febbraio 2008
Archivi Mensili
ven, 29 feb 2008
Lina Sotis e Cristina Parodi lo hanno capito da tempo: entrambe hanno scritto dei libri sul bon-ton che hanno avuto molto successo. L’argomento infatti non è affatto obsoleto, oggi le buone maniere sono diventate un’opportunità in più, una maniera per la persona di presentarsi agli altri, sul lavoro, nella società, in modo migliore, per farsi ascoltare ed accettare di più. L’educazione stradale, il codice civile, gli insegnamenti dei genitori e dei nonni, le memorie scolastiche, tutte queste regole acquisite nel tempo concorrono a farci vivere il quotidiano in modo più civile ed educato a tavola, per strada, con il cellulare, nelle conversazione, con i figli, mentre sei con il cane. Il cellulare – l’Italia è il paese con il maggior numero di cellulari in Europa, questo deve indurre la persona a tenere un comportamento educato perché venga usato in modo poco invadente. Se il cellulare squilla sia in casa che fuori casa e siete in compagnia, rispondete ma interrompete la comunicazione al più presto o richiamate la persona. Se ricevete un sms leggetelo quando siete da soli. Nei luoghi chiusi come il cinema, la chiesa, la palestra, in ufficio, al ristorante, il cellulare va tenuto spento; se aspettate una telefonata urgente, magari di lavoro, mentre siete al ristorante avvisate gli altri commensali e poi allontanatevi in un luogo appartato per parlare. Le suonerie sono sempre più rumorose ed imprevedibili: non lasciamoci tentare da registrazioni private (come il pianto del proprio bambino) o dell’ultima hit di una cantante famoso: un suono tradizionale sarà sicuramente la soluzione migliore; tutte le suonerie vanno comunque tenute ad un volume basso oppure sostituite con la vibrazione. A tavola – quando sei ospite a pranzo ricordati che non devi sederti a tavola fino a che il padrone di casa non lo abbia fatto per primo. A tavola si sta seduti senza appoggiare i gomiti sul tavolo e con le mani bene in vista mentre i piedi stanno sotto la sedia. Non offrire cibo dal tuo piatto e non prenderlo da quello degli altri commensali. Le posate vanno usate per ordine quando sono molte, cominciando da quelle più esterne. Il pane non deve mai essere infilzato con la forchetta. Mela, pera e pesca vanno sbucciate con il coltello mentre la forchetta le tiene bloccate, uva e ciliegie non vanno tagliate; il caco va tagliato a metà e mangiato con il cucchiaio mentre il fico va tagliato in quattro e mangiato con la forchetta. Se siamo noi ad organizzare un pranzo sarebbe meglio non ripetere nei piatti gli stessi ingredienti (risotto alla salsiccia e salsiccia e polenta), servire il pesce prima della carne, servire le pietanze fredde con salse fredde e pietanze calde con salse calde. Il dolce va servito prima della frutta e il salato prima del dolce. Abbigliamento- l’abbigliamento deve essere attinente all’occasione alla quale si deve presenziare, sia in famiglia che sul lavoro o nella società. Un uomo non deve andare mai in città con i bermuda, indossare una camicia a mezze maniche sotto la giacca, avere la canottiera in vista sotto la camicia, indossare le calze con i sandali. Per lei sono da evitare gli strass e gioielli vistosi prima di sera, le griffe ostentate, le calze di nylon smagliate, stivali d’estate, gli abbinamenti troppo vistosi come le fantasie leopardate insieme ai colori forti. Espressioni quotidiane – “Salve” è un’espressione da non usare con conosciuti o sconosciuti. Alla domanda “Come sta?” non bisogna rispondere sinceramente, aggiungendo tutta la sfilza di analisi mediche in corso, ma con un tranquillo, anche se finto, “Bene, grazie”. Quando si partecipa ad una conversazione bisogna lasciare spazio all’altro di esprimere la propria