giugno 2009


Quante volte guardando un’opera d’arte moderna ti è scattata in mente la fatidica frase: “Questo lo facevo anch’io” oppure “Cosa mi rappresenta questa roba qui”? Il problema è che non si può amare quello che non si capisce. Un tempo era relativamente più facile, in quanto l’arte serviva sopratutto per insegnare agli illetterati. La Bibbia dei poveri era chiamata. Chi non sapeva leggere, poteva imparare dalle immagini che si trovavano un po’ ovunque nelle chiese, negli edifici pubblici, nelle piazze.

I misteri e le relazioni nascoste
In realtà anche allora c’erano diversi piani di lettura, e non tutto quello che era rappresentato in un dipinto era comprensibile a tutti, anzi spesso in molte opere gli artisti inserivano delle relazioni nascoste, dei dettagli particolari, dei richiami curiosi che solo pochi potevano captare. In ogni caso la lettura di un’opera d’arte antica era, almeno ad un livello base, alla portata di tutti.

La fine dell’iconografia
Oggi le cose sono ben diverse, anche perchè l’arte ha perso questo ruolo e sopratutto perchè, a partire dal XVIII secolo in poi gli artisti non seguono più un codice iconografico prestabilito, ma godono di una maggiore libertà creativa. Cosa si intende per codice iconografico?


La classificazione di Panofsky

Secondo la classificazione di Erwin Panofsky ci sono tre livelli di lettura di un’opera d’arte: il primo livello è quello pre-iconografico, poi viene quello iconografico e per ultimo quello iconologico. Per capire meglio facciamo un esempio con il tema della crocifissione: Il primo livello presuppone una comprensione di base del soggetto raffigurato, in questo caso un’esecuzione di tre uomini inchiodati a delle croci di legno, e una folla che assiste. Il secondo livello, quello iconografico di permetterà di riconoscere in questa immagine la crocifissione di Cristo e dei due ladroni, la Madonna e gli altri dolenti, i soldati, i membri del Sinedrio. Infine con il terzo livello possiamo ricollegare il dipinto ad un contesto più generale, ovvero la fede cristiana, il concetto di redenzione, la risurrezione e così via.

Come affrontare l’arte contemporanea?
Questo spiega come sia relativamente più semplice leggere un’opera d’arte antica rispetto ad un’opera d’arte contemporanea. Ciò non toglie che anche l’arte dei nostri giorni abbia un suo valore intrinseco, solo che per apprezzarla appieno bisogna avere la pazienza di conoscere meglio la vita dell’artista, il suo percorso e in molti casi non avere la pretesa che necessariamente un’opera debba per forza trasmettere un messaggio o un insegnamento.

Messaggio o emozione?
In alcuni casi può trasmettere un’emozione, una sensazione gradevole o sgradevole, ma non un messaggio codificato. Pensiamo ad esempio ad un brano di musica strumentale: nessuno si sognerebbe mai di andare a cercare nella Quinta Sinfonia di Beethoven un messaggio, ma la si apprezza per le emozioni che trasmette. Lo stesso discorso si può applicare ad un dipinto astratto o ad un’installazione.
Per ulteriori approfondimenti:

http://www.strangeart.it

…. Volare … sogno o realtà?

 

Il paracadutismo ha avuto una grande evoluzione negli ultimi anni … gli Atmonauti, ovvero i “navigatori dell’atmosfera”….., non solo possono controllare perfettamente la caduta libera, ma anche imparare con facilità, la tecnica che permette loro di “volare in formazione” in traiettorie angolate “navigando”, nel vero senso della parola, nell’atmosfera terrestre. lanci tandem

 

Il nostro sport oggi, oltre ad aver raggiunto un alto livello d’avanguardia nei materiali utilizzati, (vele principali e d’emergenza ad “ala”, computer di sicurezza per apertura automatica della velatura d’emergenza, avvisatori acustici di quota ecc.) garantendo un livello di sicurezza altissimo, dispone di strutture organizzate in cui operano professionisti che di mestiere “volano” ed insegnano a volare.

