Risarcimento danni infortunio sul lavoro

Risarcimento danni infortunio sul lavoro

L’assicurazione per gli infortuni sul lavoro è una tutela antichissima, che risale alla legge n. 80 del 1898. In questo caso, il danno è indennizzato a fronte dell’assicurazione obbligatoria stipulata con l’INAIL dal datore di lavoro in favore dei suoi dipendenti.

Spesso chi subisce un infortunio sul lavoro, oltre ad essere confuso non è a conoscenza delle azioni da intraprendere per non scontrarsi con il proprio datore di lavoro o i colleghi.

Può essere indispensabile, in alcuni casi, rivolgersi ad un avvocato specializzato, come ad esempio l’Avvocato Bassi di Reggio Emilia esperto in Risarcimento Danni da Infortunio sul Lavoro, Incidente Stradale, ed Errori Medici.

E’ sorprendente sapere che la maggior parte dei lavoratori non conosce i propri diritti in caso di infortunio. In questo articolo chiariremo meglio come essere risarciti in caso di infortunio e a chi spetta il pagamento.

Quando si configura l’infortunio sul lavoro?

Il Testo Unico delle disposizioni in materia di assicurazione obbligatoria stabilisce che:

L’assicurazione comprende tutti i casi di infortunio avvenuti per causa violenta in occasione di lavoro, da cui sia derivata la morte o un’inabilità permanente al lavoro, assoluta o parziale, ovvero un’inabilità temporanea assoluta che importi l’astensione dal lavoro per più di tre giorni.”

L’infortunio sul lavoro va inteso, dunque, come un evento nefasto che provoca un danno all’integrità psico-fisica di un lavoratore, durante il normale svolgimento dell’attività lavorativa.

Il termine “causa violenta” sta a significare quella componente esterna che, interferendo in maniera repentina e diretta (violenta appunto) all’interno del luogo di lavoro, compromette o meglio va a minare l’integrità psico-fisica del lavoratore. E’ il caso degli sforzi muscolari, dei movimenti bruschi o su tutti ciò che accresci l’ipotesi dell’infortunio.

A chi spetta il risarcimento in caso di incidente sul lavoro?

Per ottenere il risarcimento del danno, è necessario che il lavoratore dimostri l’esistenza del rapporto di lavoro, del danno subito nonché del nesso causale tra il danno e la prestazione del datore di lavoro.

Questi, dal canto suo, deve provare di aver rispettato gli obblighi di sicurezza predisponendo tutte le misure necessarie, spettando a lui il compito di dimostrare “la dipendenza del danno da causa a lui non imputabile”; egli dovrà dunque provare di aver fatto tutto il possibile per evitare il danno, come stabilito in materia di responsabilità contrattuale.

Una volta che il datore di lavoro ha effettuato la denuncia, bisogna capire a quanto ammonta l’indennizzo INAIL. La legge impone che i primi quattro giorni di infortunio siano a carico del datore di lavoro. Il primo giorno è previsto al 100% della retribuzione, mentre i successivi sono retribuiti al 60%, sabati e domeniche compresi.

Dal quinto giorno in poi sarà invece l’INAIL a coprire le spese attraverso l’indennizzo INAIL. L’importo dell’indennizzo INAIL è stabilito come segue:

  • Dal 5° al 90° giorno: 60% della retribuzione
  • Dal 91° giorno in poi: 75% della retribuzione

L’indennità INAIL per infortunio sul lavoro viene pagata subito, e il lavoratore la ritroverà insieme alla prima busta paga utile, dove sarà disponibile con l’anticipo del datore di lavoro, oppure con intervento diretto dell’INAIL.

L’INAIL copre anche gli eventuali costi sostenuti per esami diagnostici o spese mediche, quando prescritte dall’INAIL stessa. Il lavoratore, poi, è esentato dal pagamento del ticket sanitario durante tutto il periodo dell’infortunio per tutte le prescrizioni che derivano dall’INAIL o dal medico curante. Nel caso di invalidità o danno biologico riferito a una specifica patologia, l’esenzione sarà poi estesa.

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