opinione ma dal lato opposto bisogna sempre partecipare al dialogo senza fare lunghe pause o silenzi. Dove invece è di rigore il silenzio è durante una rappresentazione teatrale, un concerto o un film al cinema. Malumori, musi lunghi e lune storte non vanno mai esibite fuori dalle mura domestiche, in pubblico bisogna sempre essere sorridenti, allegri e sereni: se proprio non ci si riesce meglio starsene a casa. Inviti, regali – agli inviti va sempre data una risposta sia in positivo che in negativo, soprattutto se è richiesto, anche se si tratta di un semplice compleanno di un compagno di scuola. Non si fanno regali ai propri superiori, mentre alle maestre si fa solo un pensiero a fine anno. Non vanno mai regalati fazzoletti, spille od oggetti appuntiti, porta monete o portafogli senza aver aggiunto una moneta. Non si regalano mai fiori ad un uomo. Se sei stata invitata ad una cena non arrivare mai a mani vuote. A spasso con il cane – il cane va portato a passeggio senza srotolare tutto il guinzaglio per strada altrimenti i passanti sono costretti a fare lo slalom per non finire a terra. I bisogni dei cani vanno sempre raccolti con gli appositi strumenti e gettati nel bidone della spazzatura o portati a casa. In città i cani vanno tenuti sempre al guinzaglio soprattutto se il cane è di grossa taglia e se ci sono bambini nelle vicinanze.
I bambini – non sono esenti dalla buona educazione neanche i bambini e i ragazzi. Entrambi vanno spronati a salutare, a stare seduti composti a tavola, a non interrompere una conversazione, a rispondere alle domande che gli vengono rivolte, a ringraziare per i doni che gli vengono fatti. A loro volta i genitori non devono parlare dei loro pregi o difetti in pubblico, ne parlare di loro in terza persona se sono presenti.
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sab, 23 feb 2008
Da più voci si levano lamentele e sconcerto per il modo in cui oggi la Giustizia italiana non assicura più la certezza della pena.
Secondo gli ultimi dati del Ministero della Giustizia, chi entra in carcere per omicidio, ci rimane in media soltanto 2.792 giorni, ossia 7 anni e mezzo.
Un noto giudice, con i codici alla mano, ha calcolato che è più rapido e meno costoso uccidere il proprio coniuge, che intentare una causa di separazione. Basti pensare che per un sequesrto di persona, la pena media è di 2.852 giorni (vale a dire due mesi in più dell’omicidio) per rendersi conto del paradosso!
I colpevoli di molti efferati omicidi che hanno scosso l’opinione pubblica, sono già tornati liberi dopo aver scontato soltanto pochi anni di prigione. La pena per chi viene condannato per violenza sessuale (danno incalcolabile alla persona) è di 780 giorni. Da altri dati forniti dall’amministrazione penitenziaria, emerge che su 90 mila persone entrate in carcere nel 2005, soltanto 4 mila detenuti nell’estate del 2007 ‘risiedevano’ ancora in prigione.
In poco più di due anni, 76 mila detenuti erano usciti per provvedimenti di scarcerazione o per aver beneficiato di misure alternative, mentre altri 10 mila avevano beneficiato dell’indulto. Molto spesso oggi si verificano casi di giustizia negata. Tutti noi (a maggior ragione le vittime e i loro parenti) reclamiamo una giustizia che ci tuteli maggiormente.
C’è sfiducia e rifiuto in qualsiasi cittadino che voglia credere in un sistema giudiziario capace di assicurare diritto e verità. Per quanto riguarda la violenza sulle donne, le statistiche dicono che soltanto nei primi mesi del 2007 ci sono stati 62 omicidi, 141 tentati omicidi, 1.085 violenze sessuali e 10.383 sono state vittime di lesioni.
I premi erano nati inizialmente per rendere la pena più umana ma si sono rivelati una beffa per le vittime e per le loro famiglie.
