febbraio 2010
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mer, 24 feb 2010
Scritto da immigratiestranieri in
Società e Cultura
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E’ ormai assodato che i requisiti di idoneità abitativa, uno dei requisiti per ottenere il ricongiungimento in Italia dei cittadini stranieri, non possano più essere certificati unicamente dagli uffici della Asl, sotto forma di accertamento igienico-sanitario. E’ necessario che il riconoscimento del rispetto di determinati standard provenga dagli uffici del Comune.
Secondo la circolare del 18 novembre 2009 proveniente dal Ministero dell’Interno, “lo straniero che richiede il ricongiungimento deve dimostrare la disponibilità di un alloggio conforme ai requisiti igienico-sanitari, nonché di idoneità abitativa, accertati dai competenti uffici comunali”. Non solo sono gli uffici del Comune a dover procedere, ma dovrà essere eliminato ogni riferimento alla legge regionale per l’edilizia residenziale pubblica. Infatti per lungo tempo, si è verificata una situazione di incertezza e di applicazione disomogenea nel nostro Paese della normativa da applicare e dei requiesityi da tenere in considerazione. Una parte dei comuni, davanti ad uno scenario confuso e difficile da gestire, bloccavano la maggior parte dei procedimenti, altri, invece decidevano arbitrariamnete di applicare la legge regionale.
In merito alla questione è intervenuto anche il Progetto Melting
pot Europa, diffondendo una circolare interpretativa per dissipare ogni dubbio o incertezza: il riconoscimento dei requisiti di idoneità abitativa deve essere subordinato al conseguimento degli standard igienico-sanitari dei locali di abitazione contenuti nel Decreto ministeriale del 5 luglio del 1975, strettamente vincolati alle dimensioni degli alloggi e al numero degli abitanti.
Approfondimenti.
mer, 24 feb 2010
Stavo parlando con un cliente potenziale, l’altro giorno, e questo ha scaricato un sacco di problemi del sito Web su di me.
Ha detto, “Andrea, abbiamo tonnellate di persone sul nostro sito ogni giorno, ma non chiamano e non compilano il modulo di contatto. Siamo seduti qui a pensare e ripensare, ma non riesciamo a capire perché. ”
Così ho fatto un paio di domande sulla home del sito Web. (Questo è di solito un buon punto di partenza.)
Ha detto, “Oh, abbiamo tonnellate di informazioni. Parliamo del nostro staff e da quanto tempo siamo nel business. Discutiamo sui nostri servizi e tutte le cose che facciamo”.
Touch!
Ed un problema è emerso. La Home del sito Web è stato scritto senza riguardo per il consumatore. Si parla troppo (e solo) di se stessi.
Per essere efficace, la Home del sito Web deve affrontare il consumatore. E la comprensione della mentalità del consumatore e la motivazione d’acquisto è il modo migliore per convertire i visitatori in clienti.
La Psicologia del consumatore è genericamente definita come la comprensione di come i consumatori pensano, sentono, giustificano, e decidono tra le alternative di acquisto. E un sito web può essere uno strumento potente usato per influenzare la decisione d’acquisto.
Diamo un’occhiata più da vicino …
I consumatori hanno una mentalità particolare. Essi sono più inclini ad acquistare (o interagire con un sito web) solo quando pensano, sentono, vedono e capiscono come il prodotto o il servizio in evidenza contribuirà a rendere la loro vita privata o il lavoro più facile.
Così come si fa a capire la mentalità dei potenziali clienti e sviluppare la home page del sito Web in modo influente?
Iniziare con i clienti già esistenti.
Condurre interviste varie. Scoprire il motivo dell’ acquisto fatto sul tuo sito e scoprire tutti i fattori che hanno influenzato la sua decisione d’acquisto.
Ma non ci si ferma qui. Porre domande quando si parla con i potenziali clienti. Scoprire cosa cercano in una marca o fornitore. Sarai stupito di quanto imparerai.
Prendere i fattori più comuni e avvolgere i vostri prodotti e servizi intorno ai loro bisogni. Concentrarsi sui benefici riguardanti soltanto i consumatori, per vendere online è necessario esser precisi nei dettagli, fanno la differenza
Ricordate, i consumatori non si curano di te o quanto grande è la vostra attività. Evitare di usare le parole “noi” e “voi” troppo. Concentrarsi sull’uso e la lavorazione il tuo messaggio circa la parola “tu”.
Se hai problemi con le vendite online inizia a modificare la vostra home page pensando a cosa un consumatore vorrebbe vedere e leggere. Ovviamente esistono professionisti del settore ecommerce che non si fermano a farti acquistare il Negozio Virtuale ma offrono servizi di rivisitazione del vostro sito.
SpazioCommerciale, la soluzione pù facile per il vostro business online
mer, 24 feb 2010
Scritto da rendering3d in
Computer
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Il costante sviluppo delle tecnologie e dei software della computer grafica ha consentito la possibilità sempre maggiore di tradurre in modo realistico le proprie idee e progetti. Tale possibilità è molto importante se si svolge una professione creativa in cui si ha la necessità di trasmettere al cliente l’immagine reale di un prodotto che deve ancora essere realizzato fisicamente. In passato tale limite veniva superato con la realizzazione di disegni o fotografie che davano un’idea, comunque parziale, del prodotto finale. Oggi, invece, abbiamo a disposizione software che consentono di realizzare immagini 3D molto dettagliate del prodotto finale che rendono possibile mostrarlo in ogni sua angolazione.