 

La scuola di paracadutismo Skydive Marche a Montegiorgio

 

Skydive Marche, moderno centro di paracadutismo situato presso l’aviosuperficie del Fermano a  Fermo,  propone corsi accelerati di caduta libera con cui in soli sette salti da 4500mt viene insegnata la stabilità in aria, le tecniche di pilotaggio della velatura e il suo ripiegamento, propone inoltre lanci in tandem agganciati all’istruttore e battesimi dell’aria.

 

Ospiti periodici di Skydive Marche, i campioni Europei di Free Style Marco Tiezzi e Gigliola Borgnis del team nazionale Italiana “Frick Atmonauti” che organizzano voli di gruppo in grandi formazioni e insegnano, con dei corsi di perfezionamento, le diverse tecniche di controllo e navigazione dell’atmosfera. Attualmente Skydive Marche è il centro d’Italia più all’avanguardia per quanto riguarda il volo angolato Atmonauti, grazie alle numerose presenze di Marco Tiezzi, l’inventore di tale tipo di volo, e di Gigliola Borgnis pluricampionessa di Free Style e di Free Fly. Atleti normalmente impegnati all’estero in tour nei più importanti centri Europei, tra cui appunto Skydive Marche per quanto riguarda l’Italia.

 

Quest’anno, inoltre, il centro Skydive Marche ospiterà i Campionati Italiani di Paracadutismo dal 16 al 20 Settembre, ottima occasione per vedere dal vivo lo spettacolo ed i campioni delle varie specialità.

L’insostenibile leggerezza dell’essere umano…il corpo dell’uomo che ancora inevitabilmente è destinato a cadere con folle e fantastica velocità, attratto verso la Madre Terra, nell’impossibilità di trattenersi leggero nell’aria e nel cielo.

Questo è “paracadutismo”: ogni persona di questo pianeta può sentire come il suo corpo, nello stesso momento in cui per colpa della sua massa è attratto verso la Terra, sembri tuttavia essere leggero e sospeso nel cielo…grazie alla “caduta libera”.

Il paracadutismo oggi non è più una disciplina solo militare o per supermen drogati d’adrenalina. scuola di volo

L’aria che sferza il volto come andando in moto a 200 km/h, il carico di tensione prima del salto dall’aereo e l’eccitazione al momento del salto; la sensazione di infinito che si ha intorno quando si vola e l’ansia per l’apertura del paracadute; sono solo alcune delle sensazioni che si possono provare saltando da un aereo.

Il paracadutismo è diventato uno sport come tanti altri, che sta avendo un’espansione      sempre più vasta, grazie alla oramai raggiunta sicurezza, garantita da insegnamenti e sistemi d’emergenza tecnologici collaudatissimi che danno ampia affidabilità per la salvaguardia della propria vita.

Perché, in sostanza, è questo ciò che più mette paura a chi non conosce da vicino questa disciplina o vi si avvicina per la prima volta.

Anche se, il più delle volte, coloro che decidono di effettuare un battesimo dell’aria, tramite lancio tandem o con un più gratificante corso, sono persone che, ad un certo punto della loro vita, hanno iniziato ad avvertire l’impulso di voler provare le sensazioni della caduta libera, non per provare brividi nuovi, ma per conoscere la bellezza del volo.

Perché di volo si tratta.

Sebbene fisicamente è indiscutibile che il corpo precipiti verso il suolo inesorabilmente, esso, nell’arco di tempo che intercorre dal distacco dall’aereo al momento dell’apertura del paracadute, è nella totale libertà di compiere evoluzioni e traiettorie che, se non ancora con linee quasi orizzontali, possono comunque iniziare ad essere considerate come sempre più vicine al concetto di “volo libero” come Icaro lo aveva desiderato.

L’evoluzione di questa disciplina, così intimamente legata alla natura, negli ultimi anni, ha portato a progressi tecnici incredibili se paragonati a soli pochi anni fa.

Specialità come il FreeFly, lo SkySurf, il volo in tuta alare,il volo in Atmo, sono tutte nate negli ultimi anni, regalando a questo sport una dose di spettacolarità eccezionale.