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sab, 23 feb 2008
Tempo di pagelle e di ansia per studenti e genitori. Il coro di voci che si lamenta degli scadenti risultati degli studenti, soprattutto nelle scuole superiori, è in aumento: poca voglia di studiare, scarso rendimento e voti bassi. Colpa degli studenti, dicono gli insegnanti, che non sanno neanche perché studiano e hanno poco entusiasmo. Dietro ad ogni studente però c’è sempre una famiglia che assiste, a volte quasi impotente, a risultati scolastici sempre più disastrosi.
Il genitore ha un’arma potente a sua disposizione che può utilizzare proprio per spianare i primi insuccessi scolastici rendendo il ragazzo più fiducioso nelle sue capacità: il colloquio con l’insegnante. Spesso questo appuntamento è visto per le famiglie come un momento di routine scolastica poco utile che arriva ad interrompere i loro impegni lavorativi; a volte il genitore lo vive con una forte tensione emotiva che lo rende poco partecipe al colloquio stesso. E’ bene quindi cercare di arrivare calmi e con le idee ben chiare per riuscire a sfruttare al meglio il confronto insegnante-genitore.
Attenzione innanzitutto alle aspettative. Alcuni genitori, soprattutto quelli con una preparazione scolastica medio – alta, vedono nei risultati del figlio una sorta di compensazione dei loro passati insuccessi mentre è giusto pensare che ogni ragazzo ha le proprie caratteristiche personali che vanno sempre rispettate. Anche i genitori di ragazzi molto bravi possono essere tratti in inganno dalla votazione alta e non sentire la necessità di approfondire altri aspetti importanti della vita scolastica dell’alunno. E’ vero che affrontare un dialogo con un altro adulto, seduto dietro ad una scrivania, può essere difficoltoso ma è indispensabile ricordare che questa persona vive molte ore con nostro figlio e conosce aspetti che forse noi ignoriamo totalmente; dal canto suo l’insegnante non vede il ragazzo nella sua vita quotidiana, tra le mura domestiche: queste due realtà parallele vanno svelate durante il colloquio in modo che sia l’insegnante che il genitore possano, dagli episodi raccontati, aiutare il figlio a risolvere un momento difficile e spronarlo nel modo giusto. Molto spesso il colloquio con il genitore avviene in piedi mentre l’insegnante guarda insistentemente l’orologio: non vivete questo momento in modo passivo, fatevi vedere interessati in quello che l’insegnante espone, non ponetevi in modo aggressivo ma costruite insieme una riflessione che sia soddisfacente per voi e per l’insegnante. Informatevi su come la famiglia può interagire con la scuola per migliorare il rendimento scolastico del figlio dimostrandovi totalmente disponibili.
Non fermatevi a valutare vostro figlio in base ai voti presi a scuola ma ponete dei quesiti agli insegnanti che ne svelino il comportamento nel suo complesso: è isolato o partecipa in classe? Ha degli amici? Partecipa attivamente o è timido? Affronta le verifiche in classe con molta emotività? Come vive le esperienze scolastiche al di fuori delle materie scolastiche? Come si pone nei confronti degli insegnanti? Ogni risposta può svelare un lato nascosto di tuo figlio. E’ importante non dimostrarsi troppo sulle difensive con gli insegnanti, tentando di giustificare tutto quello che emerge di negativo sul ragazzo. E’ utile invece ascoltare e chiedere un consiglio su come risolvere la difficoltà scolastica o l’atteggiamento negativo. Anche alle elementari ci possono essere difficoltà di comprensione tra maestra/o e alunno. In questo caso il genitore deve prima valutare se la cattiva affinità del bambino con la maestra sia dovuta alla paurada parte del bambino di dover giustificare alcuni suoi insuccessi o comportamenti. I genitori tendono a dare sempre ragione al proprio bambino, ma è sempre utile chiarire con il figlio il motivo di questa antipatia per la maestra e poi parlarne con lei/lui.