Questi software sono detti “motori di rendering” e consistono in programmi basati su complesse equazioni matematiche che, in base al settaggio di particolari variabili, consentono di ottenere l’immagine reale di prodotti che devono ancora essere realizzati. Il rendering 3D, chiamato anche rendering fotorealistico, è uno strumento molto utile in ambito creativo e, in particolare, in campo immobiliare perché rende possibile la creazione di modelli molto realistici. Per creare un buon rendering 3D, però, bisogna prestare particolare attenzione ad alcuni parametri. Uno di essi è l’illuminazione che consiste nel dare la giusta luminosità all’oggetto creato attraverso il posizionamento di fonti di luce, riflessi, ombre e sfumature: è fondamentale, in questo caso, che si riescano a notare tutti i particolari. Anche la trasparenza è una variabile importante, soprattutto nel caso in cui si debbano realizzare parti in vetro, come finestre o balconi.
Bisogna prestare attenzione anche alle prospettive: esse non devono essere distorte ma corrispondere il più possibile a quelle reali. Nell’ambito della rendering 3d degli immobili tra le variabili più importanti ci sono la texture e la definizione dell’ambiente esterno che consentono di inserire nell’immagine dettagli appartenenti al mondo reale, in grado di rendere molto realistico il prodotto raffigurato. Se si ha bisogno di mostrare l’esterno di un edificio, infatti, bisognerà concentrarsi maggiormente sul rendering di esterni e prestare particolare attenzione ai particolari, come ad esempio la presenza di persone, di erba o automobili e tutto ciò che è utile a rendere realistica l’immagine.
Quando ci si appresta a realizzare un rendering di esterni, inoltre, è importante tener presente che i particolari non devono essere eccessivi o inappropriati ma ordinati e bilanciati tra di loro. Un buon rendering 3d, quindi, è quello che riesce a riprodurre un’immagine relistica che sia di grande impatto e in grado di persuadere il cliente. Dopo che l’immagine è stata renderizzata è possibile creare il movimento inserendo i fotogrammi all’interno di un’apposita timeline: si può, ad esempio, creare un percorso virtuale che mostri al cliente ogni aspetto dell’edificio realizzato in modo da dare l’idea del prodotto finito. I tempi di realizzazione di un buon rendering sono variabili e dipendono dalla complessità del prodotto da realizzare, dal suo grado di realismo e dal tipo di software utilizzato.
Tra i motori di rendering più noti e più potenti c’è il RenderMan, creato dalla Pixar, che ha reso possibile la realizzazione di numerosi film di ultima generazione.
mer, 24 feb 2010
E’ assolutamente comune fra gli esseri umani, guardarsi allo specchio e non piacersi, sentirsi orribili o inguardabili per tutta la giornata, finendo anche col non sentirsi a proprio agio. E’ pure vero che, a volte, basta la battuta di un amico, il sostegno di un compagno per sentirsi immediatamente meglio.
Ci sono, tuttavia, casi in cui questo non basta. casi in cui “vedersi brutti” allo specchio non è solo un fenomeno passeggero, magari legato ad un particolare momento della propria vita, ma il sintomo di un problema molto piùà grave e difficile da superare. Si tratta della dismorfofobia, patologia in costante aumento e legata ad un disturbo dell’Asse I. Chi soffre del problema non è semplicemente chi si sente a disagio con il proprio aspetto, ma chi “vede” fisicamente difetti che in realtà non esistono: occhi che si rimpiccioliscono o escrecsenze invisibili si materializzano allo specchio e inducono a sospettare di un problema molto più grave, il sintomo di un disturbo di natura psicotica.
Forma e dimensioni del corpo totalmente sfasate: la maggior parte dei soggetti vive con disagio questa patologia, soprattutto gli adolescenti che si sentono completamente tagliati fuori da una società sempre più legata all’aspetto esteriore. Meno grave, ma comunque con seri effetti sulla psiche, la patologia per gli adulti.
Poichè la differenza tra la patologia e la semplice non accettazione di sè è poco evidente alle persone comuni, non si riesce sempre ad intervenire con prontezza, e il dismorfismo sfocia in altre manifestazioni ancora più gravi. C’è chi finisce col rivolegersi alla chirurgia estetica, affidandosi a chirurghi senza scrupoli, che, invece di sottolineare il problema del paziente sul piano psicotico, ne approfittano per effettuare interventi assolutamente inutili. E’ per questo che è sempre bene affidarsi a specialisti riconosciuti e di cui sia provata la competenza e le abilità, nonchè l’etica deontologica. A Napoli, ad esempio, fra i vari specialisti che vantano una solida specializzazione e una comprovata deontologia professionale, ricordiamo il dott. Ivan La Rusca. Info e news su http://www.ivanlarusca.it/
mer, 24 feb 2010
La Sindrome del Tunnel Carpale è una delle patologie più frequenti che interessano l’arto superiore. E’ maggiormente diffusa nel sesso femminile tra i 40 ed i 60 anni, con un rapporto di 6:1 rispetto ai maschi. Si può occasionalmente presentare anche in pazienti al di sotto dei 20 anni e durante la gravidanza.
Pur esistendo una predisposizione individuale, molto dipende dall’attività svolta dal soggetto. Ad esempio, le persone che lavorano molto con le mani frequentemente vanno incontro a tale sindrome. Basse temperature, movimenti ripetitivi svolti con strumenti non ergonomici e frequentemente accentuano la predisposizione. Nella maggior parte dei casi, la terapia farmacologica ha effetto transitorio, ed è necessario l’intervento chirurgico.
Che ci si rivolga ad un chirurgo ortopedico, un neurochirurgo oppure un chirurgo specializzato nella chirurgia della mano, è bene sempre accertarsi delle refernze dello specialista, benchè si tratti di un intervento di durata non superiore ai dieci minuti e in anestesia locale. E’ possibile approfondire dell’intervento su http://www.ivanlarusca.it/docs/sections/Sindrome%20tunnel%20carpale.pdf
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