Al di là delle banali e futili considerazione su come questo sport possa essere pericoloso per chi lo pratica, bisogna invece considerare il coraggio di persone che, per amore di questo sport, hanno messo tutta la propria conoscenza tecnica, le proprie abilità atletiche, l’inventiva e le risorse economiche a disposizione del progresso evolutivo del paracadutismo.

E tuttavia la probabilità di incidenti legati all’attività del paracadutismo la si deve, comunque, considerare tramite le statistiche; e da questa analisi risulterà come, rapportando il numero di praticanti con il numero di incidenti, il paracadutismo non primeggi assolutamente fra gli sport più rischiosi da praticare.

La caduta libera, la sensazione dell’aria che ci sostiene, l’adrenalina che in alcuni momenti percorre tutto il corpo, esercitano un’attrazione incontrollabile per chi anche solo una volta si è avvicinato a questo sport.

Presa consapevolezza della sicurezza che oggi il paracadutismo offre, il resto è emozione totale e le emozioni comprendono anche, certamente, la paura, ma la paura non è nemica del paracadutista.

Come in molti altri sport,la paura è la nostra ancora di salvezza che ci impedisce di compiere gesti azzardati, potenzialmente fatali per la nostra incolumità.

Senza la paura non potremmo mai capire che è stupido camminare sui margini di un burrone, rischiando di finire di sotto, o ,meglio , senza la cognizione della paura non sapremmo quando la nostra mente deve attivare un livello di attenzione tale da poterci permettere di non finire in spiacevoli situazioni.

Molti paracadutisti, in fase di crescita sportiva, anche dopo decine e decine di lanci, avvertono sempre una sensazione di strano trattenimento a terra, ma quest’ansia stimola ad avere una mente vigile e cosciente su ciò che essi dovranno effettuare in cielo.

E se le paure esistono per poter essere controllate, molto probabilmente il paracadutismo è una disciplina che, se praticata in modo ragionevole e coscienzioso, consente una crescita mentale e caratteriale  di notevole importanza.

È senza dubbio importante per un allievo, giovane o adulto, potersi confrontare in un ambiente dove sono necessarie attenzioni ai dettagli e alla salute mentale anche a livelli di pratica iniziale.

È piuttosto probabile che ogni sera precedente ad una giornata di lanci ci si comporti in modo tale da poter essere fisicamente e mentalmente a posto il giorno dopo.

L’attenzione necessaria alla manutenzione del proprio materiale di lancio o del materiale della scuola contribuisce senz’altro ad aumentare il proprio senso di responsabilità.

Infatti, fin da subito, un paracadutista è responsabile della sua persona, ma anche dei compagni con cui vola in aereo e con cui salta.

Ciò non significa dover essere psicologicamente gravati da situazioni particolari che fanno perdere il piacere di lanciarsi, ma, semplicemente, ognuno ha interesse a che tutto sia sempre al meglio per poter svolgere con serenità e divertimento questo sport.

Un’occasione senza dubbio eccezionale per scoprire da vicino il paracadutismo, o approfondirne la conoscenza, saranno i Campionati Italiani che quest’estate si svolgeranno presso l’Aviosuperficie del Fermano, in località San Marcodi Fermo (FM), organizzati dalla scuola di paracadutismo SKYDIVE MARCHE, una delle più importanti scuole italiane, diretta dall’Istruttore-Pilota Ilario De Marchi.

Seppur giovanissima, nata nel 2000, la struttura marchigiana, in pochi anni, è riuscita a raccogliere un numero di praticanti tra i più cospicui a livello nazionale, grazie alla presenza di validi istruttori e anche alla partecipazione di istruttori provenienti da altre sedi che, occasionalmente, offrono la propria collaborazione, attratti dalla qualità dell’organizzazione e dalla bellezza del territorio

Quello che la SKYDIVE MARCHEsi appresta a presentare sarà uno degli avvenimenti più spettacolari di cui si potrà godere quest’estate.

L’edizione 2009 sarà organizzata in modo da poter essere seguita al meglio dal pubblico a terra, per consentire una visione e una comprensione totale delle competizioni sportive.

