La raccolta delle risorse sarà sempre la stessa, ovvero saranno due quelle da raccogliere: i cristalli ed il gas vespene. Le risorse saranno indispensabili per costruire unità, strutture e fare gli upgrade.

StarCraft 2 è completamente basato su di una nuova tecnologia sviluppata interamente da Blizzard e chiamata IK System. Tale tecnologia serve per dare maggiore dinamicità agli scenari, visualizzare sfondi e consente di inclinare la visuale della telecamera rendendo il gioco maggiormente coinvolgente e spettacolare. L’uscita di StarCraft II sarà probabilmente nel corso del 2008, Blizzard intanto ha rilasciato tre filmati che anticipano come sarà effettivamente il gioco: l’Artwork Trailer, il Cinematic Trailer, ed il Gameplay Trailer. Il rilascio di StarCraft II è previsto in contemporanea per piattaforma PC e Mac, mentre non è attualmente prevista una versione per console.

A cura del Dr. Giuseppe Ruffolo, Psichiatra – Sebbene gli antidepressivi siano efficaci nel trattamento della depressione unipolare tuttavia, i dati a favore del loro impiego nella depressione bipolare, sono scarsi ed insufficienti per guidare le scelte terapeutiche nella pratica clinica quotidiana. Nonostante
la Food and Drug Administration (FDA) non abbia approvato alcun antidepressivo per il trattamento della depressione bipolare, l’associazione di un farmaco antidepressivo alla terapia con stabilizzanti dell’umore appare una pratica piuttosto diffusa fra gli operatori del settore.

Recentemente sono stati pubblicati i risultati del Systematic Treatment Enhancement Program for Bipolar Disorder (STEP-BD), un studio multicentrico americano nel quale, a pazienti con depressione bipolare già in cura con stabilizzanti delll’umore (litio valproato, carbamazepina o altri agenti antimaniacali regolarmente approvati dalla FDA), è  stato aggiunto un trattamento a base di un antidepressivo (paroxetina o bupropione) oppure di placebo. Dalle analisi dei risultati è emerso che il potenziamento con l’antidepressivo non contribuiva a migliorare la flessione del tono dell’umore mentre, il rischio di viraggi espansivi, è risultato essere basso, pari a quello registrato nel gruppo trattato con placebo.

Tratto da: The New England Journal of Medicine, Aprile 2007 -  Adding antidepressants to mood stabilizer therapy does not improve outcomes in bipolar depression.A cura del Dr. Giuseppe Ruffolo, Psichiatra – Istituto do Scienze del Comportamento – Pisa
www.psichiatria-online.it”
www.psichiatria-online.it/dblog/ pillole” sul Disturbo Bipolare

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