L’adulto non deve prendere decisioni affrettate, come cambiare la scuola al bambino, poiché lo scolaro deve imparare a superare le difficoltà e saper convivere anche con persone ostili nei suoi confronti: il messaggio per il futuro sarà chiaro, nella vita non si può sempre fuggire dai problemi ma è meglio affrontarli. Non criticate mai l’insegnante davanti al bambino e riferitegli sempre dei colloqui che avvengono tra voi e le maestre rassicurandolo sul suo futuro rendimento scolastico. Ogni piccolo successo aiuterà la sua autostima e l’insegnante verrà automaticamente rivalutato dallo scolaro.
mer, 20 feb 2008
Milano, 13 febbraio 2008 – Sony Ericsson è lieta di annunciare che il cellulare Walkman® W910i ha ricevuto il premio Best Handset dalla GSM Association, nel corso della tredicesima edizione dei Global Mobile Awards 2008.
Lanciato lo scorso anno, il Sony Ericsson W910i è stato sviluppato per l’entertainment multimediale: musica, giochi 3D, video e accesso ad alta velocità ad internet.
Inoltre, funzioni quali Shake Control e SenseMeTM hanno davvero rivoluzionato il modo di fruire la musica attraverso il cellulare, permettendo agli utenti di viverla veramente secondo i propri gusti, il proprio stato d’animo, le proprie esigenze.
Grazie alla Memory Stick Micro™ da 1GB, il W910i può archiviare fino a 900 canzoni* e, molte di più, con la memoria espandibile.
“Siamo veramente molto orgogliosi di questo premio prestigioso attribuito ad un prodotto di così grande successo.” – sottolinea Dick Komiyama, Presidente di Sony Ericsson – “ Il W910i non è solo un cellulare musicale, è un vero dispositivo multimediale con giochi, video e internet, a portata di mano.”
Dal lancio del primo cellulare Walkman® (W800i) nel 2005, sono stati venduti, in tutto il mondo, più di 57 milioni di telefoni di questa gamma.
La famiglia dei telefoni Sony Ericsson Walkman® è in continua crescita: l’ultimo nato è il W980i, presentato nel corso del Mobile World Congress.
Questo dispositivo può archiviare fino a 8000 brani, portando l’esperienza musicale ai massimi livelli.
Sony Ericsson Italia
lun, 18 feb 2008
Scritto da
Loki03 in
Guide Turistiche
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Le più famose località della Sardegna descritte in ogni minimimo dettaglio per aiutarti a pianificare la tua prossima vacanza. Scopri i locali più “in”della Costa Smeralda, le spiagge più belle di Orosei o fatti suggerire sul migliore ristorante vicino al tuo luogo di villeggiatura.
Le nuove Guide Sardegna del 2008 sono finalmente disponibili per il download gratuito su CharmingSardinia.com, agenzia on line specializzata in vacanze di lusso in Sardegna.
Le località più celebri della Sardegna, dalla Costa Smeralda a Villasimius, da Cagliari ad Alghero, da Nuoro a Oristano e tante ancora, sono riportate in questa nuova collana di guide da viaggio.
Le guide sono tutte in PDF, facili da stampare e da portare in giro. Queste rappresentano degli strumenti ideali per la pianificazione di qualsiasi tipologia di vacanza in Sardegna grazie agli aggiornatissimi indirizzi su dove andare a mangiare, dove dormire, quali spiagge visitare come per esempio la Spiaggia del Principe, Capriccioli, Liscia Ruia, Petra Ruia, Pevero e mille ancora.
Largo spazio viene dato alla descrizione delle località da non perdere come Baia Sardinia, Cannigione, Arzachena ecc, ecco un esempio:
“Baia Sardinia
Località turistica che pur non facendo parte del Consorzio Costa Smeralda ne riprende lo stile e le atmosfere. A ridosso della spiaggia di sabbia bianchissima si sviluppa una centro abitato costituito da case vacanza, hotels e graziose villette servite da un graziosa passeggiata commerciale lastricata in pietra, disseminata di cafès intimi e confortevoli. Particolarità del sito è il parco acquatico Acqua-Dream, il primo eretto nell’isola, all’ingresso del paese. “
Alle informazioni prettamente turistiche vengono infine affiancati alcuni importanti cenni storici che danno una visione completa della bellezza e unicità dalla Sardegna.
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