Per far ciò saranno presenti nella dropzone, l’area di atterraggio dei paracadutisti, alcuni maxischermi che proietteranno le immagini delle evoluzioni degli atleti, riprese direttamente da paracadutisti video-operatori che si lanceranno in contemporanea agli atleti stessi.

Inoltre, tutte le gare sono state programmate in modo tale da eliminare i classici tempi morti, causati dalle attese per il raggiungimento delle diverse quote di lancio che si sono verificati durante edizioni passate, grazie anche all’impiego di ben 2 aerei Pilatus PC6, aerei turboelica molto potenti e capaci di trasportare per ogni decollo ben 10 paracadutisti.

Le discipline che prenderanno il via a partire dal 16 Settembre sono ben sette, divise fra quelle cosiddette classiche e quelle moderne.

Nello specifico ci saranno gare prettamente tecniche come il lavoro relativo a 4, assoluti ed esordienti, lavoro relativo a 8, lavoro relativo a paracadute aperto, precisione in atterraggio e la gara di stile.

Mentre le discipline più spettacolari saranno il freefly, il freestyle e lo skysurf.

In ogni caso, comunque, tutte competizioni altamente emozionanti.

L’invito a partecipare alla manifestazione è, dunque, rivolto a tutti coloro che vogliono avere un approccio speciale con questo mondo legato all’aria e alla natura e a coloro che vorranno conoscere da vicino la sicurezza del paracadutismo, con la speranza che tutti potranno concordare sulla bellezza di questo sport e sulla sua capacità di regalare emozioni.

Come si suol dire fra paracadutisti…”cieli blu” a tutti

La Galleria degli Uffizi è riconosciuta unanimemente come uno dei maggiori musei al mondo, al pari del Louvre e della National Gallery. Il museo occupa lo spazio che un tempo era sede degli Uffici, Uffizi appunto, del governo cittadino. Fu il Gran Duca Cosimo I che, volendo riunire tutti gli uffici pubblici in un unica seda, incaricò Vasari di progettare la costruzione da far sorgere nelle prossimità di Palazzo della Signoria. Vasari organizzò gli attuali Uffizi progettando delle alte arcate che alleggerissero l’imponente costruzione.
Il Palazzo venne costruito tre il 1560 e il 1580 sotto la direzione di Alfonso Parigi e Bernardo Buontalenti che seguirono il progetto originale di Vasari. Fracesco I de’ Medici fu il primo ad abbellire il palazzo con opere d’arte, seguito da Ferdinando I che vi trasferì delle sculture da una villa romana.

Gli Uffizi sono noti però in tutto il mondo per il valore dei quadri esposti. Di grande rilievo le opere di Cimabue, quelle del Tiepolo, del Canaletto e del Guardi. Non mancano le opere dei Macchiaioli Toscani, quelle di Carrà, di Severini. Tra gli artisti stranieri, le opere di Ingres, Delacroix, Durer, Rubens e Rembrant.

Le opere sono state raccolte durante il corso dei secoli, anche se il periodo più florido fu il Seicento. Molte delle opere ivi esposte erano collezionate nelle varie dimore dei Medici. Pertanto, lo splendido patrimonio di opere raccolte presso gli Uffizi si deve indubbiamente alla lungimiranza ed alla passione della famiglia de’ Medici.

Orario uffizi firenze:
Da martedì a domenica, ore 8,15-18,50 Chiusura: tutti i lunedì, Capodanno, 1° maggio, Natale.
Prenotazione uffizi:
Per la prenotazione e l’acquisto del biglietto della Galleria degli Uffizi e di altri musei d’italia vi rimando al sito www.museum-ticket.it
Buona navigazione.

I punti alla base del programma di Laura De Benedetto, candidata nella lista civica Facce nuove a Palazzo Vecchio, si basano su di una Firenze vissuta da persone che lavorano e che devono conciliare questo impegno con la vita di famiglia e con l’associazionismo.

Laura De Benedetto, 41 anni, sposata con Fabio e  mamma del piccolo Francesco, ha maturato una decennale esperienza in aziende multinazionali (attualmente lavora in Dada); oltre a questi impegni, da circa un anno, è Presidente di due associazioni locali: FlorenceIN, che ha contribuito a fondare, ed il gruppo locale di Firenze della ong ActionAid. Queste due associazioni la portano ogni giorno a relazionarsi con tantissimi cittadini che operano attivamente per migliorare la propria città, da un lato stimolando la nascita di nuove opportunità professionali (FlorenceIN), dall’altro cercando di sensibilizzare i fiorentini sui problemi che affliggono i paesi del Sud del Mondo (ActionAid).

 

Laura De Benedetto ha accettato la proposta di candidarsi come Consigliere Comunale alle prossime consultazioni amministrative con l’obiettivo di migliorare la città in cui suo figlio crescerà: “Voglio che Firenze non continui ad essere soltanto una tra le città più belle del mondo” afferma Laura De Benedetto “ma che diventi ricca di stimoli culturali ed opportunità professionali. Il fatto di aver vissuto in molte città italiane, da Taranto a Milano, da Potenza a Torino, arricchendo la mia esperienza di vita da un anno all’estero, mi consente di analizzare in maniera obiettiva le problematiche di Firenze, proponendo soluzioni concrete a problemi reali e quotidiani.”

 

In particolare, il programma (leggilo tutto sul blog elettorale) si rivolge ai fiorentini che lavorano prospettando la creazione di un centro direzionale fornito di tutti servizi per gli addetti ai lavori; promuovendo degli incontri periodici con le associazioni di categoria per identificare anticipatamente le aree di criticità e valorizzare le eccellenze locali (la moda, il web, l’industria). Nel programma di Laura De Benedetto grande attenzione è ugualmente dedicata alle mamme lavoratrici con la proposta di apertura di asili con orari flessibili oppure di tutta una serie di servizi fruibili online come la prenotazione del nido, della baby-sitter o delle visite mediche.

 

Estesa è anche la sezione relativa alle risorse naturali di Firenze: l’arte e il turismo. Secondo la candidata, infatti, entrambe le risorse possono e devono essere sfruttate in maniera diversa, evitando il turismo mordi-e-fuggi ed incentivando la presenza dei fiorentini stessi nel tessuto cittadino. L’idea è quella di accrescere la partecipazione dei fiorentini alle attività culturali ed artistiche della propria città attraverso card di fidelizzazione che consentano di visitare più musei, di accedere a servizi più ampi per i residenti, favorendo la presenza di artisti contemporanei all’interno di spazi ad hoc con una maggiore presenza nei calendari. Solo in questo modo si metterà in moto un circolo virtuoso che consentirà di investire i proventi delle attività culturali in altre attività artistiche al fine di  valorizzare l’arte e la cultura contemporanea (tramite borse di studio e stage retribuiti). “Firenze si sta spopolando di giovani che, sempre più, vanno a risiedere in comuni limitrofi perché si è persa l’abitudine di vivere la città andando a teatro, rilassandosi in un parco, mangiando un gelato e partecipando ad un dibattito.” Conclude Laura: “Voglio una città che cresca insieme a mio figlio. Una città senza giovani è per me una città senza futuro!”.

 

Un punto importante è infine riservato alle associazioni di volontariato e senza fini di lucro a cui si intende concedere degli spazi fisici per favorire l’aggregazione. L’esperienza di FlorenceIN, associazione co-fondata da Laura De Benedetto, nata per far incontrare i di persona professionisti locali aderenti a social network online che, in pochi mesi di vita, conta già circa 350 tesserati e oltre 1.500 potenziali aderenti, mostra che c’è bisogno di spazi di aggregazione e scambio di idee e di conoscenze tra chi opera in aziende del territorio di diverso settore e dimensione.

 

Il programma di Laura De Benedetto si può leggere e commentare sul blog elettorale: http://votalaura.wordpress.com

 

La lista Facce nuove a Palazzo Vecchio sostiene Matteo Renzi come Sindaco di Firenze.

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